LA PASTA…..TESORO DELL’UMANITA’ !

Indifesa e attaccata dalla pirateria alimentare


Lo scorso 25 ottobre si è svolta la Giornata mondiale della Pasta (World pasta day) . Per la prima volta i festeggiamenti sono stati tenuti non in Italia bensì all'estero, precisamente a New York dove c'è stato il Pasta-day, proprio in un Paese dove molti mettono in discussione i fondamenti della dieta mediterranea e dove il consumo di pasta italiana è in calo in un mercato stimato in circa 2 miliardi di dollari. L'anno scorso l'esportazione di pasta verso gli Stati Uniti è scesa del 10% e quest'anno si teme un'altro meno10.


Ma proprio per questo l'UNIPI, l'Unione industriali pastai italiani (www.unipi-pasta.it), con il supporto dell'ICE (Istituto Commercio Estero) e di BuonItalia, società per promozione nel mondo dell'agroalimentare italiano ha voluto festeggiare l'avvenimento nella fossa dei leoni.

C'è da dire che neanche in Italia la pastasciutta è in crisi tanto che il recente piano industriale della Barilla prevede una riorganizzazione delle proprie aziende con le dismissioni del Mulino di Termoli e la chiusura della stabilimento di Matera. Ma questa sembra essere solo una razionalizzazione produttiva del colosso di Parma tanto che da qui al 2007 sono previsti investimenti per 162 milioni di euro.

 

In Italia dovremmo fare molto di più per sostenere maggiormente questo straordinario giacimento gastronomico reso noto nel mondo dai film di Alberto Sordi e Totò. Siamo d'accordo con Davide Paolini che in un articolo su “Il Sole-24 Ore” sosteneva recentemente che la pasta tutta la vogliono, tutti la cercano ma nessuno la protegge. E' davvero singolare che in questo Paese fondato sulla pasta, governato dai partiti del raviolo, del tortello, dell'agnolotto, degli strascinati, dei testaroli, ancora non ci sia “una difesa catenaccio” per il primo piatto nazionale. Ormai sono state elargite Dop (denominazione di origine protetta), Stg (specialità territoriali gastronomiche) a destra e a manca, ma la pasta, fino ad oggi, è stata la grande dimenticata.

 

E l'agropirateria sulla pasta avanza come per il Prosciutto e il Parmigiano-Reggiano. Su cinque piatti di pasta italiani venduti negli Stati Uniti ben quattro sono falsi con imitazioni o richiami con a parole, colori, località, figure e denominazioni dell’Italia senza avere nulla a che fare con la realtà produttiva del Belpaese. Dagli spaghetti alla bolognese, presenti nei ristoranti in tutto il mondo tranne che a Bologna alle fettuccine Alfredo sono centinaia i casi di pirateria che riguardano il piatto principe dell’alimentazione italiana e per scovare questi "falsi" non occorre recarsi all'estero, ma è sufficiente una breve navigata in internet su siti come www.tuttopasta.com.au/ in Australia dove è possibile acquistare dei “Fusilli siciliani” pronti al pasto che, però, non hanno la forma dei fusilli. In America Latina il sito messicano www.laitaliana.com.mx/ offre diversi prodotti con la sua marca ItalPasta, mentre in Venezuela www.parmigiana.com vende pasta fresca e secca di vario tipo. Più a Nord, negli USA, è possibile acquistare pasta nel sito www.artistapasta.com, mentre nei pressi di Chicago, c’è www.italiafoods.com specializzato in tortellini e ravioli. Il consumo nazionale di pasta alimentare – secondo dati diffusi dalla Coldiretti - è di quasi 1,6 milioni di tonnellate per un valore di oltre 2 miliardi di Euro e un consumo annuale per persona di 28 kg, tre volte superiore a quello di uno statunitense, di un greco o di un francese, cinque volte superiore a quello di un tedesco o di uno spagnolo e sedici volte superiore a quello di un giapponese. La produzione nazionale è di oltre 3 milioni di tonnellate, per un valore di circa 3,3 miliardi di Euro e le esportazioni assorbono circa il 46% della produzione nazionale con quasi 1,4 milioni di tonnellate, per un valore di oltre 1,1 milioni di Euro.


