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In Campania il Turismo punta su Il Sogno di Hera
Paestum ottobre 2007. “Il Sogno di Hera è il titolo di una strategia che vede istituzioni come l'Unione Europea, la Regione Campania, l'Ente Provinciale per il Turismo, la Provincia di Salerno e Imprese come: Ager, Segno Associati, Grafite, impegnate nella realizzazione dei PIT Piana del Sele” - afferma il Presidente del Consiglio Regionale della Campania Gennaro Cucciolo.
L'iniziativa dedicata a Hera - Sele- Mare, reca un sottotilo che recita: un piano di marketing per la piana del Sele. Il punto di forza di questo progetto, che ha visto in questo autunno molti protagonisti, fra cui prima di tutto il Comune di Paestum-Capaccio, la Provincia di Salerno e la Regione Campania, è proprio il tentare di capire le autentiche istanze che il territorio esprime, in termini di soggetti attivi e di potenzialità, attraverso un lungo itinerario di concertazione fatto di incontri, confronti, film, mostre e l'assegnazione di cinque premi destinati alle donne protagoniste della piane del Sele distintesi nei settori della cultura, dell'impresa, dell'agricoltura, dello sport e del turismo.
Eleonora Brigliadori, ospite d'onore le ha premiate, con particolare piacere e partecipazione, a Paestum, nella splendida sala dell'Hotel Ariston.
Hera, madre e donna dell'antichità, simbolicamente assunta a prima donna protagonista della Piana del Sele, insieme al vicino mare ed al fiume di questo fertile territorio, veicola, oltre al valore dell'acqua, (che rappresenta il ciclico fluire della vita, l'origine di tutte le cose), anche il ricco patrimonio artistico ed archeologico della zona.
“Una iniziativa- afferma il Presidente della Provincia di Salerno, Angelo Villani - per poter spalancare le porte ad un contesto turistico dall'innegabile valore paesaggistico e per promuovere mare, natura, cultura e, naturalmente, il ricco patrimonio archeologico, unito all'altrettanto ineguagliabile gamma di sapori dell'enogastronomia locale.”
Campania felix era chiamata così nell'antichità, famosa per il suo clima mite, la sua fertilità straordinaria, i suoi vini e i suoi prodotti eccellenti. Grande magnifica zona l'ha chiamata Goethe
I Comuni della Piana del Sele
Rappresentano un patrimonio straordinario collegati da un filo ideale storico-culturale
Una terra di fertilità che vive in un abbraccio vitale tra il mar Tirreno ed il fiume Sele
Secolari vestigia conferiscono a questo territorio l'aspetto di un Museo diffuso, non solo per il carattere del costruito storico, per le importanti testimonianze archeologiche, ma anche per le stratificazioni di costumi, credenze, per l'intrecciarsi di tante civiltà che hanno lasciato tracce fondamentali anche nelle specialità culinarie e nella varietà delle autentiche tipicità enogastronomiche.
Etruschi, Lucani, Greci, Romani, Bizantini, Longobardi, Normanni, hanno lasciato tracce indelebili sulla terra di Hera.
Paestum - Capaccio
Agli inizi del VII sec. a. C. sorse la greca Poseidon, in aree già abitate in età Paleolitica e Neolitica. Difesa da mura poderose, ancora presenti, raggiunse il culmine della sua grandezza nell'arco di un secolo. Durante tale periodo furono edificati i tre splendidi Templi al centro della città. Monumenti insigni della Magna Grecia. A pochi chilometri sorgeva il Santuario di Hera Argiva, famoso in tutto il mondo greco e, narra la leggenda, edificato da Giasone e dai suoi Argonauti.
Smarrita, poi, tra paludi e selvaggia vegetazione, il più grande complesso di monumenti greci dell'Italia continentale, fu consegnato all'oblio fino a quando quelle zone, paludose e malsane, divennero meta del Gran Tour, ossia di quei viaggi di formazione delle giovani e meno giovani generazioni europee di scrittori ed artisti alla ricerca delle antiche vestigia, considerate “sacre” per un progetto di possibile rifondazione “umanistica” delle società europee.
Grazie alle operazioni di scavo iniziate nel 1738, Paestum (così era stata chiamata dai Romani l'antica Poseidon) venne riscoperta e divenne meta prediletta, dunque, di numerosi viaggiatori e artisti stranieri provenienti dai paesi del Nord Europa. Fra questi c'era anche Goethe, che così scriveva in quegli anni, sotto il sole della Campania, alla scoperta di paesaggi e sapori per rivolgere un invito a conoscere e ad apprezzare questi luoghi:
Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni?
Nel verde fogliame splendono arance d'oro
Un vento lieve spira dal cielo azzurro
Tranquillo è il mirto, sereno l'alloro
Lo conosci tu bene?
Lo scrittore vicentino Guido Piovene, più avanti, nel 1957, a proposito del territorio salernitano, nel suo Viaggio in Italia, scrisse: una delle province più belle e ricche d'arte.
Ancora oggi la grandiosità dei templi e le splendide rovine, che al tramonto acquistano un fascino d'oro, lasciano il visitatore incantato. Non a caso Paestum è stato dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità
Il Museo Archeologico Nazionale di Paestum, aperto nel 1952, ricco di testimonianze pregevoli, è uno dei maggiori musei archeologici d'Italia, visitato ogni anno da più di 500 mila turisti.
