|
Fabio Roversi Monaco alla presidenza della Fiera di Bologna
Eletto un Cda di 11 membri (in precedenza 18) con l'ingresso
dell'assessore regionale Duccio Campagnoli
Intanto a Parma manovre per i vertici di Fiere di Parma
(dt)
Bologna 23 giugno 2008. E' iniziata oggi, con la nomina del nuovo Cda composto da 11 membri, sei per i privati, l'era Roversi Monaco a BolognaFiere dopo la presidenza decennale di Luca di Montezemolo.
Il numero uno della Fondazione Carisbo, Fabio Roversi Monaco, aveva, la scorsa settimana, raccolto "l'invito dei soci pubblici" della fiera di Bologna, che ufficialmente lo avevano proposto per la presidenza dell'expo.
Oggi l'assemblea dei soci della Fiera di Bologna lo ha eletto alla presidenza e insieme a lui, sulla base di una lista unica fra soci pubblici e privati, e' stato eletto un cda di 11 membri (in precedenza 18). Tra i nuovi eletti, subito però sono esplose le polemiche politiche, l'assessore regionale Duccio Campagnoli, indicato dalla Provincia.
Un addio eccellente quello di Luigi Marino, presidente di Confcooperative dal cda.
Roversi non era presente all'assemblea dei soci ma ha partecipato ad un incontro fra i soci privati della Fiera in cui c'era anche Montezemolo.
Questi i nomi dei nuovi eletti per i soci pubblici: Flavio Peccenini e Duccio Campagnoli (Provincia), Francesco Vella (Comune), Luigi Litardi (Camera di Commercio), Daniele Cabutto (Finanziaria Bologna metropolitana). Per i soci privati Gino Cocchi (Unindustria), Marco Minnella (Promorest), Olivier Ginon (Gl Events), Eugenio Postacchini (Ascom-Ance), Daniele Passini (Confcooperative), Gianfranco Ragonesi (Confartigianato).
Oltre al Cda è stato eletto anche il nuovo collegio sindacale. Il Cda sarà riconvocato presto per eleggere i due vicepresidenti: Luigi Litardi della Camera di commercio e Gino Cocchi di Unindustria.
Per l'ad -Michele Porcelli è in scadenza- c'è chi ipotizza un clamoroso ritorno, quello di Luigi Mastrobuono, da poco al vertice dell'expo di Roma ma in pole position è Mauro Malfatti, già manager della Fiera.
Il commiato di Montezemolo.
"Chiudo 10 anni bellissimi in cui la Fiera ha raddoppiato il suo fatturato e la sua crescita". Con queste parole Luca di Montezemolo ha riassunto il suo periodo alla guida della Fiera al termine dell'ultima assemblea che ha presieduto. Ha poi dedicato un pensiero a tutti quelli che hanno lavorato nella Fiera con lui, "da tutti gli uomini e le donne fino ai tre amministratori delegati che si sono succeduti" (Chicchi, Mastrobuono, Porcelli).
Quindi il presidente ha indicato i tre problemi sul tappeto: "La governance (oggi l'assemblea ha approvato un consiglio a 11 membri come da tempo chiedevamo), lo sviluppo e il reperimento risorse perché ci sono piani industrali importanti. Non entro in cose che riguardano il futuro. E' stata fatta una scelta di qualità come Fabio Roversi Monaco e - ha proseguito Montezemolo - non entro nei dibattiti locali di queste settimane a cui mi sento estraneo e che non mi competono. Per chi come me vuole bene a questa azienda, lo sforzo - ha proseguito il presidente uscente - è che diventi una vera azienda con mentalità privatistiche, con processi decisionali rapidi e coraggiosi indipendentemente da chi sia la maggioranza. Credo che la collaborazione fra pubblici e privati sia stata una delle grandi forze della Fiera - ha concluso Montezemolo - e lo debba rimanere ma con una cultura di gestione diversa".
Gli enti pubblici ringraziano Montezemolo.
“Vogliamo esprimere il nostro ringraziamento al presidente Luca Cordero di Montezemolo per l'impegno che ha dedicato, in tutti questi anni a Bologna Fiere. Un impegno di grandissimo valore anche per la città, il suo territorio, la regione”. Così il messaggio congiunto che il sindaco di Bologna Sergio Cofferati, la presidente della Provincia Beatrice Draghetti ed il presidente della Regione Vasco Errani hanno inviato oggi a Montezemolo.
“Un ringraziamento - continua il messaggio - anche per lo spirito di servizio e per l'attaccamento a Bologna e all'Emilia-Romagna che il Presidente ha voluto sempre, e anche ora, richiamare e con il quale ha voluto corrispondere con la massima lealtà e collaborazione all'impegno che le Istituzioni gli hanno chiesto. A conferma di questo, basti dire che due anni fa il presidente Montezemolo chiese alle Istituzioni la possibilità di anticipare la sua uscita dalla Fiera per i suoi tanti gravosi impegni nazionali e internazionali.
In quella occasione furono in primo luogo le Istituzioni a chiedergli di concludere il mandato e il presidente Montezemolo, con lo stesso spirito acconsentì confermando la sua volontà di concludere l'esperienza alla presidenza della Fiera con la conclusione del suo terzo mandato.
