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LA
CINA ACCOGLIE IL PROSCIUTTO MADE IN ITALY SODDISFAZIONE GENERALE
TOSINI
(Consorzio del prosciutto di Parma): “Un riconoscimento della
assoluta sicurezza sanitaria del nostro prodotto”
COLDIRETTI:
“apre prospettive di crescita per l'agroalimentare italiano”
Soddisfazione
generale per il via libera dalla Cina per il prosciutto italiano. A
sancire l'ingresso nel mercato cinese per il crudo di Parma (leader
in Europa con oltre 9 milioni di cosce prodotte) è l'accordo
raggiunto, in questi giorni, a Pechino, in base al quale l'Italia ha
ottenuto il certificato sanitario che permette l'esportazione in
Cina. Nell'anno della festa per il quarantennale della nascita del
Consorzio del prosciutto di Parma (1963-2003) un chiaro successo
diplomatico si è aggiunto alla corona del “Parma”.
Il
primo, insieme al sottosegretario alle Politiche Agricole, Paolo
Scarpa Bonazza, a salutare
questo importante successo è stato il presidente del consorzio
del prosciutto di Parma Maurizio Tosini:
“si tratta di un riconoscimento della assoluta sicurezza
sanitaria fornita dal prosciutto di Parma e rappresenta un
importantissimo passo avanti nell'ambito delle relazioni diplomatiche
tra Italia e Cina”. Tosini, inoltre, auspica che ora, una volta
ottenuto il permesso all'importazione del parma da parte delle
Autorità sanitarie cinesi, le procedure di abilitazione per
l'export in Cina delle aziende di produzione, peraltro già ben
avviate, subiscano un'ulteriore accellerazione. “Solo dopo aver
definito queto ulteriore aspetto -ha spiegato Tosini- sarà
possibile procedere effettivamente all'esportazione in Cina”.
Plauso pieno anche da parte del Consorzio del prosciutto di
San Daniele e dalla
Confederazione Italiana Agricoltori che
parla di “un'importante opportunità per il made in
Italy su un mercato che conta più di un miliardo di
consumatori”.
Soddisfazione
è stata espressa anche dalla Coldiretti:
“L'accordo tra Italia e Cina che consente l'esportazione di
prosciutti e salumi "Made in Italy" apre prospettive di
crescita alla presenza dell'agroalimentare nazionale sul mercato
cinese, che già nei primi mesi del 2003 ha fatto segnare un
aumento del 25% in valore”. “Si tratta - sottolinea la
Coldiretti - di un ulteriore passo in avanti nei rapporti tra i
due Paesi dopo che nel giugno scorso erano state superate analoghe
barriere commerciali di natura igienico-sanitarie che impedivano ai
formaggi italiani di raggiungere la Cina. Per importanti specialità
alimentari del nostro Paese arriva quindi il via libera all'accesso
al più grande mercato del mondo che può contare sul
oltre un miliardo di consumatori che - sostiene la Coldiretti -
dimostrano di apprezzare in misura crescente il Made in Italy
alimentare. Nei primi sette mesi del 2003 infatti la presenza
dell'agroalimentare nazionale sul mercato cinese è aumentata -
rileva la Coldiretti - del 25 % in valore rispetto allo scorso
anno e riguarda tra l'altro vino, pasta e prodotti della pasticceria
e biscotteria. Risultati che spingono anche a rafforzare l'impegno
nei confronti delle imitazioni e dell'"agropirateria"
nell'ambito dei negoziati sul commercio del Wto, dove la Cina ha di
recente fatto il suo ingresso. Ed è senza dubbio positivo il
fatto che - conclude la Coldiretti - anche la legislazione
cinese si sia aggiornata con norme per la valorizzazione e tutela dei
prodotti alimentari a indicazione geografica”.
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