|

Inizia con questo numero una serie di articoli volti a far conoscere gli aspetti
delle Aree Naturali Protette meno noti o non adeguatamente considerati. Tra
questi un ruolo di primo ordine stanno assumendo le politiche gestionali legate
alla valorizzazione di “azioni economiche sostenibili con particolare
riferimento alle attività agro-silvo-pastorali tradizionali”, all’”agriturismo”
ed al “turismo sostenibile”, peraltro previste anche dalla legge-quadro
nazionale sulle Aree Protette, la n. 394/91. Con la nascita dei Parchi hanno
avuto nuovo impulso metodi tradizionali di gestione del territorio che spesso
erano stati abbandonati in nome di un’agricoltura che tendeva più alle
produzioni quantitativamente elevate che non alla qualità dei
prodotti.
L’agricoltura di
qualità, l’unica che possa garantirsi un avvenire sicuro, raggiunge nelle Aree
protette italiane la sua massima espressione, grazie all’utilizzo certificato di
metodi colturali biologici o a basso impatto ambientale e ad una rete di
distribuzione dei prodotti che si avvale spesso del nome e dell’emblema dello
stesso Parco. Nell’ambito del recupero di attività tradizionali ecocompatibili
particolare importanza costituiscono la produzione ed il commercio dei
prodotti tipici.
Su questo
argomento consigliamo di prendere visione dell’”Atlante dei prodotti tipici
dei Parchi Italiani” realizzato dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela
del Territorio in collaborazione con “Slow Food”, “Legambiente” e “Federparchi”,
consultabile sul sito www.atlanteparchi.it
A partire dal
prossimo numero inizieremo su queste pagine la visitazione delle Aree Protette
più interessanti a partire proprio da quelle che hanno maggiormente contribuito
al recupero ed alla valorizzazione di prodotti tipici. Forniremo
informazioni complete su come raggiungerle, quale tipo di ricettività
presentano, quali sono i percorsi interni al Parco più caratteristici e come
degustare i più importanti prodotti locali. Cominceremo dal Parco Nazionale
delle Cinque Terre, dichiarato dall’Unesco “Patrimonio Mondiale
dell’Umanità”.
|