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Sicilia: il 4° simposio mondiale del pomodoro da tavola con 400 delegati provenienti da tutti i continenti
di Lamberto Selleri
Corrispondenza da Scicli 27 maggio 2005. 8000 ettari coltivati a pomodoro fanno della Sicilia il più qualificato centro produttivo del mediterraneo. Perchè il pomodoro siciliano è migliore di tutti gli altri. Il motivo è molto semplice: la terra, il sole e l'acqua della Sicilia sono ineguagliabili e trasmettono ai pomodori aromi sapori e fragranza tipici di questa terra che ritroviamo anche in altri prodotti,come nell'olio. Il luogo in assoluto dove si produce il pomodoro più pregiato d'Italia è a Pachino.
Il pomodoro in questione si chiama “ciliegino di Pachino”. ”La società svizzera Syngenta Seeds S.p.A. è tra i maggiori leaders mondiale nella produzione di sementi con un fatturato di 7,3 miliardi di dollari.
Questa importante multinazionale non poteva scegliere luogo più appropriato (la Sicilia) per la 4° edizione di Tomato Conference 2005, che si è tenuta dal 24 al 27 maggio a Scicli, vicino a Pachino (Ragusa).Il consumo di pomodoro è in costante evoluzione.
La Cina è il primo produttore mondiale con 30 milioni di tonnellate nel 2004, seguono gli Stati uniti, la Turchia, l'India, l'Egitto e al sesto posto c'è l'Italia con 6,5 milioni di tonnellate. Va precisato che la Cina è l'unico paese che non sottostà a nessuna regola sulla coltivazione dei pomodori e ciò le consente di produrre anche pomodori OGM. Nel mondo sono state registrate 1700 varietà di pomodori, ma di queste solo 100 producono il 70% della produzione mondiale. In Italia sono iscritte nel registro nazionale 300 varietà di cui in uso ce ne sono 60.
La Syngenta ha omologato 130 varietà che distribuisce in 40 Paesi, in rapporto alle esigenze dei luoghi di produzione e alle richieste del consumatore finale.
Tra gli obbiettivi del convegno “Tomato Conference”, a cui hanno aderito oltre 400 delegati provenienti da tutti i continenti, vi era anche quello di dimostrare che non tutti i pomodori sono indicati per la preparazione di una stessa ricetta gastronomica e che, per esaltare il gusto di ogni piatto, alcune varietà sono più adatte rispetto alle altre. Noi italiani siamo, per i produttori di sementi, un importante bacino di utenza, consumando mediamente 35chili di pomodori all'anno contro una media europea di 19 chili e una media mondiale di 5 chili.
Per incrementare e diversificare i consumi di pomodori, in Italia la via scelta da Syngenta prevede di educare il consumatore ad abbinare ad ogni cibo il pomodoro giusto, così come già si fa per il vino e per l'olio. Tutti coloro che hanno confidenza con i fornelli dovranno in futuro prendere in considerazione gli abbinamenti tra il cibo e le qualità organolettiche di ogni varietà di pomodori.
I “sommeliers “di questo frutto hanno individuato i seguenti gusti: ” acido, farinoso, dolce, sapido e neutro.
Le varietà di pomodori nati con le sementi Syngenta, oggetto di una degustazione pilotata durante la “Tomato Conference sono stati: Salvatore, Miami, Tyfy, Dunè, Eugenia, Zagor e Ikramito. Oltre ad un gusto personalizzato, le nuove qualità di pomodori hanno anche una “carrozzeria” (o aspetto esteriore) molto accattivante. Tutto questo per invogliare il consumatore finale ad acquistare nuove varietà di pomodori freschi. Va comunque detto che i pomodori sono un alimento importantissimo per la salute dell'uomo.
Il 94% è acqua (20 calorie per 100grammi), contengono vitamina A, C, potassio, carotene, tomatina e il licopodio, che è la sostanza che lo colora di rosso. Il frutto ha pertanto proprietà antiossidanti, svolge anche funzione inibitoria del carcinoma prostatico e regola i processi di invecchiamento.
Il prof. Carlo Cannella dell' Università La Sapienza di Roma consiglia di mangiare pomodori rossi e non verdi, (uno al giorno per gli uomini che hanno superato i 50 anni). Consiglia anche di togliere la buccia e i semi perchè contengono la solanina che, se ingerita in grandi quantità può recare disturbi all'organismo.
I diversi gusti del pomodoro protagonisti a Tomato Conference
SCICLI (RG), 27 maggio 2005. L'introduzione sul mercato di antiche varietà di pomodoro per recuperare sapori tradizionali della cucina mediterranea, nuove strategie di business per incrementare il suo consumo a livello mondiale, sviluppo del progetto “Ad ogni piatto il suo pomodoro” sono tra alcuni dei temi emersi nel corso della edizione 2005 di “Tomato Conference”.
Duné o mini San Marzano come sapido e gustoso antipasto, Arawak Cuore di Bue sviluppato da una varietà coltivata in Liguria negli Anni Cinquanta e ideale da degustare con la mozzarella, Ikramito come equilibrato e dolce “pomodorino” da consumare sia cotto sia crudo, Eugenia “ riccio bolognese” dalla grande consistenza e particolarmente adeguato per condire piatti di pasta asciutta, sono solo alcune delle nuove varietà presentate durante la visita ai campi prova della Sicilia meridionale ubicati nella zona di Pachino e di Vittoria, in vendita tra poche settimane nel circuito della grande distribuzione. Pomodori che rispondono ad una esigenza di differenziazione sulla base del gusto e di una segmentazione sempre più in grado di incontrare le preferenze dei consumatori. L'attuale situazione di mercato e possibili sinergie tra produttori, grande distribuzione ed esperti di gastronomia per incrementare il consumo di pomodoro sono stati poi i temi al centro del convegno di giovedì.
Michelle Gibson, consulente di Promar International, ha affermato che esistono molte opportunità per aggiungere valore al pomodoro, insistendo su fattori quali gusto, zona di provenienza, qualità e, per i consumatori più giovani, anche sul colore.
Massimo Enzo, direttore marketing di S&G per i vegetali da frutto, ha evidenziato la forte presenza del pomodoro sulle tavole di tutto il mondo rimarcando poi le differenze esistenti a livello di gusto tra i consumatori dei diversi stati europei. L'italiano, ad esempio, consuma tre volte su dieci un “insalataro rotondo” o “costoluto”, il tedesco preferisce la tipologia a grappolo, lo spagnolo ha maggiore passione per il “beef” verde.
Giuseppe Nocca, docente di nutrizione alla scuola alberghiera “Angelo Celletti” di Formia, ha presentato studi condotti sul gusto di diverse varietà di pomodoro, arrivando a sviluppare per diverse tipologie un vero e proprio “aromagramma”, grafico che raccoglie e mette in relazione tra loro i parametri relativi a dolcezza, acidità, farinosità, croccantezza, fruttato e sapidità. Tutti parametri che i produttori e i distributori potranno tenere in considerazione per proporre un nuovo approccio al pomodoro tra i fornelli.
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