|
Nelle
terre di Siena e tra i Borghi più belli d'Italia
Orcia Doc ha festeggiato i suoi primi
10 anni
Nella Val d'Orcia dal 24 al 26
settembre si è svolto ” Divin Orcia”- Evento simbolo del
Consorzio del Vino Orcia. La festosa e coinvolgente manifestazione è
stata anche occasione per “assaggiare” e scoprire altri tesori
del territorio patrimonio UNESCO
a cura di Alba Simigliani e Nicola
Zinni

Nella
dolce
e serena Valle dell' Orcia, Patrimonio dell'Umanità, il Festival
Divin Orcia, dedicato
alle eccellenze locali di vini doc, è la rassegna più importante e
completa di uno dei più piccoli consorzi della Toscana. Nel
paesaggio argilloso delle Crete assetate d'acqua, sottili cipressi
punteggiano il territorio e conferiscono ad esso un fascino quasi
mistico. Fra vigneti ed uliveti spuntano ville, casali, fattorie,
castelli e antichi borghi: bellezze da visitare e conoscere.
Vino e territorio si sostengono e si promuovono
vicendevolmente, e l'uno favorisce la conoscenza dell'altro. Insieme
mirano alla qualità.
Nel
primo sito rurale scelto dall'Unesco per il prestigioso
riconoscimento, è nato nel 2000 il Consorzio
del Vino Doc Orcia
per rappresentare un territorio vasto incastonato tra le rinomate
realtà del Brunello e del Vino Nobile di Montepulciano. 13 i Comuni
che ne fanno parte: Buonconvento,
Castiglione d’Orcia, Pienza, , Radicofani, San Giovanni d’Asso,
San Quirico d’Orcia e Trequanda, e
parte dei Comuni di Abbadia
San Salvatore , Chianciano Terme, Montalcino, San Casciano dei Bagni,
Sarteano e Torrita di Siena. La
superficie dei vigneti iscritti all’albo della Doc Orcia è pari a
400 ettari, attualmente costituito da 39 produttori, di cui 28
imbottigliatori. Una zona cerniera, dunque, tra le due grandi
celebrità: il Brunello ed il Nobile che avrebbero potuto
"schiacciare" sul nascere la nuova DOC. Ma la doc Orcia non
si è lasciata "soffocare". Con
i famosi ed eccellenti vini confinanti l'impresa non era facile, il
Consorzio ha, però, puntato sui vitigni autoctoni e la scelta si è
rivelata vincente. Qui oltre al Sangiovese troviamo Foglia Tonda,
Colovino, Canaiolo, Malvasia Nera, che prendono il loro carattere
dall'inconfondibile territorio e che danno alla doc Orcia particolare
potenza ed eleganza, intenso profumo e morbidezza. Altro
punto di forza è senz'altro la possibilità di valorizzare il vino
prodotto attraverso la straordinaria immagine del territorio della
Val d'Orcia. Un territorio sul quale da un decennio sono accesi i
riflettori del mondo e che ha conosciuto ultimamente un notevole
sviluppo accompagnato da una forte sostenibilità ambientale e
paesaggistica.
L'evento
istituzionale del Consorzio del Vino Orcia
quest’anno ha scelto come location il Museo
della Mezzadria Senese,
orgoglio di Buonconvento e
di tutta Siena, per il Banco d'assaggio dei vini Orcia Doc
gestito dai produttori:
Belsedere,
Berni Valentino, Campotondo, La Canonica, Capitoni Marco, Fattoria
Resta , Mencarelli Sonia, Az. Il Pero, Podere Casella, Podere Forte,
Poggio al Vento, Poggio Grande, La Ripolina, Santa Maria, Sante
Marie di Bagno Vignoni, Sampieri del Fa, SassodiSole,
Az.Trequanda/F.Pensioni Cariplo.
All'interno
due interessanti Educational hanno ulteriormente arricchito una
manifestazione molto sentita e partecipata: “In
un calice di vino l'anima di un territorio”
guidata dal giornalista Enogastronomo Virgilio Pronzati e “L'anima
forte del Sangiovese Orcia” guida il degustatore
professionista Lorenzo Colombo.
