Gallery

 

 

 

L'Assedio alla Villa

si conferma come l' evento più importante

dell'anno a Poggio a Caiano

 

0x08 graphic

 

Tra sfilate e degustazioni, rievocazioni ed attualità, fra antico e moderno,

Poggio a Caiano racconta la sua storia, la vitale operosità,

la gioiosa generosità della sua gente,

e fa sgorgare dal Mascherone il rinomato vino “bono” come tanti anni fa!

 

di Alba Simigliani e Nicola Zinni

 

In posizione strategica sul crocevia Firenze -Pistoia -Prato, a circa 15 Km da Firenze, sulla dolce collina alla destra del fiume Ombrone, sorge Poggio a Caiano. Ultima propaggine orientale del Monte Albano, è alla fine del XV secolo che questo antico borgo della provincia di Prato, conosce maggiore fama, quando l'antico Poggio si lega e si identifica con la celebre Villa dei Medici fatta costruire da Lorenzo il Magnifico su progetto dell'artista Giuliano da Sangallo.

 

Fra i migliori esempi di architettura rinascimentale, che fonde armonicamente la lezione dei classici con elementi caratteristici dell'architettura signorile rurale toscana, la Villa è un ottimo biglietto da visita per questa città che attorno ad essa è cresciuta e si è sviluppata. Bene fanno gli abitanti ad esserne fieri e a raccogliersi attorno ad essa per la tradizionale storica rievocazione ( giunta alla sua XXVI edizione) del Matrimonio di Francesco de' Medici con Giovanna d'Austria nel 1565, ricordato più popolarmente anche come “Assedio alla Villa”, per la straordinaria occasione che fu offerta a tutto il contado di partecipare alla festa e di ricevere cibo e vino a volontà. E', dunque, un insolito“assedio”, festoso e allegro, quello che ogni anno il Comitato Promotore e la Pro Loco con la collaborazione delle Istituzioni ed Enti del Comune, della Provincia e della Regione, fanno rivivere ai visitatori che partecipano sempre più numerosi a quello che è diventato l'appuntamento più atteso e più importante dell'anno per il territorio.

Così come allora l'accoglienza è preparata con cura, affidata anche alla competente professionalità del prof. Raimondo Vacca ed è l'intero borgo a partecipare. Una rara vivacità anima questa città nei giorni dell'”Assedio”: una fila interminabile di artigianato e arte, squisite specialità del territorio, saporiti stand gastronomici e tanto vino, giochi, colori, musica, rappresentazioni e spettacoli.

 

Nel Cinquecento i festeggiamenti durarono mesi e furono affidati all'eruditissimo Vincenzo Borghini e al famoso Giorgio Vasari, ora tutto è concentrato in tre giorni, ma intensi e ricchi di sapori e sorprese; tre giorni di festa e di amore per la propria terra, per la buona cucina e gli ottimi vini.

Tre giorni di festa per far rivivere lo spirito Nobile dei Medici, attorno alle mura del borgo e della splendida Villa, lungo le strade e stradine di un centro storico affollato e arricchito da numerosi allestimenti. E' degna di particolare nota l'esposizione dei prodotti del Consorzio di tutela dei vini di Carmignano, e gli altri prodotti tipici della provincia come il pane, la schiacciata, l'olio, il miele, la mortadella di Prato, i famosi suoi biscotti o cantucci, i fichi di Carmignano, e altri prodotti della gastronomia locale, già riconosciuti al tempo del Granduca, riuniti sotto il titolo di “Baccus”.

 

Il famoso “Carmignano” come cinquecento anni fa viene offerto e bevuto copiosamente. Buon vino e buona cucina attraggono i numerosi visitatori che non rinunciano al tradizionale appuntamento anche quando la pioggia guasta un po' la festa. Per le vie del centro storico sono organizzate "botteghe"di ogni genere, dove artigiani in costume danno dimostrazione dei loro manufatti. Gli stand gastronomici, denominati "Osterie", sono allestiti con addobbi rinascimentali e, neanche a dirlo, sono i più affollati. La festa invade ed assale tutti, non ci si scoraggia: i poggesi, i numerosi espositori, le migliaia di visitatori sfidano anche il brutto tempo! E, dopo l'acquazzone, si ricomincia con la stessa allegria e voglia di far bene. Gli infaticabili organizzatori ed in particolare il Presidente del Comitato Assedio, Paolo Lenzi, il Presidente della Pro Loco, Cillo Canio e l'Art Director Marcello Bo, sono messi a dura prova dai copiosi scorci improvvisi, ma con ammirevole tenacia fanno ripartire la festa. Finalmente, la Manifestazione può esprimersi appieno sotto un cielo sgombro di nubi il giorno conclusivo, e la domenica, 19 settembre, è un record di presenze.Per avvalorare l'atmosfera rinascimentale su cui è improntata la manifestazione stessa, si è svolta nel giardino della Villa Medicea, la cena Rinascimentale, appuntamento indimenticabile, caratterizzante e inscindibile dell'Assedio alla Villa. Nella suggestiva splendida cornice della Villa Medicea, fra raffinati antichi sapori, spettacoli e musiche, ci si sente tutti un po' principi immersi nell'epoca più bella della storia dell'arte italiana.

