Il SALE, il primo dei condimenti

 

Il sale esiste .... da sempre. Proprio per l'alto tasso salino del Mar Morto, ne parla persino la Bibbia. E' stato ed è l'elemento primario per conferire sapore ai cibi e nei millenni ha sempre più perfezionato la conservazione di carne e pesce. Chi non disponeva di sale doveva acquistarlo da altri popoli. Il sale divenne un'importante merce di scambio, dalla quale presero l'avvio i commerci internazionali. I depositi salini dell'Africa centrale e il salgemma dell'Europa hanno grandemente rifornito le popolazioni, fin quando si scopri, nel bacino del Mediterraneo, che con l'evaporazione dell'acqua di mare, dovuta al calore solare, si otteneva il sale anche sulle coste.

La prima descrizione delle saline risale al 1154, ad opera del geografo arabo Idrisi. Le saline costituiscono un ambiente di grande interesse naturalistico, oltretutto non inquinante. Infatti il processo di evaporazione del sale è dovuto al sole ed al vento e non produce scorie. Persino il fondo delle vasche di cristallizzazione, composte di sale misto a fango, la “mammacaura” viene utilizzata per impermeabilizzare fondi ed argini.

Nelle vasche di compatibile salinità è possibile praticare la pescicoltura, e vi guazzano branzini, orate, cefali. Le saline funzionano in primavera ed estate, mentre d'inverno riposano. Pur essendo di origine artificiale, in quanto l'ambiente è strappato dal mare mediante la creazione di nuove vasche, riproducono un complesso naturale simile a quello della laguna. Diventano così riserva ambientale per molti tipi di uccelli.

L'importanza del sale è sempre stata rilevante. Proprio per questo gli si attribuirono proprietà soprannaturali e molti popoli sono tuttora convinti che protegga dal malocchio ed abbia poteri scaramantici.

Come descrive Tito Livio, fu Anco Marzio, il secondo re di Roma, a far costruire le saline ad Ostia. Con l'Impero Romano la produzione e il commercio del sale divennero importantissimi spingendosi soprattutto vero il nord Europa. Dopo il mille alcune città strinsero alleanze tra loro: nacque così la Lega Anseatica (Hansa) che ha mantenuto per secoli il monopolio dei commerci. La più importante città della Lega Anseatica fu Lubecca, la cui particolare posizione sul Baltico le permetteva commerci con la Scandinavia e la Russia. Aggregate ritroviamo un centinaio di altre città, fra cui Amburgo, Tallin, Riga, Danzica e moltissime località del Sacro Romano Impero, tutte situate in posizione strategica lungo le rotte commerciali. Praticamente l'Hansa, con le sue navi ben armate, controllava gran parte dei commerci, fra cui quello del pesce e degli alimenti salati ed imponeva le sue leggi economiche. La caduta del suo potere iniziò verso la fine del XVI secolo. Molte città della lega, per il loro glorioso passato, si fregiarono del nome di “Libera Città Anseatica”, fino al'avvento del Partito Nazista in Germania, che rimosse tale privilegio.

 

Da oltre mille anni Cervia (Ravenna) deve parte della sua prosperità alle saline situate al delta del Po, dove coprono un'area di ottocento ettari. Per la limitata presenza di sali amari, questa tipologia è considerata “dolce” ed è molto usato in pasticceria. I sali tipici sono il Salfiore di Cervia, il Salfiore di Romagna e il sale della Salina Camillone.

Ottimi i sali aromatizzati con erbe di Casola Valsenio. Il Centro visite Salina di Cervia risponde a: salinadicervia@atlantide.net ).

Nei ristoranti locali sono numerose le preparazioni di piatti al sale, dal branzino in crosta, ai filetti di sardonico al sale dolce. Dalle saline proviene anche il “buratel”, gustoso brodetto di minuscole anguille.

 

Trapani è particolarmente legata all'industria del sale. I comuni di Trapani e Paceco ricoprono un'area di circa mille ettari. Il sale locale, ricco di magnesio, viene usato da molte ditte artigianali per la lavorazione di tonno, pesce spada , dentice, sgombro, acciughe, marinate in olio di oliva.

Fra queste il Conservificio ittico Tre Torri, Erice, località Casa Santa (tel. 0923-562368).

Attiva da cinque generazioni, la Saltì srl. di Trapani, nella persona di Salvo Dandone, ha creato il “sale in pastiglie” pratiche tavolette particolarmente adatte agli inesperti: ogni tavoletta sala, al punto giusto, un litro d'acqua. La Saltì vende l'ottanta per cento della sua produzione all'estero, in gran parte al di là degli oceani.

 

Da non dimenticare che la più importante fra le saline è quella di Margherita di Savoia in Puglia, che esporta sale in tutta Europa. Annualmente l'Assessorato della Cultura, con la collaborazione di Atsalt, promuove il Salt Art Festival.

 

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Il territorio della “” che attraverso Liguria, Lombardia e Piemonte, è arrivato fino a noi integro, pochissimo alterato dall'uomo. Da qui, l'idea di ripercorrere gli antichi sentieri appenninici, dove per secoli hanno viaggiato mercanti e contrabbandieri che andavano in Liguria, carichi di riso ed altri cereali, a comprare sale, olio e acciughe da vendere in Oltrepo, al ritorno.

Il percorso “la moderna via del sale” ci fa godere il manifestarsi della natura in tutta la sua varietà e bellezza, ma ci fa toccare con mano le fatiche secolari degli uomini e dei loro animali di carico.

E' un lungo sentiero ripristinato per essere percorso a piedi, in mountain bike ed a cavallo, chiaramente indicato da una cartellonistica che illustra, oltre il percorso e la sua storia, anche la flora e la fauna che li caratterizza. Il tracciato parte da Varzi (PV) appena sopra il ponte della Staffora verso Nivione. Fiancheggia il greto del torrente per alcuni chilometri fino a Manforte per proseguire per Castellano verso il monte Bogleglio: arriva fino al Monte Chiappo per poi scendere verso la Liguria.

Il progetto è una iniziativa del Gal Oltrepo (www.gal-oltrepo.it - tel. 0383 540637) e vede impegnata la provincia di Pavia con l'Unione Europea.

 

 

 

 

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