Intervista al
Presidente del Consorzio: Donella Vannetti
Un
piccolo Consorzio, ma con un grande cuore che batte forte e rende
particolarmente vitale questa realtà a cominciare dal suo Presidente
storico Donella Vannetti, donna coraggiosa e schietta,
visibilmente soddisfatta di questa riuscita edizione di “Divin
Orcia”, alla quale rivolgiamo alcune domande:
Innanzitutto, come mai
è stata scelto il Museo della Mezzadria di Buonconvento come sede
per il banco d'assaggio?
Qui ci è piaciuto festeggiare il decennale della moderna
viticoltura senese oggi rappresentata anche dalla Doc Orcia, perchè
qui è partita la vita rurale. Quello che oggi ospita il Museo della
Mezzadria era un’antica tinaia restaurata dalla Fondazione Musei
Senesi.
Questo prestigioso restauro ci offre l’occasione per
ripercorrere le nostre radici, proprio nell'Anno del Mezzadro,
dichiarato dalla Regione Toscana. Più di altre zone della Toscana
la nostra ha conosciuto periodi di miseria ed i mezzadri furono
costretti ad emigrare. Dunque qui ieri e oggi, passato, presente e
futuro si fondono in un calice di vino Orcia. Noi non intendiamo
dimenticare le nostre origini e con il Consorzio vogliamo
contribuire allo sviluppo di questo territorio riconosciuto
universalmente fra i più belli del mondo.
Per questo nasce la doc Orcia?
La Val
d'Orcia in particolare e le altre zone rientranti nella doc, dopo la
fine della mezzadria avevano risentito dell'abbandono e della caduta
di produttività. Ecco che l'istituzione di una Doc in questa vasta
area, voleva stimolare la rinascita di un'agricoltura di reddito.
Dalle mappature attentamente fatte dalla Provincia di Siena, questa
zona risultava altamente vocata: ottima terra da Sangiovese. La
doc Orcia ha un'origine politica, nacque nel 2000 per volontà dei
13 comuni della parte meridionale della Provincia di Siena, in
particolare l'area incastonata tra le aree vinicole del Vino Nobile
e del Brunello, e comprensiva dell'area Chianti. Ovviamente,
gli accordi politici, pur sani e di buona volontà, devono tener
presente gli aspetti commerciali, i progetti sullo stile dei vini,
la coerenza delle espressioni di questa Doc. Obbiettivi difficili da
raggiungere in un territorio così vasto e diverso. E certamente
l'iniziale disciplinare oggi difficilmente regge ad un sistema così
esigente e in crisi come quello del vino. Ecco che siamo in attesa
del nuovo disciplinare con importanti novità.
Ancora una volta la strategia del Consorzio Orcia
ha puntato sulle sinergie
Il sistema Orcia ha coinvolto quest'anno il Comune di Buonconvento,
il Museo della Mezzadria Senese, ma anche L'Apt Terre di Siena
Chianciano e Valdichiana e le Terme di Chianciano. Il merito se si è
giunti a risultati positivi è di tutti ed in primo luogo dei
produttori che lavorano molto ed investono continuamente anche in
tecnologie d'avanguardia.
La
sesta edizione di Divin Orcia si è appena
conclusa, si può parlare di bilanci
e di nuove prospettive? Qual è la strategia
di promozione del Consorzio per il futuro?
Il bilancio di questi 10 anni non può che essere
positivo, grazie anche all’appoggio delle Istituzioni e delle
Associazioni di categoria che ci sono sempre vicine. In questi
momenti di crisi non solo non si assiste ad una diminuzione
dell'imbottigliato, ma nuovi impianti entreranno a regime. Ricordo
che l'Orcia ha tutti vigneti giovani e anche imprenditori giovani.
Il rinnovo del disciplinare sicuramente aiuterà questa
denominazione a rafforzare la propria identità.
Un
bella testimonianza di cooperazione nella Provincia di Siena, quella
di questo Cnsorzio che ha portato nel complesso a ottimi risultati.
www.consorziovinoorcia.it
www.museomezzadria.it
www.turismobuonconvento.it
|