Le tradizioni e i sapori di Natale

Spumante, Panettone e...i  "caggionetti" vastesi

 

 

La tradizione coinvolge perché collega ai ricordi.

Rammento quando per il Natale si preparava il Presepe. In famiglia eravamo tutti impegnati a partire dalla festa dell'Immacolata che, per i milanesi, è unita a quella di S.Ambrogio. Il compito di noi ragazzini era quello di procurare il muschio, ramoscelli, sassi, ghiaia; edificare in miniatura ponti, mulini, casette di legno usando stecchini, sughero e cartone. Dipingevamo attentamente le opere per dare grazia alle costruzioni. La nostra creatività trovava grande espressione e la fantasia volava. Con gli specchietti si imitava l'acqua e gli arbusti, con pochi accorgimenti, diventavano palme.

 

Preparata la base, si andava in solaio a prendere la scatola delle statuine e si iniziava l'animazione. Sul retro l'immancabile carta blu che si riempiva di stelle. Con gli stampini dei biscotti si coceva “il pane degli angeli” che incorniciava l'insieme.

 

Sul cassettone mamma disponeva Maria, Giuseppe e Gesù, tre antiche statuine col viso e le mani in cera, tramandate da generazioni, abbigliate con molta cura con abiti ricamati a mano, delicate e belle: noi eravamo autorizzati solo a guardare, non a toccare.

 

Il presepe ha avuto origine dal desiderio di San Francesco di far rivivere in uno scenario naturale la nascita di Betlemme. La prima esposizione, coinvolgente tratti di vita reale, ebbe luogo la notte di Natale del 1223 a Greccio. La rappresentazione assunse una tale valenza da essere, anni dopo, dipinta da Giotto nell'affresco della Basilica Superiore di Assisi. Rapidamente il presepe, grazie alla creatività di abili artigiani assunse peculiarità locali e si diffuse a macchia d'olio.

 

Ma poi ci sono le cose buone....e dolci.

 

Il panettone è il dolce simbolo del Natale.

Sono ormai poche le pasticcerie che lo realizzano secondo tradizione. Richiede notti in bianco per seguire la perfetta lievitazione, una dispendiosa ricerca delle materie prime; in etichetta deve elencare solo farina, burro, tuorli d'uova, zucchero, uvetta, cubetti di arancio e cedro, lievito naturale, miele, vaniglia, pasta di arancia e limone, sale: niente additivi o conservanti.

Se rigorosamente fatto è un ottimo dessert che suggella il più opulento pasto dell'anno. Per mantenerne la fragranza deve essere conservato a temperatura ambiente nel suo involucro di cellophane.

 

Milano, fiera del dolce meneghino che la contraddistingue nel mondo, propone per l'occasione del Natale, uno assaggio di panettone sul tram storico di Milano.

Un itinerario che parte da piazza Castello per arrivare in piazza Fontana, lungo via Orefici, un tragitto proprio in centro alla città. Il tipico dolce ambrosiano viene gustato insieme ad un bicchiere di vino San Colombano DOC . San Colombano al Lambro ospita l'unico vitigno milanese, di cui la città è orgogliosa. . Il borgo è situato in un enclave della provincia di Milano nel territorio di Lodi. E' il fiore all'occhiello dell'attività vitivinicola di Milano, un curatissimo vitigno situato fra colline armoniose che fanno pensare non solo alla delizia del nettare, ma anche alla bellezza di un giardino.

 

Negli anni '40 Angelo Vergani si distingueva per l'abilità nel preparare il panettone con ingredienti naturali e di primissima qualità, secondo la classica tradizione milanese, ottenendo un prodotto dalle caratteristiche inconfondibili, profumato, soffice e di ottimo sapore.

 

Molto tempo è passato da allora, ma la Vergani Srl di Milano - via Oristano 5 (tel. 02-2571069 - www.panettonevergani.it - e-mail Info@panettonevergani.it ) ha saputo far tesoro degli antichi insegnamenti e propone tuttora un prodotto di altissima qualità. Viene usato esclusivamente lievito naturale, la fermentazione lenta ed accurata dura ben tre giorni, il tutto per dare al Natale la gioia di riscoprire lontani sapori. Oltre al panettone la Vergani propone un ottimo torrone, il Pandoro ed una soffice, deliziosa Veneziana.

 

Qualità chiama qualità e quindi la citazione non puo' non andare al Panettone Loison, che proprio recentemente è stato protagonista di un'accattivante provocazione culinaria.

 

A chi ama gustare invece un buon vino e circondarsi del bello, ecco un simbolo indiscusso: il tris di spumante Gancia della storica cantina di Canelli imbottigliato in vetri dal design di lusso, la griffe Pinin Farina. Le bottiglie contengono l' Asti Docg, il Prosecco Extra Dry e il Rosè Brut. Sono il frutto dell'accurata selezione di uve Moscato e Pinot Nero, dal gusto sapido e fresco, che offrono un bouquet dai sentori floreali, vanigliati, fruttati, ampi profumi con note di rosa che ricordano la bacca dell'uva.

 

Presso la Cantina Produttori di Valdobbiadene è nato Punto Rosa, spumante rosè Brut derivato da uve di Pinot Nero e Pinot Grigio dei vigneti nella Marca Trevigiana. Si presenta di colore leggermente tendente al rosato, un elegante bouquet floreale, un leggero aroma di ribes, lampone e fragola, di gusto asciutto.

 

La cantina Ferrari, “mito” delle bollicine, per celebrare il proprio centenario, ha creato, soltanto in tremilaseicento esemplari, una riserva eccezionale, frutto della selezione delle migliori uve Chardonnay raccolte durante la straordinaria vendemmia del 1995 e di una paziente attesa di invecchiamento. La “Riserva Bruno Lunelli”, dedicata al capostipite, è stata imbottigliata in una bottiglia dal fondo convesso, incapace di stare ritta, in modo che venga conservata coricata e servita soltanto nel secchiello.

 

Anche nel Sud d'Italia troviamo iniziative e dolci caratteristici.

 

Per festeggiare le prossime feste la tipica “bottega” vastese Lu Furnarille”, la cui tradizione artigianale risale al 1925, ha preparato, per i suoi clienti sparsi per tutta Italia, selezionatissimi pacchi Natalizi con la migliore produzione dolciaria “fatta in casa”.

 

Lo storico negozio abruzzese mette al servizio della sua clientela i suoi raffinatissimi assortimenti: da “Lu Furnarille” (Corso Plebiscito, 51 Vasto (CH) Tel. 0873. 367674 - www.lufurnarille.it) di Giuseppe Del Fra si possono prenotare anche i golosissimi “mostaccioli”, i “caggionetti” e i “bocconotti vastesi”.

 

 

 

 

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