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Per spegnere 100 candeline :
1905-2005,
l’anniversario delle Ferrovie dello
Stato, della Fabbri e
della La Versa
di M. Alba Simigliani
…“Un
bello e orribile
Mostro
si sferra,
Corre
gli oceani,
Corre
la terra:
Corrusco e fumido
Come i vulcani,
I monti supera,
Divora i piani;
Sorvola i baratri;
Poi si nasconde
Per antri incogniti,
Per vie profonde;
Ed esce; e indomito
Di lido in lido
come il turbine
Manda il suo grido”…
(G. Carducci)
Nella storia
della civiltà contemporanea, nata con la macchina a vapore, i primi anni del
Novecento segnano l’affermazione della seconda rivoluzione industriale e della
civiltà di massa, nella quale ancora viviamo.
Nella memoria di oggi, non sempre restano tracce corrispondenti
all’importanza storica di alcuni avvenimenti di quegli anni, fondamentali per
comprendere lo sviluppo del nostro Paese.
L’epoca moderna in Italia sembra proprio arrivare con la
sbuffante locomotiva a vapore celebrata nelle tele dei pittori (da Sironi a
Hopper, da De Chirico ad Adrian-Nilsson, … ), nei films, in letteratura, in
numerose pagine di prosa e nei versi di grandi poeti, come il Carducci, artisti
che identificarono nella ferrovia la principale immagine di progresso del
proprio tempo.
Fattore di un progresso non solo tecnologico, ma anche
economico e sociale, opportunità di contatto reciproco tra le regioni, il treno
dà un’importante impulso alla conoscenza del territorio, rompe l’isolamento
delle periferie, avvicina il Sud al Nord.
Nel 1905, quando
Einstein pubblica i primi studi sulla relatività che cambiano l’immagine del
mondo e la concezione dell’uomo, del tempo e dello spazio, nascono le
Ferrovie dello Stato. Le strade ferrate, gestite da tre grandi compagnie
private, con la legge 137 divengono
dipendenti del Ministero dei Lavori Pubblici. Treno dopo treno agli italiani la
sigla FFSS diventa via, via più familiare e il tempo cambia marcia.
Con il treno le distanze si
accorciano, la Penisola scorre veloce dietro i finestrini. Il treno entra nel
mito. Simbolo di progresso, sinonimo dell’avvenirismo. Sul treno viaggiano la
guerra e la pace; le speranze, i sogni, gli amori; gli affari e gli affetti; le
idee e le merci; viaggia l’Italia in movimento e l’identità del suo popolo con
quel ricco e fantastico patrimonio eno-gastronomico che non conosce eguali nel
mondo!
1905 – 2005: il Centenario consente
l’emozione di un viaggio a ritroso nel tempo. Un viaggio da gustare lentamente.
Una Festa di mente, di cuore , di sensi con 100 candeline da spegnere
uno alla volta ascoltando i primi passi e
facendosi sfiorare dalla
passione di chi cento anni fa ha preso “il treno” dell’intraprendenza.
Partiamo anche noi, ma col treno
della memoria, il solo mezzo che, ancorandoci saldamente al passato, può
assicurarci di non smarrirci e di restare sulla strada maestra dello sviluppo
del futuro.
La Piccola scena nel grande
teatro del mondo su cui facciamo scalo (la prima fermata) si svolge in
Emilia-Romagna ed è interpretata da Gennaro
FABBRI.
Capitano
coraggioso di un ambizioso progetto, guardandosi intorno e vedendo lontano, a
Portomaggiore, vicino Bologna, nel 1905, da una piccola drogheria, entra nel settore della
distillazione, distinguendosi presto sia per i suoi innovativi prodotti che per
la scelta dei contenitori, si afferma nel mondo della distillazione e dintorni.
L’intuito e la forza creativa delle idee rivolgono l’attenzione a cogliere i
suggerimenti anche dal mondo politico e
culturale e danno alla luce, tra l’altro, il distillato “Primo Maggio” e
l’“L’Amaro Carducci”, un liquore dedicato al poeta, insignito del premio Nobel
per la poesia nel 1906, entusiasta celebratore dei miti della scienza e del
progresso.
Chiudendo
gli occhi e concentrandosi un poco, è possibile accogliere l’invito e
partecipare al ricordo e alla festa.
Bussa alla porta senza problemi,
ad accoglierti c’è il famoso vaso in
ceramica faentina decorata in bianco-azzurro delle Amarene Fabbri, la
sola vista basta ad accendere gli altri
sensi ed a percepire e distinguere il profumo dolce e benigno, assaporare il
piacere rotondo del frutto giulebbato che ha il sapore antico delle buone cose
fatte in casa….
Mentre il treno corre sempre più
veloce fra le campagne e il mare, attraversa fiumi e valli, prende sempre più
vigore e cresce la laica ed energica vitalità della “Premiata Distilleria Liquori G. Fabbri”. Sciroppi, granatine,
liquori, succhi di frutta, confetture, marmellate raggiungono le case, le pasticcerie, le gelaterie. Consolatorie ricette
del “buon gusto”!
Come
una “missione gastronomica” fondata da Gennaro, si espande e ha sempre più
seguaci.
