|
|
I luoghi del Tour
Ci limitiamo, per ora, a menzionare solo alcuni dei tanti ed interessanti luoghi visitati
Castelli
alle pendici del Monte Camicia, è situato questo interessante borgo medievale definito Città della Ceramica. Le origini della ceramica castellana si fanno risalire al XIII sec., ancora oggi lungo le sue caratteristiche vie si trovano numerosi laboratori artigianali dei maestri ceramisti. Di grande interesse sono il Museo della Ceramica, la Chiesa di San Donato, il cui soffitto fu definito da Carlo Levi “la Cappella Sistina della Maiolica italiana”, l'Istituto d' Arte con moderni laboratori ed il sorprendente e maestoso Presepe Monumentale.
Teramo
sorge tra la riviera e il Gran Sasso, i Romani la chiamavano Interrania, città tra i fiumi, perché attraversata dal Tordino e dal Vezzola. Il Duomo, edificato nel 1158, è il suo simbolo. Predomina in esso lo stile romanico, ma presenta anche numerosi elementi gotici come il Campanile del XV secolo, opera di Antonio da Lodi, con formelle di ceramica di Castelli. La visita al Museo Archeologico, aiuta a comprendere le origine storiche della città.
Campli
presenta un magnifico centro storico che ha mantenuto intatta la conformazione urbanistica medievale. Simboli della città sono il Palazzo Farnese, la Cattedrale di Santa Maria in Platea e la Chiesa di San Paolo con la raccolta e suggestiva Scala Santa.
Loreto Aprutino
ha un'antica storia il cui primo capitolo inizia con l'alto medioevo e l'antico agglomerato urbano ha conservato lo “schema avvolgente”, un nucleo, cioè, disposto a corona sull' altura attorno al Castello Chiola ed alla Chiesa di San Pietro Apostolo. Il monumento più importante di Loreto Aprutino è la Chiesa di Santa Maria in Piano, fra i più interessanti d'Abruzzo, è monumento nazionale per la spiccata personalità architettonica e per i cicli di affreschi, conservati al suo interno, che per la loro unicità sono considerati straordinari.
Da sempre questo territorio ha derivato la propria economia dall'agricoltura e, nello specifico, dalla produzione dell'Olio di Oliva ricavata dalla Dritta, bella e speciale varietà autoctona delle colline vestine. La gente di Loreto ha sviluppato in questo campo una vocazione millenaria. Fra la fine dell'800 e l'inizio del `900 la qualità dell'olio loretese travalica i confini meridionali e si afferma in Italia ed in Europa, raccogliendo consensi a Milano, Torino, Vienna, Parigi dove fu presentato in contenitori e prestigiose bottiglie disegnati dal famoso artista Francesco Paolo Michetti. Ben presto la fama valicò l'Oceano e giunse negli Stati Uniti che divennero assidui estimatori dell'olio extra-vergine di oliva. Una interessante e bella storia raccontata anche dai documenti e dalle testimonianze del locale Museo dell'Olio, allestito nel Castelletto Amorotti, che originariamente ospitava il pluripremiato frantoio di Raffaele Baldini-Palladini.
Una data da segnare per visitare questo attraente borgo potrebbe essere quella della domenica di Pentecoste per la Festa di San Zopito Martire. E' una festa mobile, ma che generalmente cade nel mese di Maggio, caratterizzata da una particolare atmosfera in cui i Rituali del Bue del Santo e del Ritorno dei Vetturali calamitano l'attenzione quando il bue sacro, cavalcato da un bambino-angelo, attorniato dai contadini che lo hanno allevato, incede maestoso per le vie del centro storico per raggiungere la Chiesa di San Pietro Apostolo sul cui sagrato riceve la benedizione dell'abate mentre compie il rito della genuflessione! Sempre nella stessa mattinata, si perpetua l'usanza di far sfilare per le vie del Centro Storico figuranti rappresentanti le antiche corporazioni rurali della cittadina unitamente a personaggi a cavallo in ricordo dei “Vetturali” che in passato, chiedendo la protezione del Santo dal pericolo rappresentato dai briganti, si avventuravano in lontani centri per commerciare l'olio.
Civitella del Tronto
ultimo baluardo del Regno di Napoli, è sicuramente uno dei simboli della provincia di Teramo. Invidiabile per la sua posizione panoramica, a sedurre è il Forte, immenso con le sue piazze d'armi, i bastioni, i caminamenti, con l'annesso Museo che ne racconta la storia .
