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L'ALTA VALLE DEL
VOMANO: UN VENTAGLIO DI COLORI E DI SAPORI FRA STORIA, CULTURA, ARTE,
NATURA, ENOGASTRONOMIA E FOLKLORE
di Alba Simigliani
La memoria degli
Appennini è un grande contenitore di identità storiche e culturali
: un passato prossimo che rilascia al visitatore gocce di saperi, di
valori, di atmosfere di forte legame con la natura e con le genti che
l'anno preceduta.
Propaggine di un mondo antico e remoto che l'odierna società, spesso
frammentaria e rumorosa non ha ancora cancellato, l'Abruzzo delle
montagne è stato scritto e raccontato dai viaggiatori del '700 come
terra selvaggia, un luogo a tratti mitico con una eredità culturale
millenaria. Aspetti che sono peculiari della identità delle genti
della montagna teramana.
I
tanti borghi dell'entroterra teramano custodiscono intatto un
patrimonio unico e sorprendente.
Inaspettati tesori attendono il visitatore: usanze, sapori e memorie
del passato vanno incontro al turista che sogna una meta in un
ambiente bello e vario. Tutte
le aspettative saranno ricompensate nell'area protetta più estesa
d'Europa e nei tanti borghi compresi
nel
territorio del
Parco Nazionale del Gran Sasso Monti della Laga.
La montagna e il mare
rappresentano una risorsa di tutto il territorio abruzzese. In
questa regione in meno di un'ora si può arrivare dai picchi innevati
dell'Appennino centrale al litorale costiero di sabbia fine e dorata
dell'Adriatico. Ancora più agevole è questa offerta turistica nel
territorio teramano che si completa con le suggestive meraviglie del
paesaggio collinare e dei piccoli borghi medievali. La costa delle
“sette sorelle” (così come vengono definite le cittadine
balneari teramane: Martisicuro, Alba Adriatica, Tortoreto,
Giulianova, Roseto degli Abruzzi, Pineto e Silvi), premiata con sette
bandiere blu per l'eccellenza dei servizi turistici, è a trenta
minuti da Teramo e a meno di un'ora dalla stazione sciistica di Prati
di Tivo, sovrastata dalla severa, dolomitica maestosità del Gran
Sasso e tutelato dal Parco Nazionale oltre che da numerose
Riserve.
(www.gransassolagapark.it)
Riferimento
privilegiato del territorio che dalle vette del Gran Sasso arriva al
mare è Teramo.
Città antica che da
sempre occupa una posizione di naturale dominanza circondata da una
ricca vegetazione di vigneti ed uliveti, che danno vita all'olio
extravergine Dop Pretuziano delle Colline Teramane e la Docg del
Montepulciano d'Abruzzo “Colline Teramane”: due eccellenze di
questo variegato territorio.
L'impegno
della Provincia di Teramo e delle Istituzioni ed Enti è sempre
crescente per un'offerta turistica che comprende l'intero arco
dell'anno e l'intero territorio.
“Da
diversi anni la Provincia di Teramo è impegnata a far conoscere e a
promuovere il suo ricco patrimonio e lodevole ed efficace è
l'iniziativa di organizzare in estate gite che dalla costa permette
ai turisti di vivere anche le bellezze ed i sapori dell'entroterra”
- a
sottolinearlo è
l'Assessore al Turismo Ezio Vannucci che
ci tiene a ricordare che
- “La cucina
teramana –
si distingue anche
da quella delle altre provincie abruzzesi perché ha saputo
conservare i piatti della tradizione contadina ed agropastorale, ma
anche ingentilirla con gli influssi delle tante culture che si sono
avvicendate su questo territorio.”
Se
ne può avere un saggio nel Ristorante
della Corte dei Tini
presso il raffinato Relais
di Villa
Vomano
( per informazioni: tel.0861 319510 –
) con gustosi piatti della tradizione innaffiati dagli ottimi vini
delle numerose
Aziende
del territorio, tra i quali spiccano quelle Vitivinicole
di Strappelli e
di Emidio Pepe a
Torano Nuovo,
come quella di
Centorame di Casoli ad
Atri, o
di Faraone di
Giulianova,
e ancora Illuminati
di
Controguerra,
Nicodemi di
Notaresco, San Lorenzo di
Castilenti.