Tra la facciata della Villa e un dipinto del Pontormo o del“Franciabigio”, fra uno spigolo del Sangallo e le opere di Andrea del Sarto, o di Michelozzo, oltre al corpo, è lo spirito ad essere appagato!

Il Banchetto rievoca, sulla base delle testimonianze dell'epoca, i sontuosi festeggiamenti offerti nel 1565 in occasione del matrimonio tra Francesco I dei Medici e Giovanna d'Austria. I piatti di credenza e di cucina provengono dal “Libro Novo nel quale si insegna a far d'ogni sorte di vivanda secondo la diversità de i tempi, cose di carne come di pesce” di Cristofaro da Messisbugo, stampato a Venezia nel 1577. La Villa Medicea ritorna così pienamente protagonista nella comunità poggese e in un ambiente di antiche suggestioni, il piacere del palato, procurato dai sapori delle portate, si unisce alla suggestiva bellezza dei figuranti in costume del Gruppo Storico Poggese, al divertimento offerto da musiche e danze di Gruppi Rinascimentali, alle fantasiose esibizioni degli Sbandieratori del Corteggio Storico che rendono ancora più magica la serata.

Poggio a Caiano è gemellata dal 1997 con la città americana di Charlottesville, in Virginia per la storica amicizia che legava Filippo Mazzei, nativo di Poggio a Caiano, a Thomas Jefferson, futuro Presidente degli Stati Uniti d'America. Entrambi vissero nella città di Charlottesville e inoltre è da ricordare che Mazzei contribuì alla stesura della Carta Costituzionale americana. Ogni anno, in occasione di questo importante evento, è presente una delegazione della città americana, rappresentata quest'anno dal già sindaco signora Kay Slaughter.

 

Un teatro rievocativo all'aperto, quello dell'Assedio alla Villa, che da qualche anno si è arricchito di un momento altamente significativo e dal valore simbolico di grande attualità: Signori in Carrozza - viaggio tra storia e sapori - ideato e diretto da Marcello Bo per rievocare il viaggio della principessa Giovanna d'Austria. In una carrozza d'epoca, partendo da Innsbruk, il “principesco” convoglio viene accolto festosamente da città e borghi che mettono in mostra e offrono le proprie specialità. Dopo aver attraversato Bressanone - Bolzano - Verona- Gazzo Veronese - Mantova - Prato, arriva a Poggio a Caiano per inaugurare l'apertura della festa. L'indomani riparte di nuovo alla volta di Firenze. Non è difficile immaginare lo stupore e la meraviglia dei numerosi turisti quando la principesca carrozza scortata dai cavalieri sbuca in Piazza della Signoria. L'evento è immortalato da mille scatti e, sicuramente, almeno in fotografia, farà il giro del mondo!

 

Gli “illustri ospiti”, insieme agli organizzatori della importante rievocazione, ed alla delegazione dell'amministrazione del Comune di Poggio a Caiano, sono accolti con tutti gli onori e ricevuti nell'imponente Sala dei Cinquecento, la più grande ed importante di Palazzo Vecchio. Nel tradizionale Salone di rappresentanza, cui il Vasari impresse la magnificenza dei soffitti a cassettoni e di alcuni dipinti alle pareti, il saluto delle autorità fiorentine è stato affidato alla Presidente della Commissione Pace e Solidarietà, Susanna D'Agostino, che , tra l'altro, ha tenuto a sottolineare il valore dell'iniziativa e la convinzione che “rievocazioni di questo tipo vanno ben al di là del folklore, ma offrono un importante contributo culturale, e di conoscenza della nostra storia. Inoltre, - ha continuato la D'Agostino - il viaggio della carrozza consente l'incontro fra popoli, il reciproco arricchente scambio, simbolicamente rappresentato dai riti di accoglienza che contemplano nelle varie tappe momenti di festa e di ristoro a base delle tipicità di ciascun luogo. E così,- aggiunge - l'incontro, lo scambio, aiutando la conoscenza,contribuiscono a scrivere pagine di civiltà e di pace.

