Valsassina e Valtaleggio

 

Quando apro le finestre della mia casa di campagna lo spettacolo è grande.

Sotto di me la bassa Brianza, i laghi di Alserio e Pusiano, il Resegone, i Corni di Canzo e le Grigne. E' un bel colpo d'occhio, non c'è che dire. Alle spalle tanto, tanto verde.

 

Trascurando le ore di maggior traffico, decidiamo di girovagare un po' in macchina. La giornata è tersa e serena, l'aria ancora un po' fresca e le solite nuvole candide in cielo.

Per unire l'utile al dilettevole, si decide per la Valsassina, anche per far provvista di formaggio. Scendiamo verso Erba costeggiando le sue belle ville con parchi centenari. L'alta Brianza, fino all'inizio del secolo scorso, è stata la zona di villeggiatura di Milano. Villeggiatura significava, per le famiglie “in” chiudere il palazzo di città in giugno ed aprire la villa di campagna fino a settembre. A pensarci bene doveva essere quasi un trasloco. Ora la maggior parte delle ville sono chiuse, altre sono state trasformate in istituti o in residence.

 

Superato Erba c'è una deviazione per noi d'obbligo: il laghetto del Segrino.

E' uno smeraldo incastonato fra verdi colline che donano allo specchio d'acqua il magnifico indescrivibile colore. Una breve passeggiata a piedi, tanto per gustare la pace delle sue sponde e il cinguettare degli uccelli. Poi via, destinazione Lecco, costretta fra il lago e alti monti rocciosi. Attraversiamo il ponte: qui finisce il lago di Como e l'Adda si incanala in uscita verso il Po.

 

Robiola della ValsassinaUn cartello con la scritta Valsassina ci indica la strada da percorrere: inizia la ripida salita tutta curve. Sorpassiamo Ballabio e decisamente andiamo verso Introbio per fermarci allo spaccio di formaggi Geri, che vanta una produzione propria. E' impossibile non acquistare la “Robiola della Valsassina” a pasta semimolle prodotta in forme quadrate con la crosta di colore rossiccio. E' di sapore più delicato del taleggio. Non ci facciamo mancare il “Bitto” e i “Saporotti”, caprini a pasta molle, speziati e il “Latteria Stagionato”. Poi, piccole forme di “Solo Capra” prodotte a Faloppio dal Caseificio Germani Rolando. Il formaggio di capra è più magro e quindi più digeribile.

La strada, costeggiando il torrente Pioverna prosegue verso Bellano, ridente cittadina sul lago. Prima di entrare nel lago, il Pioverna si precipita fragoroso fra alte pareti che nei secoli hanno formato un orrido.

 

Noi torniamo sui nostri passi per recarci a Ballabio. La nostra meta è Barzio che si trova sui 780 metri ed è una vivace stazione di villeggiatura. Da qui partono le funivie per i Piani di Bobbio (m.1686) e i Piani di Artavaggio stazioni frequentatissime per gli sports invernali. Barzio, immersa nel verde, si trova in una posizione panoramica invidiabile. Si estende sopra un altopiano da cui si gode un'atmosfera sospesa nel verde, con vista sulle Grigne. Lontane si scorgono le cime perpetuamente innevate delle Alpi. Ci fermiamo alla “Baita” per arricchire il nostro rifornimento con il “Pasturo”, la “Formaggella” e il “Bergamino maturo”. Lo “Zola Dolce” attira il nostro sguardo e la signora dello spaccio, con un bel sorriso ce ne taglia una fetta. Ingolositi non possiamo staccare lo sguardo dalla forma tonda dello Strachitunt della Val Taleggio, dalla pasta dolce e piccante.

 

Dopo Cremeno percorriamo qualche chilometro verso Culmine San Pietro. Dobbiamo approvvigionare l'ultimo dei nostri formaggi, il più noto: il “Taleggio”. Ce lo manderà la ditta Arnoldi Evaristo da Peghera. Scorgiamo il camioncino che avanza, si ferma, ci allunga il nostro involto e prosegue per la sua strada. E' magnifica questa zona: così verde che più verde non si può. Ricca di ruscelli, con tante mucche al pascolo. Udiamo il rintocco dei campanacci e ci sentiamo immersi in un altro mondo. Praticamente qui la Valsassina si unisce alla Val Taleggio che scende sull'altro versante verso il bergamasco. E' questa la terra d'origine del “taleggio”, formaggio di lunga storia, di gran gusto. Ci fermiamo a bere ad una fontanella che sgorga dalle rocce. E' una sensazione piacevolissima che non provavamo da anni. Alte vette si stagliano intorno a noi : sono le Prealpi e ci lasciamo prendere dalla bellezza del paesaggio.

 

Una rapida inversione di marcia, riattraversiamo Barzio e ci avviamo verso Ballabio. A Colle Balisio (Strada Provinciale 161) un cartello attrae la nostra attenzione: “Al.Va. Allevamenti Valsassinesi”. Un po' titubanti entriamo. Timidamente penso che alla meno peggio ci diranno che la vendita è solo per grossisti. All'interno ci troviamo di fronte due immensi banconi: uno colmo di formaggi delle più disparate qualità, l'altro di salumi e deliziose bresaole, che forse non saranno una tipicità locale, ma promettono di essere gustose.

Brilla un bel fuoco e ci sediamo per il pranzo: polenta taragna al Taleggio, un piatto di formaggi misti, un buon boccale di vino e acqua, acqua pura di montagna. Una chiacchiera tira l'altra e ci raccontano che anni addietro la “Al.Va.” (tel. 0341 530344) era una Casera con annesso un modesto allevamento di suini. Poi piano piano, con costanza e buona volontà si sono ingranditi. Ora vendono anche miele, dolci artigianali, polente e pizzoccheri.

Dopo una bella passeggiata a piedi, ci rimettiamo in macchina e senza più soste, scendiamo verso Lecco e ci avviamo soddisfatti verso casa.

 

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Come si portano i formaggi a tavola?

In bella mostra su un vassoio, sistemati sopra un tovagliolo, con accanto l'apposito coltello. E' bene togliere eventuali involucri, come pure le etichette. Se non sono tantissimi, fanno ottima figura sotto la classica campana di vetro. Si servono alla fine del pasto, prima della frutta. Buon appetito!

 

 

 

 

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