Nella
tipica trattoria da “Rosy”
ad Isola del Gran
Sasso,
l'accogliente cuoca conquista prima ancora che con le sue specialità,
con l'aperto sorriso che sa di “buono” ed aggiunge sapore ad una
cucina schietta e generosa. Specialità che lasciano il segno in Via
San Gabriele 94 – tel. 0861 976244.
Il
sapore cresce ed aumenta continuando a salire in vetta.
A Prati di Tivo l'
Hotel Miramonti
si presta a banchetti memorabili e a gran Galà di sapori in
collaborazione con il prestigioso Istituto Alberghiero “Di
Poppa-Rozzi” di Teramo (
www.iisdipopparozzi.it
) L'Hotel
Miramonti è a più di di 1400 m. su un altipiano mozzafiato alle
pendici del Gran Sasso, un grande ed articolato complesso,
riferimento fondamentale per tutte le attività culturali e sportive
estive ed invernali.
(www.parconazionalegransasso.it
)Eccellenti anche i vini della sua fornita Cantina: fra le numerose
Aziende
Vitivinicole
di questo vocato territorio spiccano quella di De
Angelis Corvi
e Camillo Montori
di
Controguerra,
o di Lepore di
Colonnella,
la Quercia di
Morro
d'Oro, le
Tenute del
Barone di
Valforte di
Silvi, ma
anche
Cerulli Irelli Spinozzi di
Castellalto e
Barone Cornacchia di
Torano Nuovo, Villa Medoro di
Atri e
Anfra di
Pineto.
Mangiare
nelle generose terre di Teramo significa assaggiare la cultura
gastronomica abruzzese per eccellenza.
Una
cucina fatta di prodotti della terra e dell'allevamento che le
massaie ed i cuochi hanno saputo ed ancora oggi sanno interpretare al
meglio.
I
maccheroni alla chitarra
sono
uno dei piatti
abruzzesi più famosi, è impreziosito e più ricercato con il
tipico sugo con polpettine di carne, fra i maccheroni tirati a mano
anche le ceppe
sono tipiche e senz'altro da provare, così come straordinarie sono
le screppelle
o crespelle 'mbusse,
molto simili alle crepes, bagnate in brodo di gallina e spolverate di
pecorino; oppure sistemate a timballo come le lasagna, così come
sono deliziosi i papicci,
piccoli fazzoletti di pasta conditi con fave e pomodoro.
Assolutamente squisiti e sorprendenti i
ravioli di ricotta nella versione dolce
ma conditi col ragù di
carne.
Anche
la preparazione delle carni esprime grande raffinatezza, come il
tacchino alla canzanese,
una delicata ricetta della cucina popolare di Canzano,
paesino affacciato sulla Val
Vomano. Il tempo lungo di
cottura, 5 ore e il profumo di spezie di montagna conferiscono a
questo piatto freddo una delicatezza ineguagliabile. Tipico di
Canzano è anche un dolce delle grandi occasioni: lo Storione,
una insolita forma di pesce che racchiude un gustoso impasto di
mandorle e strati di cioccolata e crema.
E
poi che dire delle mazzarelle
che riportano alla memoria tutta la saggezza della civiltà pastorale
e l'abilità di utilizzare tutte le parti dell'agnello. Così le
interiora, cotte prima nel tegame con gli odori della montagna,
avvolte da foglie di indivia e legate con budelline dello stesso
animale, restituiscono al palato un gusto piacevolmente e
sorprendentemente raffinato.
La
fama degli arrosticini,
inoltre, ha
varcato
da tempo i confini e conquistato grandi e piccini!
Per utilizzare anche la carne di pecora o di castrato, la si infila
a tocchetti in uno spiedino. Una soluzione dei pastori che, si
racconta, sia stata adottata nell' 800 anche dai briganti per
cuocere la carne col minimo fuoco e inavvistabile fumo. Gli
arrosticini, insieme alla profumata porchetta,
in
estate sono
protagoniste in
tutte le numerose feste, sagre e fiere d'Abruzzo.
Virtuoso
non solo di nome,
ma anche di fatto è il
piatto del 1 di maggio:
le Virtù.
