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Il nuovo anno con un bicchiere....di
vino
Non esiste niente di più mondano del fare shopping a Londra. E' divertente ed eccitante esplorare il più grande fra i grandi magazzini del mondo, Harrods a Knightsbridge, dove si può acquistare e/o ordinare qualsiasi cosa, paragonando le sue specialità esotiche con quelle di Fortnum & Mason a Piccadilly. Sognare gioielli, perle e diamanti davanti alle vetrine di Bond Street. La strada principale per gli acquisti, e la più democratica, è Oxford Street, la versione in formato gigante della via principale di qualsiasi città. Nel 1909 Selfridges introdusse proprio qui il concetto americano di grande magazzino. Proprio qui una indicazione attira la mia attenzione: “Selfridges, 52 etichette nel jukebox”. Incuriosita seguo il cartello e mi trovo al Wonder bar di Selfridges, un luogo che sfoggia etichette esclusivamente super, dal Chateau D'Y'Quem al Chateau Cheval blanc. Qui si trova anche il primo jukebox di vini, tecnicamente detto “Enomatic wine system”, una macchina delle meraviglie, con 52 etichette, dalla quale ci si può servire da sé per assaporare un calice, da pagarsi come in un jukebox. Attenzione: i prezzi possono salire fino a 150 sterline al bicchiere. Non è finita qui: per soddisfare il pubblico asiatico, sempre più oneroso, c'è pure una importante collezione di sakè. Grande è lo stupore e indicibile la curiosità.
E' il futuro che avanza, che alletta, stupisce e incuriosisce proponendoci mille impensabili sfaccettature. Perché non contrapporre a queste seducenti sfaccettature, ma pur sempre aride, la semplicità della nostra tradizione vinicola? La romantica atmosfera di castelli, borghi e pievi, le nostre avvincenti italiche strade del vino. Tecnologia a parte, i valori dei territori hanno radici profonde, la terra si lavora, si coltiva, la si modernizza, ma il germoglio della vita è sempre lì. Tutte le primavere, verdi, rampanti, pieni di vigore, ecco i primi tralci, che fanno subito pensare a rigogliosi grappoli ed a futuri calici di profumato nettare. I paesi di vigna per tradizione hanno un fascino discreto di paesaggi riposanti e sereni, trasmettono gioia di vivere, sono carichi di una serena atmosfera tutta da scoprire che viene messa in risalto da feste e celebrazioni dei prodotti della natura. Vigneti che fanno pensare a paesaggi di antica storia e tradizione, a cantine nascoste in fresche contrade, ad ospitali trattorie dove gustare un buon bicchiere di vino è un rito.
E' proprio dall'estero che arrivano apprezzamenti sempre più incoraggianti per il nostro vino che può vantare un appeal ben radicato nei paesi consumatori tradizionali, compresa la Francia. L'indice più alto di gradimento dei nostri vini è dato dagli Stati Uniti mercato così variegato dove, accanto alla Coca Cola, campeggia il Brunello di Montalcino, il Pinot o il Nero d'Avola. I nostri vini, con il boom delle enoteche sono sempre più apprezzati anche in Germania, in Gran Brertagna e in Svizzera, nonostante il locale alto consumo di birra. Anche il Giappone e la Russia, così lontani per cultura, stanno lentamente scoprendo la delicatezza del vino Mediterraneo.
Il pubblico italiano è ormai composto da esperti estimatori che sanno dare al vino un valore culturale aggiunto, basato sui migliori prodotti delle case vinicole.
Franciacorta, il piacere di emozionanti bollicine. Leviamo i calici al nuovo anno col Satèn Brut Demisec, dal perlage finissimo e persistente, quasi cremoso, di colore giallo paglierino dai riflessi verdognoli, sfumato, dal deciso profumo di frutta matura.
Il Roero e le Langhe, magiche terre incantate dal profumo del tartufo, dove il vero lusso è prendersi il tempo per godere attimi preziosi sorseggiando un buon bicchiere. In Valle Talloria a Diano d'Alba, la Cantina Salvano sottopone al nostro gusto un ottimo bianco fine ed elegante dal profumo fruttato e sapore secco, l'Arneis.
La Fazi Battaglia, nella zona del Verdicchio di Jesi ha da sempre accoppiato la qualità del vino alla bellezza del contenitore, una bottiglia a forma di anfora progettata dall'architetto Antonio Maiocchi e personalizzata dall'etichetta del pittore Bruno da Osimo. L'accurato lavoro in vigna e in cantina ha prodotto l'Arkezia, un bianco capace di meraviglie organolettiche.
La Winenews, uno dei siti di riferimento del mondo, considera quattro rossi e un passito i super prodotti del vigneto Italia. Si tratta del San Leonardo 2003, un rosso prodotto in Trentino dalla tenuta San Leonardo dei marchesi Carlo e Anselmo Guerrieri Gonzaga e del Passito Serenade 2004 della Cantina di Caldaro, Bolzano, dolce da uve Moscato giallo dai grandi profumi. In Toscana il Sassicaia 2004, etichetta cult della tenuta San Guido del marchese Niccolò Incisa della Rocchetta. Gli altri due rossi li troviamo in Campania: uno è il Terra di Lavoro 2005 unica etichetta della Galardi, Sessa Aurunca Caserta, l'altro è il Montevetrano 2005, fiore all'occhiello della azienda Montevetrano, San Cipriano Piacentino, Salerno.
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