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Roberto Ravazzoni nuovo amministratore delegato di Fiere di Parma
con Giorgio Orlandini vicepresidente.
Verso la pace Cibus e Tuttofood?
La Campionaria di Realacci. Una rete unica sulla via Emilia
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Parma 3 dicembre 2007. Riassumiamo le ultime novità del mondo fieristico italiano con particolare riferimento alle strategie di promozione del cibo made in Italy.
Mentre l'industria alimentare gioca la carta delle fiere per consolidare l'eccellenza della tavola italiana c'è grande fermento nel settore fieristico d riferimento.
Fiere di Parma Spa ha, da pochi giorni, un nuovo amministratore delegato. Si tratta di Roberto Ravazzoni, prende il posto e le deleghe del dimissionario Ugo Calzoni, che dal giugno del 2002 al settembre del 2006 è stato direttore generale dell'Istituto nazionale per il Commercio Estero (ICE).
Calzoni era subentrato, nel novembre del 2006, ad Emilio De Piazza chiamato dal ministro delle Politiche Agricole e Alimentazione, Paolo De Castro, a presiedere Buonitalia, la società italiana per la promozione e la valorizzazione nel mondo dell'agroalimentare «made in Italy». Ora la brusca defenestrazione.
A Fiere di Parma ora c'è anche un nuovo Vicepresidente della Fiera, Giorgio Orlandini, gourmet, bibliofilo culinario d'eccezione e delegato dell'Accademia Italiana della Cucina. Ma viene ricordato nella città emiliana soprattutto come potente direttore della locale Confindustria ed efficientissimo organizzatore di importanti progetti per l'affermazione economica di Parma in Italia e all'estero e ideatore di importanti manifestazioni fieristiche a cominciare proprio dal fiore all'occhiello di Fiere di Parma, Cibus.
Resta invece al suo posto, il Presidente del cda di Fiere di Parma, Franco Boni.
La testa di Calzoni è caduta per il bilancio in rosso di Fiere di Parma. L'azienda di Baganzola ha evidenziato perdite maggiori del previsto e così i progetti di Calzoni, a cominciare dall'idea di lanciare una nuova Cibus Med (che si svolgeva a Bari e che è stata congelata dal 2005) in edizione itinerante (ogni anno in una diversa capitale del Mediterraneo: Bari, Napoli, ma anche Algeri, Tunisi, Cannes e Istanbul) subisce un brusco stop.
Dopo questa bufera a Parma si è ritornati a parlare del destino di Cibus, organizzata in insieme a Federalimentare, che anche se rimane la più importante rassegna europea interamente dedicata alle produzioni agroalimentari italiane è però seriamente insediata da TuttoFood di Fiera Milano.
Ad INformaCIBO risulta che nei circoli del potere parmense finora nessuno pensa di aprire un dialogo con Milano perché si teme la fagocitazione di Cibus. A confermare questa strenua difesa di Cibus le parole pronunciate in una intervista alla Gazzetta di Parma (edizione del 1 novembre) dal presidente di Fiere di Parma Franco Boni: «Sento profferte di carattere lombardo ma ritengo che mettano in pericolo Cibus. Siamo aperti a qualsiasi collaborazione, ma Ci-bus va difeso con le unghie e con i denti. Quindi le intese diventano difficili».
Molto più morbida la posizione del sindaco di Parma, Pietro Vignali, che sempre sul quotidiano cittadino la Gazzetta di Parma del 1 novembre, ha sottolineato che «deve essere chiaro che Cibus rimane a Parma. Ma fatta questa premessa, riteniamo che -parole del Sindaco- un accordo con la fiera di Milano in vista di Expo 2015 non possa che giovarci”, e ha aggiunto: “Riteniamo che si debba uscire dall'attuale conflittualità”.
Una posizione che ci sembra isolata nella cittadina ducale.
Intanto Tuttofood si allea con Nasft
Spostiamoci da Parma a Milano e qui, anche se il bilancio 2007 di Fiera Milano spa si chiuderà anch'esso in rosso non ci saranno ripercussioni sugli assetti del consiglio di amministrazione. Non corre rischi infatti la poltrona di Claudio Artusi, amministratore delegato della società dall'ottobre del 2006. Lui continua a ripetere che la perdita era già prevista dal piano industriale e che “stiamo seminando per il futuro”.
Un futuro che ha al suo centro, dal 24 al 27 maggio del 2009, proprio una manifestazione alimentare, la seconda edizione di Tuttofood, la mostra b2b di Fiera Milano, che ha debuttato con un relativo successo, nel nuovo quartiere fieristico di Rho, lo scorso maggio.
Ed è proprio di questo periodo la firma di un accordo di collaborazione tra il presidente di Fiera Milano, Michele Perini e il Vice Presidente del NASFT (l'Associazione Nazionale Americana per il Commercio delle Specialità Alimentari), Chris Nemcheck.
NASFT organizza i Fancy Food, le manifestazioni professionali di riferimento negli Stati Uniti nel settore agroalimentare.
L'obiettivo dell'intesa è quello di rafforzare il carattere internazionale delle reciproche manifestazioni attraverso iniziative e progetti condivisi. In questo senso, si legge in una loro nota congiunta, “Fiera Milano e NASFT attueranno un programma di scambio buyers, allo scopo di incrementare il business del settore. L'accordo prevede anche lo sviluppo congiunto di un Educational Program di alto livello che si svolgerà durante il 2008 e il 2009 e che culminerà a Milano con la seconda edizione di TUTTOFOOD”.
La Campionaria di Realacci.
A distanza di oltre 16 anni (era iniziata sui Bastioni di Porta Venezia nel 1920 e finita nel 1985) è tornata a Milano, dal 22 al 25 novembre, la Campionaria delle qualità, il nuovo made in Italy del terzo millennio promossa da Expocts e dalla Fondazione Symbola di Ermete Realacci e di Alessandro Profumo, delegato Unicredito Italiano.
Il presidente di Symbola, Realacci, appena entrato nello staff del neo segretario del Pd, Walter Veltroni, ha portato in dono a Milano la grande vetrina della qualità italiana ma innanzitutto una lunga carrellata di big della politica italiana, da Franco Marini, presidente del Senato (che ha inaugurato la mostra), al vicepremier Francesco Rutelli fino a Paolo De Castro, ministro alle Politiche agricole e alimentari. Mentre all'edizione di Tuttofood 2007 neanche un sottosegretario era presente.
Fiere Bologna, Rimini e Parma.
Infine mentre il sogno di Duccio Campagnoli, assessore regionale alle attività produttive della regione Emilia Romagna, di creare una rete unica sulla via Emilia e cioè di realizzare una “impresa a rete” che metta insieme i più importanti quartieri fieristici presenti in Emilia Romagna (Bologna, Rimini e Parma) fatica a decollare, principalmente per le resistenze di Parma, arriva la buona novella di maggiori sinergie tra Bologna e Rimini.
La dinamica Fiera di Rimini, che nelle scorse settimane ha confermato alla presidenza Lorenzo Cagnoni, si è alleata alla Fiera di Bologna di Luca Corsero di Montezemolo per sbarcare insieme in Medio Oriente, Cina e India innanzitutto.
La scelta è di grande importanza proprio mentre il mercato fieristico nazionale è arrivato a un punto di saturazione. In Italia è sempre più difficile crescere perché la competizione è sempre più accanita con manifestazioni che si copiano e con fenomeni di vera e propria “cannibalizzazione” tra le diverse fiere.
Ricerca Censis presentata a Parma 16 novembre 2007
“L'evoluzione delle abitudini alimentari degli italiani tra nuove tendenze e solide tradizioni”
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