Dalle
origini remote, è sicuramente il piatto teramano per eccellenza che
riassume tutte le straordinarie peculiarità di questi luoghi. Da
rituale antico e contadino è diventata comunque una più o meno
laica esuberanza di profumi e sapori che, se ben concertata ed
equilibrata a dovere, diventa una vera sinfonia e, dunque, un
capolavoro da gustare religiosamente e da accompagnare con un
brillante e profumato Cerasuolo delle Colline Teramane.
Già
nell'antica Grecia durante le feste primaverili dedicate a Dionigi,
il romano Bacco, venivano sacrificati pentoloni di Panspermia ( tutte
le sementi) cotte. Un rito che conserva tutto il suo sapore e valore
apotropaico e che contiene simbolicamente il senso pregnante del
trasferimento delle proprietà magiche della resurrezione. Legato al
significato della virtus latina nel senso di forza per resistere alle
avversità, è una sorta di ricco minestrone in cui si trovano tutti
gli “avanzi” delle provviste invernali che si incontrano con le
primizie del miracolo della primavera, ma che racchiude soprattutto
tutta l'intensità ed il sapore della storia. Quasi un racconto
mitico che narra di un popolo parco e fiero e ricorda come nulla è
scontato e si ha sempre bisogno di grande inventiva e di riti
propiziatori per superare le difficoltà e le incertezze che ogni
stagione, ogni vita ed ogni epoca porta con sé. Il piatto
ritualistico-magico del rito pagano, nel suo lungo cammino, ha
incontrato le virtù cristiane ed ha assunto anche un aspetto
caritatevole, è obbligo, infatti, donarne ai vicini ed ai più
poveri.
Come afferma il prof. Michele
Eligio Filipponi,
studioso e profondo conoscitore del territorio.
Elencare,
inoltre, tutti i salumi ed i formaggi che offrono i pascoli ricchi di
profumate erbe di questa montagna sarebbe troppo lungo: ma non si
può non menzionare la ventricina
o la salsiccia
spalmabile,
commercializzati anche in vasetti di vetro, o il
pecorino di Farindola,
che è
senza dubbio il più conosciuto fra i formaggi. Ma il
cacio fritto è davvero
una golosità: anche solo immaginare come fila in bocca la morbidezza
del cacio appena caldo, dopo aver addentato la pastella croccante,
mette in moto il desiderio di una gustosa vacanza fra questi dolci e
lussureggianti luoghi!
I
VINI DELLE COLLINE TERAMANE
La
Provincia di Teramo può considerarsi l' avamposto dell'enologia
abruzzese con le numerose aziende storiche ben distribuite nello
straordinario territorio con i vigneti di media e alta collina
calcareo- argillosa, segnato a nord dal fiume Tronto ed attraversato
da altri cinque fiumi che assicurano un clima ideale e donano potenza
ed eleganza ai vini delle terre teramane. Il felice binomio
vitigno-territorio conferisce particolare forza al Montepulciano
e vivacità al Trebbiano
che rappresentano la gran parte della base produttiva delle due Doc
più importanti della regione, ma interessanti peculiarità sono
espresse anche nella Passerina,
nel Pecorino
e nel Montonico.
I bianchi da vitigni autoctoni, riscoperti di recente (certificati
come Doc Controguerra, come Doc Abruzzo e come Igt) che affiancano
degnamente il più conosciuto Trebbiano d'Abruzzo Doc. Si tratta di
vini di grande piacevolezza e di forte caratterizzazione con floreali
fraganze, con note agrumate più o meno accentuate.
I
produttori teramani hanno ottenuto nel 1995 il riconoscimento della
sottozona “Colline
Teramane” per il
Montepulciano d'Abruzzo doc, e nel 1996 la Denominazione di origine
controllata Controguerra
che riunisce diverse tipologie di vini rossi e bianchi prodotti nei
territori dei comuni di Controguerra, Torano Nuovo, Ancarano,
Corropoli e Colonnella. (www.collineteramane.com).
Il
grande risultato arriva con il riconoscimento della Docg
al Montepulciano D'Abruzzo “Colline Teramane”
con rigoroso disciplinare. Un vino elegante ed appassionato che trova
la sua caratteristica nella tonalità di colore rubino intenso e nei
profumi ricorda l'amarena, la liquirizia, le spezie che si riscoprono
al palato con un gusto pieno, strutturato e vellutato, di buona
profondità gustativa. Accanto c'è il Cerasuolo
d'Abruzzo fruttato e
fragrante.
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