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Salone del Vino di Torino a Vinitaly e al MiWine di Milano
La
parola ai produttori di vino presenti a Torino
Mentre
si è appena chiusa la terza edizione del Salone del Vino
(16-19 novembre 2003) che ha visto al Lingotto di Torino un’alta
affluenza di enoappassionati e di vignaioli i riflettori sono ora
puntati sui due grandi appuntamenti fieristici del 2004. A Verona il
Vinitaly (dal 1 al 5 aprile) e a Milano il MiWine (dal
14 al 16 giugno).
Ma
un breve resoconto del Salone di Torino vale la pena farlo.
I
dirigenti del Lingotto Fiere di Torino hanno manifesto grande
soddisfazione per “il grosso successo del Salone” che ha visto
nei quattro giorni di Fiera oltre 42.000 presenze tra pubblico e
operatori tanto da far dire ad Alfredo Cazzola presidente
di Lingotto Fiere e di Promotor International: “Questa terza
edizione ha confermato la valenza strategica del Salone del Vino.
La nostra missione è quella di promuovere questo prodotto
d’eccellenza, di costruire una nuova immagine del vino, di
favorirne l’incontro con il mercato. Sia il varo del Wine Show
–ha continuato Cazzola- sia la positiva risposta degli
operatori, sia infine la forte attenzione dei media, ha confermato
che il Salone del Vino è ormai un appuntamento indispensabile
per sostenere un settore così complesso e del pari decisivo
dell’economia nazionale quale quello delle attività
vitienologiche. Siamo molto soddisfatti –ha concluso Cazzola-
dei risultati raggiunti in questa terza edizione di una rassegna
che, mi piace ricordarlo, è la sola promossa a questo livello
da un gruppo privato come il nostro che dialoga direttamente con
altri imprenditori di successo: i vignaioli italiani”.
Girando
tra gli stand, INFORMACIBO ha raccolto pareri contrastanti, a
quelli che hanno trovato la formula del Salone del Vino appropriata e
migliore degli anni precedenti, a quelli invece che si sono lamentati
per l’apertura al pubblico nella giornata della domenica (la
giornata dedicata agli “enoappassionati” che a detto di
molti e stando alle cifre, questo “salotto dei degustatori”, ha,
invece, riscosso un notevole successo tra gli amanti del vino).
Il titolare de “La Pieve”
(Via San Stefano Loc. La Pieve Montaione (FI) tel. 0571 697764)
Simone Tognetti è rimasto soddisfatto del Salone di
quest’anno “più che gli altri anni. Positiva poi
l’esperienza del workshop (organizzato da
Lingotto Fiere con il patrocinio dell’Enoteca d’Italia e
la collaborazione dell’ICE, della Regione Piemonte
e dell’Agenzia delle Dogane) che ci ha messo in contatto con
alcune cantine e buyers specializzati provenienti dai Paesi dell’Est
e dalla Scadinavia”. Tognetti non sarà presente al
Vinitaly mentre sicuramente “proverà” l’appuntamento
milanese del MiWine. Stessa opinione favorevole quella espressa dalla
signora Giovanna Anselma della Famiglia Alselma Barolo,
“ci siamo trovati bene a Torino ed ora – dice a
Informacibo- dopo questa esperienza positiva, andremo al MiWine di
Milano”.
Soddisfatto anche la signora
Graziella moglie del produttore OLIVINI,
presente a Torino con diversi vini di spicco sia rossi che bianchi,
“è la prima volta –ci dice la signora Olivini- che
veniamo al Salone del Vino di Torino e abbiamo avuto diversi
contatti con venditori italiani e stranieri”
Luigi
Pace, agente generale della “Renzini spa”, che
distribuisce i vini delle “Tenute di AL BANO CARRISI”
(Vinicola Albano Carrisi Contrada Bosco Cellino San Marco
Brindisi tel. +39 0831 619211 www.albanocarrisi.com),
è rimasto soddisfatto perché, dice ”e’
stata un’esperienza felice, con notevoli rapporti con ristoratori,
enoteche e winebar, oltre ad allacciare contatti con l’estero:
Inghilterra, Francia Germania”.
Soddisfatto
il titolare di una piccola azienda agricola piemontese “COSTA
CATTERINA” (Via Castellinaldo, 14 Castagnito (CN) tel. 0173
213403), produttore di Barbera d’Alba, Dolcetto e Nebbiolo, il
titolare Antonio Costa presente nel padiglione dei “Vignaioli
Albesi”, ci dice: “siamo presenti per la prima volta a questo
Salone, gli affari vanno discretamente bene, abbiamo avuto contatti
insperati con l’Inghilterra, la Svezia e la Finlandia”.
