|
|
versione
stampabile
LA
SAGA DELLE QUOTE LATTE:
Un
po' di storia per essere meglio informati
La
lunga storia delle quote latte, inizia nel 1984, quando, a livello di
Comunità Europea, per far fronte alle rilevanti eccedenze di
latte e suoi derivati sul mercato, (latte in polvere, burro), si
sentì il bisogno di regolamentare la produzione.
Nel
momento in cui la Comunità chiese di valutare i dati
produttivi nazionali , l'allora ministro dell'agricoltura Pandolfi,
decise di affidare all'AIA (associazione italiana allevatori) la
rilevazione della produzione di latte. L'Italia agricola di allora
era molto diversa da quella odierna, con un numero elevatissimo di
aziende zootecniche di piccola e piccolissima dimensione (oltre 300
mila) che spesso non emettevano nessun documento fiscale atto alla
loro identificazione. In quel contesto, sia per la mancanza di un
efficiente sistema di rilevamento, sia per il "nero"
fiscale, la ricognizione fu difficoltosa e complessa, e portò
a rappresentare un dato non rispondente alla realtà (secondo
alcuni i dati ISTAT erano sbagliati di circa il 40% in meno rispetto
all’effettiva produzione lattiera italiana).
Per
altro va ricordato, che allora l'Italia nella comunità Europea
(governo Craxi), aveva maggiore interesse a sostenere le produzioni
industriali anziché quelle agricole. Comunque sia, ci si
accorse ben presto che i quantitativi prodotti eccedevano la quota
assegnata, e che, dato il regime sanzionatorio a cui era stato deciso
di sottoporre il settore, questo portava alla comminazione da parte
della Comunità, di salate contravvenzioni.
Le
multe, per altro, all'epoca non venivano pagate dagli allevatori, ma
dallo stato italiano in quanto mancava, ed è mancato per
lunghissimo tempo, un sistema efficiente di rilevamento .
Fino
agli anni '90, infatti, la Comunità ha ammesso che si
rappresentasse la produzione italiana di latte con un "bacino
unico nazionale" dove l' Italia era considerata come un'unica
azienda, a cui far riferimento, per i computi produttivi ed a cui
comminare le multe. Per oltre un quinquennio le multe furono pagate
da "Pantalone", con il meccanismo , ancora in atto che
prevede UNA MINOR EROGAZIONE DEI FONDI UE COMPLESSIVI e un
contemporaneo stato di crisi finanziaria da parte dell'organismo
gestore dei fondi (ora l'AGEA) che si trova a dover erogare più
di quanto percepisca, con gravi difficoltà per tutte le
iniziative del settore agricolo.
Arriviamo
finalmente al '92 quando con la legge 468/92 si sono individuati
meccanismi e regimi tali, da poter identificare, chi produce e di
quanto eccede.
A
partire da 95-96 si comincia ad avere dati certi azienda per azienda,
e quindi si assegnano le multe a chi realmente produce troppo , ma,
"fatta legge - trovato l'inganno", gli agricoltori per
non pagare ricorrono al Tar, che, dichiarandosi incompetente, in
attesa di avere maggiori chiarimenti da le sospensive.
Dal
96 ad oggi gli agricoltori, che nel frattempo sono diminuiti
enormemente di numero (da 150 mila a 60-70 mila), hanno continuato a
ricorrere anno per anno ai Tar italiani ed ad ottenere sospensive
accumulando enormi debiti.
Tale
regime di sospensiva prosegue ancor oggi, anche se, in base alle
richieste di chiarimenti effettuauti nel 2000 dal Tar del Lazio,
all'alta corte di Giustizia Europea, sta per essere emessa la
sentenza, che, in base ad una relazione tecnica giuridica di
accompagno, che è stata resa pubblica, fa presumere che il
pronunciamento sarà del tutto sfavorevole agli agricoltori.
Nel
frattempo per tentare di porre fine al problema, organizzare tutto il
settore e consentire alle aziende di pagare agevolmente le forti
somme, delle multe maturate negli anni, il Mipaf, ha promulgato la
legge n. 119 del 30maggio 2003
che pone un punto fermo sulla vicenda. Questa normativa regolamenta
il settore secondo due punti fondamentali: 1) permette lo scambio
su tutto il territorio nazionale delle quote latte tra le singole
aziende 2) rateizza le multe dovute , fino 2002, in 14 anni senza
interessi.
Tale
intervento legislativo interessa 26.682 aziende a livello nazionale,
per un importo pari a circa 1, 081 miliardi di euro In particolare,
la rateizzazione è condizionata al fatto che le aziende
rinuncino espressamente al contenzioso giudiziario (ricorsi tar), e
che abbiano pagato le eventuali multe per le campagne lattiere dal
2002/2003 in poi.
Ad
oggi chi non ha aderito alla sanatoria è una minoranza
composta da aziende che in realtà non possono aderire per
l'eccessivo ammontare delle multe stesse.
Dal
gennaio 2004, per evitare fenomeni di accumulo di multe e scoraggiare
le sovrapproduzioni, è stato introdotto il prelievo mensile
sulle eventuali eccedenze, insieme ad una serie di regole che
impediscono qualsiasi comportamento elusivo, portando tutti gli
allevatori a produrre in base alle stesse regole e alla luce del
sole.
Per
quanto riguarda la situazione della quota globale produttiva oggi
assegnata all'Italia ammonta a 10, 5 milioni di tonnellate maggiore
della quota iniziale italiana è stata aumentata nel 1992 di
900.000 ton e nel 1999 di 600.000 ton. Nonostante questo L'Italia
risulta avere quote che coprono solamente 45% del consumo.
versione
stampabile
|
|