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LA NUTRIZIONE: una delle principali funzioni della vita
Le scuole alberghiere
Con un po' di riflessione si arriva a pensare che due sono le principali funzioni della vita: la nutrizione e la propagazione della specie. Tralasciamo la seconda, che non è di nostra pertinenza, e parliamo della prima.
Non si vive di solo pane, è prezioso il companatico, meglio se, con un po' di arte, riusciamo a renderlo non troppo dispendioso, sano e gradevole. E' dimostrato che i prodotti del bacino del mediterraneo sono salubri ed equilibrati. Gran dono della natura, l'olio d'oliva.
Le prime civiltà ebbero origine in questa zona ed è semplice constatare che ciò che portiamo in tavola, è il risultato dei differenti periodi che si sono avvicendati nelle varie culture. Un piatto evidenzia i richiami del passato, non solo dal sapore, ma anche da come viene presentato. Racchiude aneddoti, ricorrenze, festività, motivazioni.
Compatibilmente coi nostri impegni, ogni tanto dedichiamo tempo all'approntamento del cibo, non riteniamo una debolezza indulgere nella sua preparazione, ma cuciniamolo al meglio che si può. Il cucinare è anche un'arte, un'arte che tutti i giorni si consuma e tutti i giorni si reinventa. E' cultura la riscoperta dei piatti unici della nostra tradizione che, sovente, scandiscono lo scorrere delle stagioni. Piatti a base di cereali e legumi (riso e lenticchie, pasta e fagioli), di cereali e pesce (pasta con le sarde, riso e molluschi), di cereali e formaggi (tortelloni, pizze, ecc.), tenere verdure in primavera. Saporiti carciofi, pomodori, cipolle, melanzane, spinaci, possono essere un ottimo secondo che va ad equilibrare la dieta.
Il mangiar bene dà piacere. Anche senza avere la pretesa di essere un gran cuoco, con un briciolo di dedizione si può fare una discreta figura. Prima regola, prodotti buoni, ricette semplici, ma cucinate con passione. Scegliere in anticipo il piatto che si vuol presentare: disporre gli ingredienti sul tavolo, lavorare con attenzione e ricordare che il miglior maestro è la pratica.
Dedicarsi all'arte culinaria non vuole necessariamente dire essere un gran ghiottone, significa solo essere amanti del bello e del buono: prima del palato, il cibo deve soddisfare l'occhio.
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L' “Accademia della Cucina” è stata fondata nel 1953 dal giornalista Orio Vergani. Da allora un gruppo di esperti “gli scienziati del cibo” si radunano in tutta la penisola per diffondere la cultura e la civiltà gastronomica proveniente dalle italiche tradizioni. E' con grande scrupolo ed attenzione che viene scelto l'argomento per la “cena ecumenica” (questo è proprio il suo nome), che annualmente deve trattare solo uno specifico tema. Con la stessa cura viene assegnato il “Premio Vergani” ad autori di opere letterarie di gastronomia. L'Accademia, col passar degli anni, ha esteso la sua organizzazione in tutta Europa. Conta 65 delegazioni all'estero e 198 delegazioni territoriali in Italia.
In tutta la penisola, meglio in tutte le città, si tengono corsi di cucina per apprendisti: si impara sia come cuocere un uovo, che come preparare piatti raffinati per gourmet esigenti. A questi brevi corsi possono partecipare apprendisti, ma anche signore che desiderano migliorare le loro attitudini alla preparazione dei cibi, o arricchire la propria cultura sulla specificità degli alimenti di base.
Esistono però istituti di alto livello che preparano i migliori chef, i quali porteranno nel mondo, oltre la cucina internazionale, anche le tradizioni della nostra terra.
Ad una decina di chilometri da Parma, nella suggestiva cornice del Palazzo Ducale di Colorno, ha sede la ALMA, scuola internazionale di cucina italiana diretta da Gualtiero Marchesi. Ogni settimana si aprono al pubblico le cucine, in modo che si possano vedere all'opera gli chef e tentare di carpirne i segreti. Tema attuale, di grande rilievo, è un corso dedicato alle tradizioni regionali. (tel. 0521 525211 - www.alma.scuolacucina.it ).
Fra i più prestigiosi istituti, la “Scuola di Stresa, la Scuola Olimpica”. Strixia, Strexia, Stresa: minuscola “striscia” di terra che dal Mottarone scende al Lago Maggiore. Piccola località lacustre ma, da più di un secolo, rinomato centro turistico. Qui, nella “perla del Verbano” è stato fondato nel 1938 l'Istituto Alberghiero “Erminio Maggia”, comunemente noto come la “Scuola di Stresa”. Oltre agli insegnamenti di base, agli apprendisti si lascia grande spazio per sviluppare attitudini e creatività (viale Albano Mainardi n.5 - Stresa (VB) - tel.0323 31194 - www.alberghierostresa.it - e-mail: iamaggia@tin.it .
Nel medioevale Castello di Costigliole d'Asti ha sede l' ICIF. E' un'associazione senza fini di lucro nata nel 1991 per tutelare e qualificare l'immagine dei prodotti e della tradizione culinaria italiana ai professionisti che operano nella ristorazione all'estero. Da allora organizza Master e Corsi Brevi (generici e tematici) per chef stranieri che intendano acquisire una specializzazione nostrana. Accanto alle aule attrezzate con i più sofisticati impianti per una moderna attività didattica, sono state allestite un'enoteca ed un'oleoteca.
A Milano, alla prima della Scala, per la cena di gala organizzata dal Teatro, sono stati accolti 750 ospiti a Palazzo Reale. Guidato dalle chef Sergio Mei dell'Hotel Four Seasons, un vero esercito: 40 cuochi e 120 camerieri. Un menù prestigioso: crema di riso allo zafferano con goccia al gorgonzola tartufato, il tournedos di filetto di vitello piemontese alla Rossini con galletta di semolino e spinaci. Per finire, una imperdibile composizione di ananas, pere e rabarbaro canditi con cioccolato di Modica e zabaione agli agrumi.
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Cosa ci porterà il futuro? “Food
technology”: significa applicare alla nutrizione le scoperte della nanotecnologia. Pare si tratti di individuare le molecole di ogni ingrediente e ricombinarle fra loro. Dopo di che si potrà digitare una specialità sulla tastiera di un computer collegato al food replicator ed ecco comparire il piatto pronto e fumante che “simulerà” qualsiasi sapore......
Meglio non approfondire l'argomento. Che tristezza!
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