IL VINO MARSALA

Le Cantine Florio

 

Il vino marsala deve la sua fortuna agli inglesi. Pare sia stato “inventato” proprio da loro nel 1770. In seguito ad un naufragio Mr. John Woodehouse si stabilì per un certo tempo in Sicilia dove notò che i vigneti di quella zona davano uve in grado di produrre un vino con alta gradazione e con caratteristiche simili a quello di un altro vino apprezzato dai suoi compatrioti, il Madera. Infatti le due isole si trovano più o meno alla stessa latitudine e il sole vi splende con la stessa insistenza e intensità. Proprio con l'intraprendenza e la maestria affaristica degli inglesi decise di produrre un vino concorrente al Madera. A lui, secondo lo storico Trevelyan, seguì il finanziere Benjamin Ingham che non avendo figli passò le sue fortune ai nipoti, fra cui Joseph Whitaker capostipite di una famiglia inglese-siciliana in auge fino agli inizio del 1900.

 

Nel 1833 l'industria del marsala cominciò a registrare un nome italiano, quello di Ignazio Florio, un palermitano che aveva ottenuto ricchezza e successo con le navi. Per curiosità, è documentato che anche le due navi che trasportarono in Sicilia i “Mille” di Garibaldi erano di proprietà della società di navigazione Florio e Ribattino.

 

Le Cantine Florio sono rinomati produttori di marsala. L'uva adatta proviene dai vitigni Catarratto, Insòlia, Grillo e Damaschino. Sono uve bianche ad alto contenuto zuccherino che raggiungono la maturazione nei mesi di agosto e settembre. Per la varietà a bacca nera si usa il Pignatello, il Nero d'Avola e il Nerello Mascarese. Una parte di queste uve vengono lasciate appassire in vigna, prima di essere raccolte per la spremitura. Da queste uve si ottiene un mosto molto dolce. La zona di coltivazione è la parte occidentale della Sicilia, nel trapanese, in grandi linee a nord di Marsala fino a Mazara del Vallo.

 

Il marsala è un vino ad alta gradazione, dai 18 ai 23 gradi, corposo, di un bel colore oro/ ambrato, povero di acidità, brillante, dal sapore e dall'aroma caratteristico. Fa pensare alla Sicilia, all'essenza della sua aria dove il profumo dei fiori di zagara, di ginestra, dei fichidindia si mischiano al sapore delle mandorle, degli agrumi e dello zafferano..

 

Il marsala Florio è il frutto di una particolare tecnica enologica che valorizza e rende permanenti le sue caratteristiche. Avvenuta la pigiatura si pone il mosto nei tini, si aggiunge alcool vitilico per fermare la fermentazione rendendolo più robusto e corposo. Dopo successive periodiche travasature, nasce il marsala vergine che deve essere fatto invecchiare in botti di rovere per almeno 5 anni. Per ottenere la denominazione “riserva” o stravecchio, l'invecchiamento, sempre e rigorosamente in botti di legno di rovere, deve durare dieci anni.

Più è vecchio, migliori sono le qualità del prodotto.

Un'altra tipologia di marsala è quella dei “conciati”. Si ottiene con l'aggiunta di mosto corretto con alcol vinico (la mistella) e/o il “cotto”. Per ottenere il “cotto” il mosto si raccoglie in grandi caldaie con larga superficie di evaporazione. Messo a fuoco diretto, si lascia bollire lentamente. Dopo questo procedimento, il prodotto acquisisce la tipica colorazione ambra e subisce importanti trasformazioni di gusto, che diventa più morbido.

 

Da qui nasce la classificazione delle varie tipologie del vino marsala dettata dagli zuccheri, dagli anni di invecchiamento e dal colore: Oro, Ambra, Rubino, Secco, Semisecco, Dolce, Fine, Superiore, Superiore riserva. E' un prodotto di nicchia a Denominazione di origine Controllata (DOC), esportato in tutto il mondo

 

A parte lo storico Marsala, ricordiamo il Passito, lo Zibibbo e il Marsala targa riserva 1840. Sono vini coinvolgenti, armonici, dalle personalità forti ed inconfondibili: attraverso i mille, intensi profumi revocano seduzione e sentori orientali.

 

Il buon vino nasce dalla buona terra: indubbiamente la grande isola, per le differenti altitudini e la varietà dei terreni, produce vini poliedrici, ma tutti dal tocco magico.

 

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Fra mille possibili leccornie, ecco la ricetta dello zabaione:

dose per quattro persone:

n.3 rossi d'uovo; grammi 30 di zucchero in polvere; nove cucchiaiate di Marsala; un cucchiaino scarso di cannella in polvere

 

Lavorare con un cucchiaio di legno i rossi d'uovo con lo zucchero finchè siano divenuti quasi bianchi, aggiungere il marsala e la cannella, mescolare. Porre il tutto sopra il fuoco mescolandolo con vigore. Attenti a non farlo bollire perché impazzirebbe, meglio toglierlo dal calore appena comincia ad alzare.

 

Se si ha estro, si può versare una parte di zabaione su fette di pan di Spagna. Disporle a libro una accanto all'altra, ricoprendole col rimanente zabaione.

 

Buon appetito!

 

 

 

 

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