L'arca dei semi vegetali - Spitzebergen

Rivalutazione di antiche varietà di mele

 

La FAO, l'organizzazione delle Nazioni Unite per l'alimentazione e l'agricoltura, tramite il “Global crop diversity trust”, appoggiata dai Capi di stato di alcune nazioni nordiche, a seguito di un lungo lavoro di trattative internazionali, ha firmato con il Ministro Norvegese dell'Agricoltura un programma di sostegno per la conservazione della diversità agricola e la sicurezza del cibo, allo scopo di creare una banca dei semi vegetali. Il tutto per fronteggiare i pericoli che l'agricoltura corre di fronte all'aumento della popolazione, del riscaldamento globale, delle malattie, e purtroppo, di guerre, nel tentativo di riuscire ad affrontare sfide come la povertà, la malnutrizione, il degrado ambientale. E' un accordo senza precedenti nella storia dell'umanità: si teme che entro alcuni decenni molte specie vegetali della Terra potrebbero estinguersi. Le 1400 banche di semi sparse ovunque, hanno lavorato e lavorano in isolamento: non sempre riescono ad affrontare disastri e difficoltà (tifoni nelle Filippine, saccheggi in Afghanistan e Iraq, insurrezione etnica nelle isole Salomone ed altro). Pur continuando a restare attive, si evidenzia la necessità di creare un sistema globale coordinato. La biodiversità agricola è calata costantemente negli ultimi 50 anni: la Fao sostiene che su settemila specie vegetali per la produzione di cibo, oggi se ne coltivano una trentina.

 

Nel Mar Glaciale Artico, l'isola di Spitzebergen (arcipelago delle Svalbard), ricoperta perennemente dai ghiacci, è considerato il luogo adatto per la costruzione di questo deposito, profondo centinaia di metri e rivestito di cemento armato, un tunnel lungo 120 metri, situato a 130 metri sul livello del mare, con porte a tenuta stagna. Per secoli qui saranno custoditi, in contenitori di alluminio, da aprirsi solo in caso di emergenza, tre milioni di sementi, ovvero i semi di tutte le varietà di cereali, legumi e altro, cioè tutte le colture alimentari utili all'uomo. Il riso, il mais, il frumento, la patata, coprono da soli la metà del fabbisogno alimentare della Terra: sono quindi risorse preziose per le necessità alimentari dell'umanità , come pure lo sono i legumi, i vegetali e la frutta.

 

Rivalutazione di antiche varietà di mele.

 

Nonostante lo scompiglio causato nell'Eden, la mela è riuscita a farsi apprezzare per le sue qualità curative, per la benefica azione sui radicali liberi, attraverso il famoso detto “una mela al giorno toglie il medico d'attorno”.

 

Nel 1997, in Val di Non, l'architetto Paolo Odorizzi ha fondato “Spadona, associazione per il recupero e la valorizzazione della frutta antica e del paesaggio agreste tradizionale”. Sono state setacciate le campagne alla ricerca di varietà di mele in via di estinzione che sopravvivevano nei vecchi frutteti , ed ecco ricomparire la “Mantovano”, la “Belfiore” di Ronzone, la “Rosmarina”, la “Rodella”, dal tipico profumo di rosa.

 

Cosa dire della “Annurca”? E'una mela IGP, il cui peso medio è di circa cento grammi, ha polpa bianca dolce e succosa, fortemente aromatica. I tipi “Bella del Sud” e “Rossa del Sud” hanno il frutto più grande e di colore rosso vivace.

 

A “Tuttomele” (convegno annuale giunto alla 27° edizione che si tiene a Cavour in Piemonte, organizzato dal Dipartimento Colture Arboree dell'Università degli Studi di Torino), si è parlato di nutrizione, salute, benessere e del mantenimento della biodiversità del frutto. Perché salvare le antiche cultivar? Perché sono ricche di antiossidanti, più resistenti alle malattie e agli ecosistemi di collina e di montagna. Fra le antiche varietà del Piemonte ricordiamo il “Cioucarin-a Bianca” e il “Pum d'la Martina

 

La Val Brembana, nel bergamasco, ama le mele. Questo hobby è stato lanciato da Davide Calvi, fondatore del “Gruppo Frutticoltori della Val Brembana” che effettua acquisti collettivi di piante e promuove corsi di formazione e aggiornamento. Il gruppo ora conta trecento frutticoltori amatoriali, con un patrimonio arboreo di circa 50.000 piante. Queste mele non saranno di forma perfetta, ma sono poco “trattate”: la produzione ha raggiunto i duecento quintali. Ricordiamo i pom del moi e il vecchio frutteto di Renette Ruggine.

 

Una produzione di oltre trenta milioni di chili all'anno (Golden Delicious e Stark Delicious) fa della Valtellina il maggior produttore di mele della Lombardia. Dal 1992 il Consorzio Tutela Mele Valtellina (www.melavi.it - tel. 0342 770122) ha adottato il marchio “Melavì”, il frutto è coltivato a basso impatto ambientale cioè in produzione integrata. E' in attesa del conferimento della Identificazione Geografica Protetta (IGP).

 

La mela renetta Grigia di Torriana, nel cuneese, è una varietà scoperta a metà dell'ottocento dal frutticoltore Francesco Trecco. Per anni ha rappresentato il fiore all'occhiello nella frutticoltura locale, molto apprezzata sia sui mercati nazionali che europei. Con l'esigenza di massimizzare le produzioni di mele, la renetta Grigia di Torriana ha subito una drastica riduzione, ma ora sta ritornando in auge grazie al lavoro svolto dal Consorzio di Tutela. Si tratta di una pianta rustica, nata per impollinazione spontanea, molto resistente e produttiva, ottima per la coltivazione biologica. Il frutto si presenta leggermente schiacciato, la polpa è bianco crema, tenera, dolce, squisita.

 

Un etto di mele fornisce 45 calorie con il 10,5 di zuccheri, potassio in abbondanza e vitamine B. Le mele abbassano il colesterolo e favoriscono la perdita di peso: se non sbucciate sono ricche di fibra che aiutano la muscolatura intestinale.

 

Curiosità: lo strudel è un dolce di origine orientale, una variante dell'antico “baklava”, impasto di noci, frutta secca, mollica di pane, insaporito da liquore, avvolto in pasta e cotto al forno. Il sultano Solimano il Magnifico nel 1526 spinse l'espansione dell'impero ottomano fino a Budapest. Il gusto locale aggiunse al “baklava” le mele. Così rimase fino al 1699 quando l'Ungheria passò all'Austria; a Vienna il dolce prese il nome di “strudel” e divenne il dolce tradizionale austriaco.

 

 

 

 

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