Le Istituzioni hanno voluto operare in Emilia-Romagna per trasformare gli enti fieristici in nuove grandi moderne società, piattaforme di sviluppo e di presenza internazionale e grande patrimonio non solo per le nostre città e per la nostra regione, ma per l'Italia ed il Made in Italy investendo sulla piena collaborazione tra istituzioni, sistema economico e produttivo, imprese, associazioni".
"Ora, i risultati fin qui realizzati ci impegnano a guardare ancora a tutte le ulteriori opportunità e prospettive di sviluppo per Bologna Fiere e per le realtà che fanno dell'Emilia-Romagna, anche in campo fieristico, una delle più avanzate piattaforme italiane ed europee. A queste opportunità e prospettive guardano le idee e gli impegni che Comune, Provincia e Regione hanno insieme espresso e che vogliono sviluppare innanzitutto con quella collaborazione tra Istituzioni, Soci, forze dell'economia che il presidente Montezemolo ha portato avanti e che per parte nostra vogliamo proseguire già nei prossimi giorni”.
La polemica politica è stata innescata dai deputati di Udc e An, Luca Galletti ed Enzo Raisi contro la nomina di Campagnoli. “Questa nomina è vergognosa -hanno detto- Esiste incompatibilità tra chi ha competenza legislativa in materia di fiere, cioè la Regione, e a chi a quelle leggi deve sottostare, ossia l'expo e il suo cda”.
Secca la risposta di Campagnoli: “Non voglio farmi rovinare questa giornata, dove è stato eletto Fabio Roversi Monaco, con inutili polemiche. Mi impegnerò accanto a lui per la crescita imprenditoriale della Fiera”.
Molti i prossimi impegni, uno su tutti: l'alleanza con la Fiera di Rimini che vedrebbe Roversi Monaco presidente e il riminese Lorenzo Cagnoni, amministratore delegato.
Intanto la Regione va avanti nell'impegno di promuovere le necessarie convergenze e sinergie tra le società fieristiche regionali e la Regione. La legge regionale prevede infatti l'ingresso nelle fiere di Bologna, Rimini, Parma e Piacenza (L'Emilia Romagna entrerebbe con una quota del 5% nell'azionariato di ogni singola Fiera).
La parola d'ordine, sposata anche da Anna Maria Artoni, presidente di Confindustria regione Emilia Romagna, è quella di far avanzare un sistema basato sulle sinergie e non sui campanili.
Ma il maxipolo fieristico targato Emilia Romagna non marcia compatto, davanti a tutti solo Rimini.
Malgrado alcuni malumori chi fin'ora dice apertamente No a questo piano è solo il Comune di Parma. Nelle scorse settimane il sindaco della città emiliana, Pietro Vignali, ha messo a punto con il primo cittadino di Verona, Flavio Tosi, un protocollo che prevede strategie comuni tra le manifestazioni del settore alimentare delle due città, Cibus e Vinitaly. In chiara controtendenza con i progetti della regione dell'Emilia Romagna.
Il comune di Parma tra l'altro vorrebbe anche un suo uomo ai vertici di Fiere di Parma. Il Comune vedrebbe bene alla presidenza Marco Rosi, patron di Parmacotto, già presidente dell'Unione degli Industriali e presidente delle Fiere di Parma per sei anni, dal 1992 al 1998. Ma anche l'attuale vicepresidente di Fiere di Parma e storico direttore dell'Unione parmense degli Industriali, Giorgio Orlandini, avrebbe il sostegno del sindaco di Parma.
Ma molti nella città ducale, a cominciare dalla Provincia, diretta da Vincenzo Bernazzoli, non vedono però di buon occhio la sostituzione dell'attuale presidente, Franco Boni. Sia perchè tutti gli riconoscono notevoli capacità manageriali sia per motivi di continuità e stabilità dell'Ente. Sarebbe davvero troppo, dicono negli ambienti economici della città, cambiare i vertici di un ente espositivo, (a Fiere di Parma ben quattro persone sono state cambiate negli ultimi tre anni), proprio mentre il successo di Cibus 2008 è appena stato festeggiato e si attende il contratto di Cibus da parte di Federalimentare fino al 2020.
Anche se su questo ultimo punto, a Parma c'è abbastanza ottimismo, e molti ricordano proprio le parole di Giandomenico Auricchio presidente di Federalimentare, nel giorno dell'inaugurazione di Cibus: “Non possiamo non aver visto e apprezzato i miglioramenti sia all'interno che all'esterno delle Fiere di Parma. Avevamo trasferito alcune richieste delle aziende, a partire dai problemi legati alla viabilità, e abbiamo avuto risposte concrete. C'è quindi la volontà di andare avanti con un impegno forte ed è già stato costituito, il 31 marzo scorso, un Comitato che subito dopo Cibus si riunirà per decidere”.
Il contratto tra Fiere di Parma e la Federazione scade nel 2012 e si attende a giorni la risposta del prolungamento al 2020. In una intervista a Repubblica.it l'amministratore delegato delle Fiere Roberto Ravazzoni si è detto ottimista.
Www.bolognafiere.com
|