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PORTO VENERE e LE CINQUE TERRE:
l'incanto del bello, il sapore e il gusto attraverso tradizioni da riscoprire
Anche da molto lontano si distingue, all'estremità di un promontorio roccioso, la chiesetta di San Pietro col suo campanile a bifore, che risale al VI secolo, rifatta nel 1277 in architettura gotico-genovese, ornata da bande orizzontali bianco e nere. Ecco Porto Venere, che apre l'orizzonte alle Cinque Terre. Nella parte bassa, il porticciolo fiancheggiato da alte e strette case variopinte. Nel mare trasparente i pescatori controllano quotidianamente i vivai di cozze, cozze italiane dal delicato sapore e profumate di mare.
E' qui che Laura e Sandro Massa hanno deciso di aprire “Bajeicò (che in ligure significa basilico, La Bottega del Pesto” (via Capellini 70, Portovenere - tel. 0187/791054). E' un laboratorio del gusto dove la signora Laura, davanti ai clienti affascinati, trasforma con sapienza olio, pinoli, grana, pecorino e basilico Doc, proveniente da Andora, in pesto. Lo fa assaggiare, spalmato su una focaccia, sicura della ricetta ormai depositata presso la Camera Commercio di Genova per ottenerne la certificazione di qualità. La clientela, soprattutto di domenica si è fatta così numerosa da indurre i Massa ad aprire lungo la calata Doria un distributore automatico del pesto: introduci la moneta ed ecco uscire un vasetto di pesto fresco e saporito, sigillato in contenitore ermetico di vetro, che può essere conservato per tre mesi in frigorifero. Idea geniale di grande successo.
In questa atmosfera accattivante, l'acquolina perseguita e, al rintocco di mezzogiorno, diventa appetito. Perché non andare alla “Trattoria La Chiglia” (via Olivo 17 - Porto Venere - tel. 0187 792179 - fax 0187 766154), proprio di fronte al mare? E' specializzata in antipasti: ce ne sono di tutti i tipi, ne vengono serviti una quindicina, dal misto mare al salmone affumicato in salsa, cozze alla marinara, tonno alle cipolle di Tropea, carpaccio di branzino profumato al basilico, pressata di polipo con pomodorini, suprema di gamberoni. Si potrebbe essere sazi, ma come non lasciarsi tentare dai tagliolini con tartufo bianco, rucola e gamberi o dai tortelli di orata al sugo di gallinella? Ma la specialità sono le lasagnette al granchio con pomodorini freschi. Si sciolgono in bocca. Per secondo, non c'è che l'imbarazzo della scelta. Il tutto servito con un vinello bianco, locale, leggero e fresco. Per chiudere in bellezza, una incantevole mousse al cioccolato.
Il fascino del Parco Nazionale delle Cinque Terre, si scopre percorrendo umilmente e faticosamente la fitta rete dei suoi sentieri, lungo i quali compaiono e scompaiono pittoreschi paesi, regalandoci spettacolari scorci che improvvisamente si aprono attraverso scoscese rupi e frastagliate scogliere. Coltivazioni a vigneto, partendo dai ripidi pendii del litorale a terrazze, salgono fitte lungo le colline, ammantandole di un bel verde. Si è circondati da piante di alloro, leccio, rosmarino e la macchia mediterranea emana intensi profumi . Una gioia per gli occhi e sensazioni armoniose di sciabordio delle onde.
Le Cinqueterre comprendono il tratto di costa scoscesa fra il promontorio di Punta Mesco e il Capo di Montenero, punteggiato da caratteristici borghi: Riomaggiore e Manarola unite da “La Strada dell'Amore”, Corniglia, Vernazza e Monterosso. Sono raggiungibili solo con la ferrovia o con le motobarche. Il parco è stato proclamato dall'Unesco patrimonio mondiale dell'umanità.
