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“ NA TAZZULELLA E CAFE' “
Lavazza Spa - Vergnano Spa - Caffe Moak
A Napoli “na tazzulella e cafè” è un rito. Un caffè nero, ristretto, aromatico, alto di schiuma, dal gusto forte. Non si nega a nessuno, tanto che nei bar viene offerta a chi non se la può permettere, cortesemente pagata da un cliente precedente. E' proprio l'arguzia, la cortesia, l'imprevidibilità dei napoletani che ha dato origine all' usanza del “c'è un sospeso?”, cioè un caffè a disposizione. E' il piacere di offrire un caffè ad uno sconosciuto, un gesto gentile, si può pensare, all'intera umanità. Nei vicoli l'aroma pervade l'aria, e si diffonde. E' la “moka”: non c`è casa senza l'insuperabile caffettiera, che ormai fa parte della famiglia. Fare il caffè è un gesto irrinunciabile, un piacere sottile che invoglia alle quattro chiacchiere e ben predispone ad affrontare la quotidianità.
Il caffè è uno stimolante intelligente, agisce solo quando ce n' è bisogno. Se si beve un caffè per pura abitudine, l'effetto stimolo non c'è, ma al mattino, la caffeina aiuta il risveglio psicologico. Dopo i pasti, stimola la produzione di succhi gastrici e migliora la digestione. La dipendenza da caffeina pare proprio non esista: insomma l'espresso aiuta il nostro benessere. Ovviamente, come in tutte le cose, non bisogna eccedere.
Il caffè ha una lunga storia che si perde nella leggenda, persino Omero parla di una bevanda scura, amara e stimolante. Intorno al quattordicesimo secolo dagli altopiani dell'Etiopia, in una zona chiamata Kaffa, la pianta del caffè viene esportata in Egitto, in Arabia, nello Yemen e in Medio Oriente. Nel 1554 a Costantinopoli nasceva la prima “Caffetteria”. Nei secoli successivi, il caffè fece il suo ingresso in Occidente. Grazie all'importanza dei suoi nei traffici economici col Medio Oriente ed al favore incontrato dalla bevanda, a Venezia nel 1763 si contavano ben 218 caffetterie. Il caffè divenne una vezzosa moda, così ben celebrata da Goldoni nella sua intrigante commedia “La Bottega del Caffè”. Da Venezia si diffuse in tutto il settentrione, varcò le Alpi e si trovò in Europa. Il successo della bevanda fu tale da indurre Inglesi, Francesi e Spagnoli, a coltivare la pianta nelle rispettive colonie per poterne trarre una maggiore redditività. Purtroppo questa politica diede l'avvio allo sfruttamento del lavoro delle popolazioni locali.
Il Brasile con i suoi diciotto milioni di quintali all'anno è il primo produttore di caffè nel mondo, seguito dalla Colombia con 6,5 milioni. Alle spalle di questo piccolo chicco ci sono maree di interessi economici che vanno dal raccolto alla tostatura, per arrivare alla distribuzione.
La pianta, che è una sempreverde, è della famiglia delle “Rubiacee”. Alla maturazione le bacche si presentano di un bel colore rosso. All'interno di ogni bacca, si trovano due chicchi, ciascuno avvolto in una membrana. Le due specie più note di caffè sono la “Arabica” e la “Robusta”. L'estrazione dei chicchi avviene mediante due differenti procedimenti: uno “a secco” che sfrutta l'azione del sole e dà origine ai caffè detti “Naturali”, l'altro “a umido” dal quale derivano i caffè “Lavati o Milds”. In entrambi i casi, affinché il prodotto possa acquisire fragranza, deve essere tostato. La tostatura è un procedimento a caldo, ad una temperatura di 200 gradi, durante la quale i grani assumono un colore scuro fra il marrone e il bruno. E' una necessaria metamorfosi anche da un punto di vista organolettico perchè, a seconda della sua intensità e della diversa miscelazione, determina differenti gusti alla bevanda. Il ciclo di tostatura dura approssimativamente 20 minuti e fa calare del 20% il peso del prodotto.
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Quando Luigi Lavazza, nel 1895, aprì una modesta bottega di torrefazione e commercializzazione di caffè nel centro di Torino, non avrebbe mai pensate di aver dato origine ad un “colosso” del futuro. Negli anni la Lavazza è cresciuta in professionalità, riuscendo a mantenere la qualità del prodotto ad alto livello, grazie alla passione, all'impegno e alla dedizione mostrata nel lungo percorso di attività. La svolta rivoluzionaria avvenne negli anni sessanta quando l'azienda, prima in Italia, introdusse sul mercato le confezioni sottovuoto di caffè macinato, che permettono di mantenere a lungo la freschezza del prodotto. Nel 1965 l'inaugurazione dello stabilimento di Settimo Torinese. Grande successo fu pure il metodo “espresso” per uso domestico, che permette di ottenere in casa un caffè paragonabile a quello dei bar. Anche la scelta pubblicitaria è stata avvincente. Chi non ricorda il caffè Paulista e le simpatiche avventure di Caballero e Carmencita? Oggi la Lavazza è presente, con orgoglio, in ottanta paesi nel mondo dove diffonde le sue moltissime e rinomate miscele. (www.lavazza.it).
A Chieri, nei pressi di Torino, nel 1882 nasceva la Vergnano, oggi trasferitasi a Santena (Torino). Copre il 2% del mercato nazionale. In Piemonte la confezione Vergnano è un prodotto di affezione di fascia medio-alta. Per diversificare, negli ultimi anni la politica aziendale ha spinto la Vergnano ad aprire caffetterie in tutta Europa. I “Coffee Bar 1882” si incontrano nelle principali città e si distinguono per la sobrietà dell'ambiente e la raffinatezza degli accessori; sono locali accoglienti dove gustare la bevanda in un'atmosfera invitante. Le ultime due acquisizioni sono state a Dubai, ed a Hong Kong. Ben presto si varcherà l'oceano per sbarcare negli Stati Uniti. (www.caffevergnano.com ).
Nata cinquantanni fa, la Caffè Moak, fondata da Giovanni Spadola nel 1967 a Modica, è la prima e la più importante azienda siciliana nella produzione del caffè. Ben conosciuta anche a livello internazionale, mantiene uno standard di produzione di ottima qualità. Nel 2001 ha aperto una filiale a Milano per la gestione dell'esportazione. Ha ampliato i confini della sua commercializzazione dapprima in Turchia poi in Svezia, Germania, Croazia. Il desiderio nel cassetto è di espandersi in Europa Orientale guardando sempre più verso est. (www.caffemoak.com) .
In Italia il mercato del caffè è estremamente diversificato. Se la Illy detiene un ruolo di stile alto, decine e decine di piccoli imprenditori commercializzano un ottimo prodotto, in un delicato equilibrio di prezzi.
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