In un
secolo porta fabbriche e sedi anche in
altri continenti, coinvolge figli,
nipoti e pronipoti, tutti protagonisti della moderna imprenditoria
internazionale, impegnati in una gamma di 1200 prodotti destinati al canale
gelateria-pasticceria.
Lo
sviluppo è un grande cantiere che richiede la partecipazione di “operai
specializzati” in grandi progetti con
obiettivi alti, difficili, che sanno di utopia, ma sono possibili, che indicano
ed incoraggiano una tendenza, un’attitudine tutta italiana, di cui non si ha
sempre coscienza.
Il Centenario
è l’occasione per liberare la memoria del tempo imprigionata nelle crepe, non
per disperderla nel vento, ma per custodirla nel tempio della storia.
La Festa di Compleanno dei Liquori Fabbri e del suo
fondatore diventa per le nuove
generazioni una bussola preziosa per
conoscere la direzione, per apprendere il coraggio e la fiera soddisfazione di
realizzare un sogno!
Nel
panorama di quegli anni nasce e si afferma un’ altra storia: quella di La Versa.
Dà il
primo vagito il 21 maggio del 1905. Con l’entusiasmo del Presidente Cesare Gustavo Faravelli e di 22 Soci, nasce la Cantina Sociale di S. Maria della Versa.
Nella riservatezza e con lo
scopo di “ricevere le uve dei soci e di produrre con esse una o più qualità di
vino di tipo costante e di promuoverne la vendita nell’interesse comune” inizia
il futuro di questa Cantina ed un patto solenne con il territorio.
1905-2005:
sono passati Cento anni dal giorno in cui
cominciò la straordinaria avventura in Valle Versa.
Oggi 750 viticoltori, 480 aziende agricole, su di un
territorio di 1300 ettari, proiettato in una dimensione nazionale e
sopranazionale, conservano intatto il legame con le proprie radici, ben salde
sulle colline dell’Oltrepò Pavese: situate a metà tra Polo Nord ed
Equatore, in corrispondenza del 45° Parallelo, nel cuore della “fascia della vite”. Storia e vocazione
si intrecciano nel racconto di questa terra che ha visto la viticoltura
protagonista fin dall’antichità.
Veduta dall’alto questo luogo ha la forma di un grappolo d’uva.
Segno del destino! Altra vocazione questo territorio non poteva avere.
L’anniversario delle Ferrovie
dello Stato, della Fabbri e
della La Versa offre l’occasione per brindare col tradizionale e
delizioso “Fior
d’Arancio”, dolce spumante dal delicato ed
aromatico profumo fruttato, a lungo persistente, o con il “Testarossa Principio”, creato dalla ditta La Versa per il Centenario,
Gran Cuvèe della famiglia dei “Brut”, che assaporiamo con gusto voluttuoso.
Partecipiamo
volentieri alla festa che invita a ricomporre il quadro, a rimetter insieme le
tessere di un mosaico, a fermarsi a riflettere, senza l’inutile fretta, per
cogliere l’esempio di storie di positiva intraprendenza, di coraggio, intelligenza creativa e generosa.
Apprezziamo il ricordo e la volontà di chi non enfatizza il presente ma nutre
l’ormai raro sentimento della riconoscenza
Sono
tasselli vivi, non rottami del passato, palpitanti ancora. Quello che resiste nel tempo è frutto di un cammino lento nella
continuità; lo sviluppo è nella conservazione
che permette l’innovazione. Oggi celebriamo, raccontiamo, “scendiamo e stazioniamo” in queste storie, ma non
diciamo solo c’era una volta… perché c’è ancora.
C’è ancora il “dolce” Italian-style che conquista il mondo
che, per grande intuito e molte idee innovative, ancorate alla tradizione, può, in alcuni settori, essere il primo
della classe se favorito da un’accorta politica di consapevole e lungimirante
valorizzazione.
Il colosso mondiale della pasticceria: La Fabbri oggi ha al vertice
dell’Azienda la quinta generazione della famiglia: Andrea, Nicola, Paolo, Umberto e la sua sede produttiva
maggiore ad Anzola Emilia con 250
dipendenti impegnati in una gamma di 1200 prodotti destinati al canale gelateria-pasticceria. Custode e guardiano: un
gigantesco e classico vaso bianco-azzurro!
Oggi La Versa è una società per azioni che produce vini,
spumanti e distillati come 100 anni fa, soltanto con uve selezionate
provenienti dalla Valle Versa a sottolineare l’intatto legame con il territorio
e l’arte del vino in vista della qualità e dell’eccellenza.
E c’è già il Treno di domani: telecamere per la
sicurezza, display per le informazioni, tv, internet a banda larga. I convogli
del futuro non saranno soltanto più veloci, più sicuri ed ecologici, ma anche
più confortevoli per usare meglio e più piacevolmente il tempo a bordo.
Ce lo auguriamo per poter continuare a viaggiare e
raccontare, o meglio “scendere alla stazione” di 100 altre storie, gustare cibi
prelibati e brindare ancora con vini di qualità!
Per ulteriori notizie ed informazioni:
www.fabbri1905.it
www.laversa.it
www.comunicazioni.it/it/index.php?IdPag=996
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