|

Enogastronomia e campioni dello sport (II puntata)
Le scoperte gastronomiche del Consorzio Casentino sviluppo e turismo
di Enrico Bricarello
Cortona estate 2008. Un gran bel connubio tra sport e scoperta delle proposte di un territorio che ha molto da offrire, e lo fa con la tipica schiettezza della gente di Toscana.
Non esiste anfitrione migliore e più competente in materia di Ivano Versari - Presidente del Consorzio Casentino sviluppo e turismo - per far conoscere le specialità locali.
Innanzitutto, spiega Ivano, “ Il Casentino toscano è quella particolare zona nella quale, per usare
le parole del sommo Poeta...là dove l'Arno torce il muso agli aretini...ovvero la parte nord-est della Provincia di Arezzo, ed il Comune di Poppi ne è il cuore , dal territorio del quale la vista spazia dalla Piana di Campaldino di Dantesca memoria al Castello di Poppi sino al Monte della Verna, nel quale la leggenda narra che S. Francesco ricevette le stimmate: luoghi citati nella Divina Commedia, e non dimentichiamo il Monastero di Camaldoli, situato a pochi km di distanza....”
Una posizione di charme con una vista splendida e che grazie ai 500 metri di altitudine gode di un clima piacevole: siamo infatti in situato in pieno crinale degli Appennini tosco-aretini ad un'ora di auto da Firenze, Arezzo e Lesena ovvero nella zona definita “la svizzera della Toscana”!
E' il momento di gustare le proposte che il Consorzio ha selezionato per la degustazione: il Prosciutto crudo casentino ottenuto dal maiale grigio allevato in loco, il Sanbudello , salsiccia alla quale viene aggiunto all'impasto classico di carne di maiale anche percentuali di cuore, lingua e finocchio, la Finocchiona, la Soprassata, la Gota di maiale ed i Crostini “neri” di fegato, danno subito il “LA” all'esperienza gustativa.
Capitolo formaggi: si inizia con un dolce Pecorino del Casentino, aromatico di fieno e fiori, quindi i Caprini più gustosi accompagnati da un miele bio ...
Se il buongiorno si vede dal mattino...ci spostiamo al Ristorante “ Bellavista al Palazzo”, gestito dalla Famiglia Lami dove, in un terrazzo panoramico lo Chef propone i “Tortelli di patate” dal ripieno a base delle patate di Cetica - a buccia rossa- e carne suina saltati con i porcini del luogo,per passare alla classica Tagliata di Chianina cotta a puntino mentre una fetta di Pecorino “abbucciato” Aretino colma l'ultimo piccolo spazio disponibile nello stomaco: urge una pennichella digestiva...
Una cucina dalle forti connotazioni territoriali, schietta, che ricorda curiosamente quella definita “povera” comune a tante zone del Paese, a cominciare dalla cosiddetta “Cucina bianca” della zona ligure/piemontese, che nasce dalle esigenze dei pastori in transumanza.
Una zona che vale la pena raggiungere per godere , oltre che della parte prettamente gastronomica (un vero peccato che la vitivinicoltura non sia così sviluppata in loco) anche dello charme di luoghi storici che fanno parte dell'immaginario collettivo: Dante e la battaglia di Campaldino così ben descritta nel plastico del castello di Poppi, San Francesco, i Monaci Camaldolesi...
Una gran bella esperienza, sia professionale che umana in una zona nella quale l'uomo conta ancora, eccome!
|