Immersi in tanta splendida bellezza rinascimentale e di fronte all'appassionato impagabile impegno degli organizzatori, viene da pensare: che Italia sarebbe senza l'Arte ed il Volontariato!?! fino a quando potranno resistere se le Istituzioni non promuovono, aiutano e valorizzano adeguatamente la parte migliore di questo Bel Paese?!

 

Per informazioni:Associazione Turistica Pro-Loco

info@prolocopoggioacaiano.it tel.0558798779

 

Un giro per Poggio

 

Il Paese è dominato dalla Villa, ma possiede altre memorie architettoniche di valore come le Scuderie Medicee. La loro edificazione fu completata intorno al 1548 su progetto di Niccolò Tribolo. Ha dimensioni imponenti e attualmente è sede di un centro mostre e congressi, con biblioteca ed ufficio informazioni turistiche. Acquistate alla fine degli anni '70 dal Comune di Poggio a Caiano, le Scuderie sono poste subito fuori del muro di cinta della Villa, lungo la strada per Prato.

Partendo dalla Villa, di fronte al suo ingresso vi è l'Istituto delle Minime Suore del Sacro Cuore, fondato nel 1901 dalla beata Maria Margherita Caiani, nata al Poggio nel 1863.

 

Proseguendo per via Giuliano da Sangallo, si arriva subito nella vicina piazza del Santissimo Rosario, dove troviamo la chiesa di Santa Maria del Rosario costruita in bozze di arenaria, tra la fine dell'800 e i primi del '900, su iniziativa di un apposito comitato, che chiedeva il trasferimento della sede parrocchiale dalla troppo decentrata chiesa di San Francesco e di Santa Maria a Bonistallo. L'attuale campanile, eseguito su disegno di Ardengo Soffici, fu inaugurato nel 1938. La sua sagoma snella ed elegante costituisce, insieme alla Villa e a Bonistallo, uno degli elementi caratterizzanti il panorama di Poggio a Caiano.


Salendo su per via Ginepraia, incontriamo sulla sinistra la Villa cinquecentesca del Castellaccio.
Verso Bonistallo, subito sulla destra vi è un'altra villa cinquecentesca, Villa Magra.
Infine sulla sommità del colle di Bonistallo, si erge la chiesa di San Francesco, con bel portico settecentesco. L'interno, a croce latina, conserva un'unitaria e luminosa veste barocca (1760-80), con raffinati ovali in stucco tra gli altari. Qui si trovano diversi dipinti fra cui una Madonna del Rosario (1623) di Matteo Rosselli.

 

Villa di Cerreto (o Cerretino), è un'altra splendida Villa Medicea del `500, dove abitò anche Bianca Cappello; mentre l'elegante Villa cinquecentesca del Poggiale, domina sul panorama sottostante.
Sulla sinistra invece la strada conduce alla piccola frazione di Santa Cristina in Pilli, sorta intorno all'omonima chiesa. I primi documenti che la citano risalgono al 1026. Fu ricostruita nel '200 ed è stata più volte ristrutturata. All'interno, presso il presbiterio (trasformato nel XVII e XX secolo) restano la mostra di un ciborio rinascimentale in pietra serena e una bella tela col Martirio di Santa Cristina (1652), di Annibale Niccolai. In un altare laterale è stato rimesso in vista un affresco con la Madonna, il Bambino, Santi e un donatore, di Francesco di Michele (1385 circa), mentre su un confessionale settecentesco in pietra è posto un trittico (Madonna col Bambino fra quattro Santi, attribuito al "Maestro del 1399"). Di fronte, su un altro confessionale del XVIII secolo, sporge un pulpito seicentesco in pietra serena. Di Quinto Martini è, infine, un Battesimo di Cristo dipinto negli anni '30.

 

Merita una menziome anche il recente Museo della Natura Morta, il primo in Italia inaugurato il 17 giugno del 2007.

All'ultimo piano della maggior residenza estiva della famiglia Medici situata a Poggio a Caiano sono esposti ben 184 capolavori di natura morta, raccolti fra il 1500 ed il 1700 dai maggiori mecenati del tempo.

 

 

 

[home page]

[mission]

[redazione]

[collabora]

[contattaci]

[link]