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DOC
e IGP:
una
miniera da sfruttare
Siamo il Paese delle DOP
ma solo un Italiano su tre lo sa
Presentato
il Quaderno Qualivita
A fine novembre, i prodotti agroalimentari che
nell'Unione Europea possono fregiarsi del marchio DOP
o IGP sono 631. L'Italia presenta il paniere
tutelato più ampio, con 133 prodotti (pari al
21% delle denominazioni complessive registrate
a livello UE).
Tuttavia,
pur a fronte di un notevole interessamento, il consumatore sembra
ancora poco informato su marchi comunitari, non solamente in
relazione allo loro esistenza ma soprattutto per quello che riguarda
il loro significato e le garanzie che sottendono. E senza un’adeguata
informazione ai consumatori, è difficile pensare ad una
crescita delle vendite in grado di sostenere, in termini duraturi,
uno sviluppo delle filiere “tipiche”.
E’
questo il filo conduttore del I° Quaderno Qualivita sul ruolo
socioeconomico dei prodotti Dop e Igp per lo sviluppo delle aree
rurali, realizzato dalla Fondazione Qualivita, la Fondazione per la
tutela e valorizzazione dei prodotti agroalimentari di qualità.
Il Rapporto, curato da Nomisma, è stato presentato a Roma.
All’incontro, oltre al Presidente della Fondazione Paolo
De Castro, erano presenti il Presidente della Provincia di
Siena Fabio Ceccherini, il Coordinatore Nazionale degli
Assessori Regionali all’Agricoltura Nicola Marmo e il Direttore
Generale del Dipartimento della Qualità dei prodotti
agroalimentari del Ministero delle Politiche Agricole, Giuseppe
Ambrosio.
Ma
i prodotti tipici con denominazione tutelata sono anche un importante
settore economico. Il Quaderno ha stimato il paniere italiano delle
DOP e IGP attorno ai 7,8 miliardi di Euro di valore al consumo.
Considerando gli impatti sul settore primario, tale paniere tipico
italiano attiva una Produzione Agricola diretta di circa 3,1
miliardi di Euro, pari a circa il 7% del totale
nazionale.
Dal
lato della domanda, pur a fronte di campagne informative
istituzionali ad opera delle singole imprese o dei Consorzi di
tutela, il consumatore sembra ancora poco informato su tali prodotti.
Sebbene oggi, almeno 3 italiani su 5 dichiarano di conoscere o
di aver visto il marchio DOP, (un risultato che mostra un chiaro
incremento rispetto a quanto rilevato tre anni prima, quando la
percentuale di chi conosceva la DOP non arrivava al 30%), questo
incremento non sembra sufficiente a garantire un consolidamento dello
sviluppo per il settore delle produzioni a denominazione di origine,
evidenziando al contempo una sorta di “occasione mancata” di
crescita quando si scopre che, al di là di tale gap di
conoscenza, il consumatore si dichiara disposto a pagare un
sovrapprezzo per questa tipologia di prodotto tipico rispetto a
quello “convenzionale”: solamente il 19% degli
intervistati dichiara di non essere disposto a pagare qualcosa
di più per avere un prodotto a denominazione tutelata.
E
gli effetti di questa lacuna conoscitiva sono riscontrabili anche nei
modesti livelli di crescita delle produzioni a marchio DOP e IGP
degli ultimi anni. Tra il 2001 e il 2002, le quantità
certificate sono cresciute meno del 3%, pur a fronte di un
significativo numero di riconoscimenti comunitari per i prodotti
italiani: basti pensare che, a fine 2000, il numero di denominazioni
d’origine registrate per l’Italia era pari a 108, contro le
attuali 133.
Ma
tali impatti negativi vengono accentuati anche dal fatto che pure lo
stesso produttore sembra porre poca fiducia nei marchi di tutela;
soprattutto per quanto riguarda le produzioni minori o di “nicchia”,
esiste un forte differenziale tra quantità effettivamente
prodotte nell’area identificata dal disciplinare e produzioni
certificate: tanto che, a livello complessivo di settore, è
possibile stimare che i livelli di prodotto certificati nel 2002
rappresentino appena il 37% di quelli ottenuti e quindi
potenzialmente marchiabili.
E’
da questi dati che partono le attività e finalità della
Fondazione Qualivita. Istituita senza fini di lucro né per
scopi commerciali, la Fondazione svolge attività
scientifiche e culturali volte a promuovere la conoscenza delle
tipicità alimentari di tutta Europa, con particolare
attenzione ai prodotti DOP e IGP. La mission avviene
attraverso informazione e divulgazione per la promozione dei prodotti
e la comunicazione ai consumatori nonché alle filiere ed ai
produttori, ricerca scientifica e sociologica sulla tipicità
alimentare, indagini economiche e di mercato, creazione di banche
dati specializzate, organizzazione di eventi e seminari.
In
merito a quest’ultimo proposito, la Fondazione Qualivita sta
portando avanti l’iniziativa del Primo Forum Europeo sulla
Qualità Alimentare, che si terrà a Siena per il
16-17 aprile 2004 e alla quale ha già confermato la Sua
partecipazione il Commissario Europeo all’Agricoltura, Franz
Fischler.
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