I
responsabili del Feudo siciliano dei “PRINCIPI DI BUTERA”
(Principi di Bufera, Contrada Delliella Butera (Caltanisetta) tel.
0934 347726 www.feudobutera.it),
una delle aziende della Zonin, sono ancora indecisi se andare
o meno al MiWine mentre si ritengono “moderatamente” soddisfatti
dei rapporti presi al salone di Torino, principalmente con molti
paesi dell’Est e i Paesi nordici. Il tecnico agronomo Federico
Persano della CANTINA DEL NEBBIOLO (Via Torino, 17
Vezzza d’Alba (CN) tel. 0173 65040 www.cantinadelnebbiolo.com)
tiene a precisare che la cantina sociale del Nebbiolo vende vino
sfuso in damigiane e taniche e che “dopo una domenica “scarsa”
siamo riusciti a far alcuni ordini nella giornata di lunedì”.
In
una Fiera che si rispetti non poteva mancare il Consorzio per
la Tutela dell’Asti (Palazzo Gastaldi, Piazza Roma, 10 Asti
tel. +39 0141 594215 www.astidocg.it)
“noi siamo un Consorzio di Tutela –ha affermato una
gentile responsabile delle pubbliche relazioni, Ornella Franco-
e il nostro compito è quello di “pubblicizzare” il
marchio: abbiamo incontrato molti operatori dell’Est (Polonia,
Russia, repubblica Ceca), oltre che svedesi e norvegesi. Saremo
sicuramente presenti a Vinitaly perché rappresenta una vetrina
davvero importante per il nostro prodotto”.
Nell’ampio
spazio occupato dai vignaioli abruzzesi spiccava anche una piccola
Cantina della provincia di Chieti, “CASAL BORDINO” (
Contrada Termine Casalbordino (Ch) tel. 0873 918107
www.vinicasalbordino.com)
e il Consorzio per la tutele del vino Prosecco “Conegliano
Valdobbiadene” ha presentato la prima Guida alla cucina
multietnica “Le cucine del Mondo in Italia: i 100 migliori
ristoranti”, che tutti possono trovare in libreria in questi
giorni.
Sul
fronte dei critici verso il “Salone del Vino” abbiamo incontrato
Piero LOVISOLO, patron dell’Azienda ARIONE
(Via Luigi Bosca, 135 Canelli (AT) tel. 0141 823172,
). “Abbiamo speso 30 milioni di vecchie lire –ci dice
Piero Lovisolo- per un risultato deludente. Preferiamo
investire nella pubblicità sui giornali: per un piccolo
produttore questa fiera può andare bene, per noi invece, che
facciamo oltre 12 milioni di Euro di fatturato, una necessità
diversa, quella di avere Fiere di più ampio respiro come il
Vinitaly”.
Assai
critico anche il direttore commerciale del Chianti “Gallo
Nero”, Angelo BARDI, “la data del “Salone del
Vino” non è la migliore: chi vuole fare le prenotazioni per
il Natale non può farle perché le ha già
fatte!”. “Gallo Nero” non sarà presente al MiWine,
“per ora abbiamo rinunciato, vedremo in seguito se ci sono
proposte più vantaggiose” mentre andrà certamente
a Verona al Vinitaly e, con l’export del Chianti che tira fa dire a
Bardi: “saremo presenti in tutte le fiere all’Estero”.
“In
questo Salone ci sono più curiosi che visitatori”
afferma un po’ sconsolato il direttore di VIGNE REGALI
della famiglia BANFI, Alberto LAZZARINO, “mentre
andremo sicuramente sia a Vinitaly che a Milano a MiWine”.
Così archiviato il Salone di
Torino il problema dei produttori di vino è quello di fare
sempre più un vino di qualità perché così
è orientato il consumo odierno. Per farsi conoscere occorrono
eventi e fiere dove possono partecipare sia i consumatori che gli
operatori del settore e in questo senso ha avuto ragione infine
Alfredo Cazzola ad affermare: “Abbiamo voluto offrire alle
aziende un’occasione di contatto diretto con i loro clienti finali,
cioè i consumatori. E a chi ama il vino un ventaglio
opportunità per apprezzare meglio la nostra straordinaria
produzione enologica”.
dt
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