La pasta ha una storia antica che vale la pena di ricordare

 

Non è facile risalire ad una origine precisa per la pasta, giacchè, per le numerose influenze provenienti da vari popoli e varie epoche , sembra che essa sia vero patrimonio dell’umanità.

Sicuramente l’impasto di farina ed acqua fu una “ idea culinaria” già millenni prima di Cristo.

La pasta fresca era già apprezzata dai Greci e dai Romani in forma di sfoglia o tagliata a strisce.

Probabilmente furono gli Arabi ad essiccare per primi la pasta fatta con farina di grano e di acqua, per poterla conservare nel tempo e durante i lunghi viaggi.

Le influenze arabe sicuramente transitarono in Sicilia.

 

Nel XVII sec. la produzione su larga scala della pasta essiccata, anche con il lavoro di ingegnosi macchinari, come il torchio meccanico inventato a Napoli, permise di abbassare i prezzi e di rendere la pasta accessibile anche alle classi più povere mentre quella fresca rimaneva simbolo delle classi ricche.

Sempre Napoli all’inizio del XIX sec. fu teatro della nascita di una delle associazioni più gustose della storia : l’incontro della pasta con il pomodoro!

La pasta è alimento sano , non contiene additivi e coloranti in quanto la conservazione avviene solo tramite essiccamento.

Nel mondo gli italiani detengono il primato di “consumatori di pasta” e tra le regioni italiane sicuramente quelle del sud sono tra le prime ad apprezzare questo alimento quotidianamente.

Per il rapporto pasta e condimenti ..alcuni suggerimenti:

 

La pasta lunga ben si accompagna con ragù di carne, sughi di verdure e di mare.

La pasta lunga forata con salse di pomodoro con verdure varie.

La pasta corta con ragù, stracotti e sughi di verdure.

La pasta cortissima con sughi di legumi.

 

E poi largo alla fantasia ..anche le associazioni insolite possono rivelarsi gustose ed apprezzabili dal palato, basta sempre non far mancare un buon vino: quello rosso giovane per la maggior parte delle tipologie di pasta e condimenti molto saporiti e quello bianco spesso associato a paste con frutti di mare e pesce di acqua dolce..ma anche qui spazio sempre al gusto personale!

 

 

 

 

 

 Qualità della pasta: un decalogo di Total Quality Food

 

Le novità per l'informazione al consumatore. La relazione di Giuseppe de Giovanni del Ministero delle

Attività Produttive

 


 

I GRANDI PASTAI ITALIANI

BARILLA & F.lli di Parma: www.barilla.it

DE CECCO di Fara San Martino (CH): www.dececco.it

AGNESI : www.agnesi.it

GAROFALO di Gragnano (NA): www.pastagarofalo.it

CAPONI di Pontedera (Pisa): www.pastificiocaponi.it

CAVALIERI di Maglie (Lecce): 0836484144

GIUSEPPE COCCO di Fara San martino (CH): www.pastacocco.com

LATINI di Osimo (AN): 071.7819768 www.latini.it

MARTELLI di Lari (Pisa): 0587.684238 – www.famigliamartelli.it

PASTAI GRAGNANESI di Gragnano (NA): 081.8012975

RUSTICHELLA di Pianella (PE): 085.971308 – www.rustichella.it

GIACOMO SANTOLERI di Guardiagrele (CH): 0871.897492

SETARO di Torre Annunziata (NA): 081.8611464 – www.setaro.it

TOMASELLO di Casteldaccia (Parlermo): www.pastatomasello.it

VINCENZO SPINOSI di Campofilone (AP): 0734.932196 – www.spinosi.it

 

 

 

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