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AZIENDA AGRICOLA SPADAFORA, Virzì
ERBALUCE di Caluso
Sicilia, dove fra la terra e il sole esiste un fedele rapporto e grande fertilità.
Sicilia, dove un dolce andamento collinare mostra una campagna ricca di coltivi ed offre vedute di rara bellezza, sfavillanti in ampi spazi di straordinaria luminosità, ricche di vigneti. Paesaggi suggestivi ed affascinanti dove la vite corre fra sbalzi e sentieri in un gigantesco ricamo di grappoli e foglie.
Sicilia, serena descrizione di un luogo avvincente, bello di suo, un piacevole accordo fra l'azzurro del cielo, l'ocra e il verde della terra. “se il tuo vino è un nettare, la tua vigna è come un giardino”
Siamo a Monreale, località Virzì: novantacinque ettari a vigneto, una ventina ad uliveto, ampi spazi in colline esposte al caldo sole del Mediterraneo. E' l'Azienda Agricola dei Principi di Spadafora - telefono 091 514952 - 091 6703322 - fax 091 6703360 - www.spadafora.com - info@spadafora.com
I grandi vini, prima di percorrere le strade del mondo, hanno bisogno di cure. Richiedono silenzio, luce e temperature adeguate, ambienti ne troppo asciutti ne troppo umidi. Devono essere profondamente pensati per creare quel magico connubio che unisce l'uva a chi la coltiva.
Cabernet Sauvignon, Syrah, Sole dei Padri, Don Pietro rosso: etichette pregiate. Sono rossi dal profumo avvolgente e penetrante che rievocano i frutti di bosco, per meglio gustare carni arrosto o alla griglia, selvaggina, formaggi.
Bianchi che richiamano il gusto di agrumi e spezie, dal profumo armonico, fruttato, di colore giallo con riflessi verdognoli. Hanno etichette avvincenti Chardonnay, Don Pietro bianco, Alhambra, Syrah Monreale. Fanno apprezzare frutti di mare, crostacei grigliati, pesci salsati, ma anche carni bianche e formaggi.
Coi dessert, il massimo è Incanto, bianco di spremitura soffice.
Vini IGT e DOC da centellinare con emozione, vini che richiamano sensazioni e inebrianti sentimenti.
Francesco Spadafora, con sensibilità e giusta soddisfazione presenta i prodotti della sua antica terra, con semplici e profonde parole: “Potare la vigna è ricreare la vita; togli oggi, ma metti in condizione la vigna di vivere bene domani. Credo sia facile pensare che questo sia possibile non solo per le vigne, ma per tutto quello che vive in questo mondo, noi compresi”.
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Da sempre i viticoltori sanno che la strada da percorrere per ottenere un buon vino è lunga, faticosa, alle volte traditrice. Una vigna è l'orgoglioso risultato di secoli e secoli di lavoro che l'uomo ha percorso con la schiena curva, le agili mani callose intente a zappare, potare e ordinare i filari, affinché possa nascere la grande armonia che si trasforma in uva. Secoli di voci serene, canzoni, richiami che non esistono più, ma che hanno seminato un gran patrimonio. Voci antiche, remote e il mistero di questo nettare che ha da sempre appassionato l'umanità. In suo nome si sono scritti salmi e racconti. Il mito di Bacco, la Bibbia, il Talmud, il racconto evangelico di Giovanni sul primo miracolo di Gesù, le nozze di Cana.
Una storia poetica e curiosa mi è stata raccontata da un vecchio contadino di Caluso, sotto una pergola, in un tardo pomeriggio solatio. L'aria era fresca e il sole piano piano stava calando. Davanti a noi, su un piatto, alcune fette di salame, due bicchieri e una lunga, affusolata bottiglia di bianco Erbaluce Doc. Questo caro amico, dopo un lungo silenzio, mi dice: “Lo sai da dove proviene il nome Erbaluce?”....prosegue: “Dal latino “Alba Lux”. La conosci la leggenda di questo vitigno?” e incomincia a raccontare.....
“Si narra che anticamente vivevano su questi colli, fantastiche, eteree creature, amabili e sensibilissime. Fra queste Alba, che aspettava trepidante il mattino per vedere il suo innamorato, il Sole; ma i loro incontri erano fugaci e brevi perché, all'arrivo della luce, l'incanto svaniva. Così per secoli e secoli, fintanto che un giorno la Luna prese il coraggio a due mani, decise di aiutarli ed attraversò lentamente in cielo il percorso del Sole, offuscandolo. Donò così al Sole la possibilità di scendere sulla terra ed incontrarsi con Alba. Grande fu l'inno di gioia e dall'amore di questo eclisse nacque Albaluce, delicata, impalpabile, celeste creatura senza tempo, dalla pelle di rugiada e dai capelli profumati, soffici e biondi. La bellezza di Albaluce incantava gli abitanti della zona. La deliziosa creatura portava serenità e pace, freschezza e coraggio, leniva le fatiche, rallegrava gli abitanti con le sue canzoni. Tutti la vezzeggiavano e le offrivano fiori e frutti, sempre abbondanti e prosperosi, il risultato del loro lavoro. L'armonia regnava ovunque finché un giorno piovve e piovve, il lago straripò e l'acqua seminò ovunque distruzione. Albaluce, disperata per tanto dolore, sola e frastornata, pianse lungamente spargendo su valli e clivi, lacrime amare. Piano piano la terra riprese a vivere e dalle sue lacrime accorate nacquero verdi e teneri tralci. Nella tarda estate i tralci donarono il loro frutto: grappoli succulenti di uva bianca, dai chicchi dolci e polposi che presero il nome di “Erbaluce“.
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L'”Erbaluce di Caluso” doc è un vino di terra vercellese che si presenta nelle tipologie bianco, spumante e passito. Il Bianco è un nettare dal profumo fine e freschezza di sapore che mette in risalto una trasparente limpidezza; ha una gradazione di 11 gradi. Il Passito ha un bel colore ambrato, sapore armonico e vellutato, richiede quattro anni di invecchiamento. Lo Spumante si presenta con spuma leggera, un perlage persistente, sapore fresco e fruttato, gradazione minima 11,5 gradi. Le tre tipologie sono interamente prodotte con uve del vitigno originario della zona compresa tra il lago di Viverone, Candia e Caluso. E' stato il primo bianco piemontese ad ottenere la Doc nel 1967.
In autunno presso l'Enoteca Regionale della Serra e nei comuni associati all'Enoteca, ha luogo la manifestazione “Festa dell'Uva Itinerante”. L'Enoteca prende il nome dalla cresta morenica della collina della Serra ed è situata nel Castello di Roppolo che sovrasta l'omonimo paese. (via al Castello 2 - 13883 Roppolo (BI) - tel. 0161 98501 - fax 0161 987510). In una sala della Torre, oltre ai vini tipici della zona (Erbaluce, Carema, Lessona, Bramaterra, Gattinara, Coste della Sesia, Boca, Fara, Sizzano, Colline Novaresi, del Canadese e del Pinerolese), è allestita una esposizione di passiti, grappe e distillati. Non mancano il riso, il miele, l'olio e i dolci.
(Associazione Italiana delle Enoteche pubbliche e delle Strade del Vino: www.assoenoteche.it - assoenoteche@assoenoteche.it
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