|
|
|
|
|
Piemonte: Le “Strade del Vino” e i percorsi del gusto
Le strade del vino, in Piemonte, stanno vivendo un fenomeno di continuo e felice rilancio che portano ad affrontare idee innovative e di grande richiamo. E' indubbio che questi percorsi devono essere arricchiti, in modo da renderli accattivanti attraverso un abbinamento fra le “Strade del Vino” e i prodotti storici tradizionali.
L'argomento porta a riflettere su un percorso di cultura, una cultura tutta piemontese, opulenta, ma da ricostruire: cultura vitivinicola ed enogastronomica attraverso un viaggio coinvolgente ed affascinante, ma che deve rimanere alla portata di tutti. Il desiderio di trascorrere i fine settimana in un ambiente ben diverso da quello delle grandi città, richiama sempre di più l'attenzione dei giovani. Bisogna quindi partire da un punto fermo: che cosa attira maggiormente i giovani, cosa vogliono trovare lungo questi percorsi ?
La risposta è complicata nell'insieme, ma anche semplice. Ambiente sereno, accattivante, riservato per chi lo desideri, ma anche rivolto a formazioni di gruppo, alla socializzazione. L'idea potrebbe essere cantine aperte, ma con ampi orizzonti, giornate che si prospettino ricche di eventi ed attività collaterali, come visite ai vigneti, degustazioni guidate, cucine all'aperto, spettacoli musicali ed artistici. Agriturismi ben attrezzati, visite a musei agricoli, equitazione. Luoghi dove riscoprire la natura, le salde tradizioni del nostro passato, i vecchi mestieri.
Chi è grande intenditore di vini sa quali sono “le Strade del Vino”, ma chi desidera timidamente avventurarsi in questa direzione deve essere motivato da curiosità, tirato per la gola da degustazioni e dimostrazioni ai fornelli.
In poche parole, bisogna rendere viva la materia, fare in modo che la gente possa essere interessata alla formazione di una cultura che comprenda un insieme di tradizioni popolari indissolubilmente legate alla storia del vino. Non c'è un vigneto uguale all'altro, non esiste un grappolo uguale all'altro: ecco perchè ogni vino ha la sua caratteristica davvero unica. Il vino non si beve, si degusta.
Il Piemonte non solo è una regione bella ed attraente, ma anche ricca di un patrimonio artistico di grande rilevanza. Spazia le sue bellezze dalle Alpi, ai fiumi, laghi, ville, castelli, pievi e parchi.
Grazie a tutte queste opportunità si può ben pensare ad un abbinamento fra piatti dimenticati, ma ricuperati attraverso la tradizione popolare, la degustazione di vini appropriati, morbidi, strutturati alla giusta acidità. Piatti sontuosi di grande sapore e piatti di preparazione più delicata che trovano il giusto abbinamento con vini forti, appetibili.
Tutto questo richiede una linea operativa ben coordinata che metta in risalto le varie “Strade dei Vini” non mettendole in concorrenza fra loro , ma creando un percorso armonico ed approfondito che apra orizzonti nuovi e porti ad apprezzare la materia, instillando fin dall'inizio ai partecipanti il desiderio di sapere di più sulle locali realtà commerciali, turistiche ed enogastronomiche.
Alcuni ristoranti potrebbero proporre menù alternativi ad hoc, dai quali si comprenda come il menù viene “costruito”, come e perché un determinato cibo richiede l'accostamento ad un determinato vino. Gli appassionati del gusto potranno ascoltare enologi e gourmet che spieghino e raccontino l'arte “del buon bere e del buon mangiare”. Potrebbero essere istituiti dei percorsi (anche a numero chiuso) per una degustazione guidata. Al termine di questi “percorsi” potrebbe essere rilasciato un “diploma da degustatore”. Serate a soggetto, da trascorrere nella cornice prestigiosa di castelli e pievi dove presentare libri, artigianato, buona musica, lettura di brani particolari o poesie. Insomma creare un percorso fra il goloso e l'educativo.
Nascerebbero incontri tali da farci riscoprire il fascino delle colline, i mille piaceri dei territori di Langa e Roero dove fare trekking, cicloculturismo, ma anche riscoprire la nostalgia degli scritti di Cesare Pavese. L'immancabile prezioso tartufo; il sapore delle nocciole, che abbinate alle grappe di moscato ne fanno risaltare il profumo; la visita a parchi, ad antiche torri ed a storici castelli ed un immancabile sguardo panoramico su Canelli. Una visita all'Enoteca Regionale di Canelli e dell'Astesana, alla Fiera del tartufo, alla manifestazione che propone l'assedio di Canelli (telefono 0141 820231 - manifestazioni@comune.canelli.at.it - www,comune.canelli.at.it)
La “provincia granda”, Cuneo, con i suoi musei archeologici; Alba, la capitale del “buon gusto” dove non si può non assaporare il Barolo, il Barbaresco, il Dolcetto e il Nebbiolo. I formaggi , il famoso Castelmagno, il Bra, il Raschera e il Murazzano e, perché no .....i segreti del cioccolato e del torrone. .La spumeggiante città di Asti, dove il Moscato rallegra, crea amicizia e fa ringiovanire, si abbina non solo a portate dolci e salate, ma anche al gusto delicato della Robiola di Roccaverano.
La provincia di Torino che ci dona uno dei pochi vitigni bianchi del Piemonte: l'Erbaluce di Caluso e del Canavese. Biella, dove l'Enoteca Regionale della Serra di Roppolo tel. 0161 98501 è aperta nei fine settimana, le province di Vercelli, Novara, Alessandria che ci permettono di degustare interessanti rossi: il Coste della Sesia, il Lessona, il Canavese e il Bramaterra e le immancabili saporite “panisse”. Verbania che, attraverso il rilancio del settore enogastronomico, potrebbe incrementare e rendere sempre più appetibile il settore turistico.
Superflua la presentazione del Monferrato, dove la grande tradizione della carne piemontese ci fa assaporare indimenticabili bolliti misti, che ben si sposano con i locali vini di importante intensità: dal Barbera al Brachetto, dal Gattinara al Grignolino. La Bagna Cauda che fa rivivere la semplicità e l'armonia dell'antico vivere contadino, i salami “d'la duja” e tante accattivanti leccornie.
|
|
|