Immersa nel Parco Nazionale del Gran Sasso, offre un connubio irripetibile tra la storia e la natura incredibilmente seducente. Salendo alla Fortezza si apre al visitatore un paesaggio esteso, immenso che dalle vette, attraverso la dolce collina, degrada fino al mare.
Chiarissime le testimonianze dell'insediamento riferibili all'anno mille, epoca nella quale la popolazione si rifugiò su un bastione naturale per sfuggire ai barbari. L'incastellmento fu completato con l'edificazione, da parte degli Angioini nel 1280, di una imponente cinta muraria munita di cinque torrioni. I simboli della città fortezza sono perfettamente visibili nei palazzi e nei e nelle case del borgo. Addentrarsi per le sue vie , affascinanti e misteriose, tra le quali “la Ruetta” il vicolo più stretto d'Italia!, significa scoprire insospettati tesori artistici. Ma ad affascinare, dicevamo, è soprattutto la Fortezza. Considerata una delle più interessanti opere di ingegneria militare mai realizzata in Italia, con i suoi 25000 metri quadrati di superficie è la più grande d'Eurapa. Straordinario belvedere, presenta ben tre splendide Piazze d'Armi. Edificata dagli Spagnoli tra il 1564 ed il 1576 per difesa, conserva inalterato tutto il suo fascino.
Dal cuore del borgo, attraverso una rampa, si giunge al primo dei bastioni fortificati, quello di San Pietro, che ospitava uno dei posti di guardia ed il ponte levatoio. Una volta varcato l'ingresso inizia un viaggio indimenticabile, alla ricerca del passato nel segno della contemporaneità. Alla scoperta della storia, l'appassionata e preparata guida, Bruno Martelli, Presidente anche della Cooperativa “Progetto Fortezza e Territorio”, ci racconta di quando il baluardo spagnolo fu insignito del ruolo di sentinella , l'ultima, la più prossima al confine settentrionale del Regno di Napoli , prima, e di quello delle Due Sicilie, dopo, frontiera che a lungo fu chiamata a difendere. L'ultima anche a cadere, dopo un lungo assedio, il 20 marzo 1861, sotto i colpi dell'esercito sardo-piemontese, proteso al raggiungimento dell'Unità d'Italia.
Ancora palesamente vivo resta il sentimento filo-borbonico in questo luogo e nelle parole di chi ci guida!
Anche i sapori dei piatti raccontano la fierezza della gente del posto.
Tra le pietanze che la caratterizzano ancora oggi si scorge la presenza dei sovrani napoletani. Pertanto le “Ceppe”, il “Pollo alla Franceschiello”e il “Filetto alla Borbonica”, prima di essere piatti tipici sono la storia della Città-Fortezza. Piatti rinomati che vengono abbinati a Vini altrettanto apprezzati, come quelli della Val Vibrata.
Attraverso le sue Strade del Vino si possono gustare qualità davvero eccellenti.
Da queste parti proposte stimolanti anche nel campo imprenditoriale non mancano e l'offerta turistica è ricca e diversificata.
La Chinook è una realtà produttiva specializzata nella lavorazione ed affumicatura di prodotti ittici pregiati, attiva dal 1992, rappresenta una azienda di rilievo non solo per Civitella del Tronto, ma anche in Italia per la realizzazione di prodotti affumicati.
Farindola
comune montano in provincia di Pescara, con circa milleottocento abitanti. Fa parte del Parco del Gran Sasso e Monti della Laga. Agli inizi del 900 Farindola era il più popoloso paese dell'entroterra vestino ed aveva un patrimonio ovino notevole, grazie alla disponibilità di un pascolo pubblico molto esteso. Il suo declino, come molte altre zone, non solo interne, di questa Regione è culminato con le grandi emigrazioni del dopoguerra. Simbolo dell'Area Vestina, il Pecorino di Farindola, prodotto dalle contadine del posto, che nella manualità esprimono l'antica ritualità, ha la singolare particolarità di essere fatto con il caglio di maiale adulto e di prendere il nome della donna a cui è affidato il compito, nelle varie aziende agricole, di fare questo saporito formaggio che racchiude l'aroma di erbe buone degli estesi verdi pascoli.
|
|