Questa zona di mare offre un ineguagliabile habitat per molte specie di pesce. Al mattino, al rientro dei pescatori, le piazzette si animano per la vendita del pescato fresco, fra cui le acciughe, inconfondibilmente uniche, di un bel grigio lucente, piatto della tradizione dal sapore antico. La loro pesca avviene con la tecnica delle lampare. Dapprima vengono eviscerate e private della testa, poi lasciate asciugare al sole, quindi disposte a raggiera in vasi di terracotta, ricoperte a strati di sale marino. Due mesi dopo sono “mature” ed assumono il caratteristico colore marroncino chiaro. Vengono quindi risistemate in “arbarelle”, poste ancora sotto sale oppure immerse nell'olio extravergine d'oliva di Monterosso. La caratteristica di quest'olio, di bassa acidità, è un bel colore con sfumature dal verde al giallo. Presenta un fruttato di media intensità, fine ed aromatico, con una lieve sensazione di dolce, derivante dalle varietà delle piante e dalla capacità di adattamento nei secoli al clima di questa magnifica terra.
Ogni borgo ha la sua caratteristica ed i suoi colori. Corniglia Alta proietta lo sguardo su orizzonti indescrivibili. A Riomaggiore ha sede il Centro di documentazione “Cinque Terre Antiche, storia, territorio, tradizioni”, che permette di meglio comprendere il valore umano e sociale di questo territorio. A Manarola si può visitare il “Museo dello Sciacchetrà” dedicato alla storia di questo vino famosissimo fin dall'antichità. Lo Sciacchetrà è frutto di un'agricoltura sviluppata con grande tenacia e volontà dall'uomo, in un ambiente naturale, difficile, attraverso fasi di lavorazioni particolari che hanno sempre più impreziosito l'inimitabile nettare.
Lo Sciacchetrà ha un gusto dolce, asciutto ed una gradazione alcolica di 14°C. All'olfatto è gradevole e profumato, ampio con percezioni di albicocca e miele di acacia. Nei primi 2-3 anni è di colore giallo dorato; a 5-6 anni si fa dorato carico tendente all'ambrato. Affinato, a 10-15 anni assume colore ambrato con nuances rossicce; a 20-30 anni tende a un lieve marrone. Bottiglie di Sciacchetrà di 40-50 anni sono risultate di rara finezza, leggermente dolci, ma non stucchevoli, di sapore vellutato. E' un vino da servire ad una temperatura di 15-16°C, in bicchieri a tulipano di media misura.
Giovane, accompagna vari tipo di dessert come il pandolce genovese, la spongata di Sarzana, il panforte senese, il torcolo perugino. Invecchiato, si degusta da solo ed offre sensazioni uniche.
Presso la “Cantina Du Sciacchetrà” in via Roma 7, a Monterosso al Mare (tel. 0187 817828), Gianluigi è sempre disposto ad offrire una degustazione gratuita ed a fornire i suoi consigli sull'acquisto più adatto alle personali esigenze.
Vernazza ha l'aspetto di un elegante borgo arroccato sulla scogliera con belle terrazze dalle quali si domina il mare. Ha un importante complesso di fortificazioni e un Castello, raggiungibile percorrendo ripide viuzze. Le sue case, disposte su vari dislivelli, sono delimitate da una rete di carruggi che si aprono su paesaggi da cartolina. Invitanti ristoranti ed enoteche sono aperti a tutte le ore.
Sugli scogli di Vernazza, il mare, che grazie al suo porticciolo naturale è proprio a portata di mano, lo senti vicinissimo, amico o temibile, sempre imponente. Quando è gonfio, mostra tutta la sua potenza. Le onde ricche di schiuma, si infrangono rumorosamente sulle rocce, formando giganteschi spruzzi e cascate vertiginose. Non ci si può avvicinare e i pescatori tirano delle corde per indicare il pericolo e delimitarlo. Si è affascinati, e si è attratti da tale spettacolo che crea attenzione e tensione interna. Improvvisamente siamo distratti da giovanili canti e schiamazzi. Alcune ragazzette saltellano e cantano a squarciagola l'inno d'Italia; sfoggiano la maglietta degli azzurri con le quattro stelle e lo scudetto, capeggiate dalla mia amichetta Alessia, un tipetto tutto pepe, che sventola la bandiera italiana. Beata gioventù ....o sarà il preludio dell'intraprendenza sempre più fiera delle donne del futuro?
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