La tomba del tuffatore è, forse, l'esempio più rappresentativo e costituisce l'unico affresco tombale dell'antica Grecia giunto fino a noi. Scoperta nel 1968 e datata al 480-470 a.C., costituisce un esemplare unico nel panorama delle sepolture di Poseidonia. Sulle quattro pareti che compongono la cassa, si sviluppa una scena di banchetto, sul coperchio c'è la scena che ha dato il nome alla tomba: un giovane uomo, nudo, si tuffa in uno specchio d'acqua. Quest'immagine rappresenta la metafora del passaggio dalla vita alla morte. Un patrimonio archeologico di grande valore, quello di Paestum, che trasporta il visitatore in epoche remote e lo lascia stupito ed incantato di fronte a tanta armonica magnificenza.
Per informazioni: Azienda Autonoma Soggiorno e Turismo: tel. 0828 811016
www.infopaestum.it
Eboli
Pittoresca cittadina che conserva le tracce della sua storia più antica nelle mura megalitiche, che ancora a tratti compaiono sulla collina. Le più belle piante di aloe, cactus, melograno e simili crescevano ovunque libere e rigogliose. Scriveva il pittore romantico Ludwing Emil Grimmm (fratello dei più famosi scrittori) nel lontano 1816.
Sull'origine del nome discordano le fonti. Alcuni narrano che Ebalo, figlio di Telon, re di Cipro, avesse esteso i confini del suo regno fino al fiume Sele, e fondato Eboli, dando il suo nome alla nuova città. Altri la dicono greca, altri ancora etrusca, o fondata dalla tribù sannitica degli Eburini, insidiatasi nell'area alla fine del V se. A.C. :Eburum fu chiamata quando era Municipio romano. Nel Settecento Eboli conobbe l'apice della propria grandezza ed il suo prestigio si accrebbe nell'Ottocento. L'agglomerato urbano di Eboli cominciò ad estendersi oltre le antiche mura, confluendo nella spaziosa “Piazza dei leoni”, snodo vitale di una città che Carlo Levi elesse a linea di confine tra due universi: quello razional-illuminista e quello arcaico magico del profondo sud.
Oggi Eboli è un attivo centro commerciale e agricolo che si protende verso la fertile piana. I rinomati caseifici costituiscono, insieme alle attività agricole, il fiore all'occhiello dell'intera zona.
Il Museo di Eboli
Ha sede nel Convento di S.Francesco, fondato nel XIII secolo e raccoglie reperti, prevalentemente corredi tombali, dalle testimonianze più antiche risalenti al neolitico superiore a quelle legate all'età arcaica dal VII al V secolo a.C.
Dispiace vedere che, accanto a belle realtà che testimoniano l'antica civiltà e l'attuale cura di molte persone colte impegnate nella valorizzazione e divulgazione del ricco patrimonio di questi luoghi, vi siano segni di scarso rispetto della cosa pubblica e di insufficiente educazione civica!
Tra le numerose Chiese, Conventi e Monasteri; fra i magnifici edifici presenti ad Eboli, alcuni ancora con i segni evidenti del terremoto dell'1980, colpisce anche l'imponenza del Castello Colonna. Edificato sopra un preesistente fortizio longobardo, fu ricostruito dai Normanni nella seconda metà del XI secolo, ingrandito, poi, dagli Svevi e chiamato Colonna in quanto nel XV secolo fu restaurato da Antonio Colonna, nipote del Papa Martino V.
Oggi è utilizzato come carcere a custodia attenuata, per altro ospita pochissimi detenuti. La cosa stupisce e non si comprende perché non sia opportunamente restaurato e fruito in modo più adeguato e redditizio per il Comune!
Per informazioni:
Museo archeologico nazionale di Eboli: tel. 0828 332684
www.comune.eboli.sa.it
Pontecagnano-Faiano
L'attuale Comune comprende i due principali centri, Pontecagnano e Faiano e numerosi rioni. Terra di antichissima civiltà, da quella Villanoviana a quella Etrusca, questi luoghi assunsero un ruolo primario di cerniera tra le civiltà del mediterraneo e quelle del mondo greco.
Importante crocevia, fu luogo di visita doganale. Agli inizi del `900 questo Comune divenne sede strategica di insediamenti produttivi per la trasformazione del tabacco e del pomodoro, ma alla fine degli anni settanta, il crollo di tali attività per le trasformazioni dello sviluppo industriale portò al cambiamento ancora in atto.
Il Museo di Pontecagnano
La nuova sede, moderna e spaziosa, illustra i reperti in maniera rigorosamente scientifica, ma anche suggestiva ed è stata realizzata con il proposito di dare una adeguata collocazione alla ricchissima raccolta di materiali archeologici portati alla luce nel corso degli ultimi quarant'anni nel territorio comunale. Tali reperti hanno aperto un nuovo capitolo nella storia antica della Campania e rappresentano la più eloquente testimonianza dell'espansione delle genti proto etrusche ed etrusche nell'Italia meridionale, in anticipo ed in concomitanza con il processo di colonizzazione greca della fascia costiera.
Tel. 089 848181 www.archeosa.beniculturali.it
Il Centro di Serre Paese dell'Oasi
Serre si estende su una collina alle pendici della catena degli Alburni ed è attraversata dai fiumi Sele e Calore, che fin dalla colonizzazione greca del VI sec.a.C. costituirono delle straordinarie vie di comunicazione commerciale, soprattutto per la spedizione dei legnami, utilizzati per la costruzione delle navi.
Per la felice posizione e le condizioni naturalistiche di pregio, nella parte alta della valle del fiume Sele, è nata nel 1980 l'Oasi del WWF di Serre-Persano, una grande isola verde in cui si sono mantenute inalterate le caratteristiche naturali e vivono molte specie di animali. Un prezioso patrimonio da salvaguardare.
Riferimenti utili:
Mimmo Catalano, assessore sport e turismo: tel. 347 5869397 www.comune.serre.sa.it
Prima decade di Agosto per il Festival Jazz e Blues degli Alburni: www.alburn.jazz.it
Dal punto di vista morfologico, la Piana del Sele, caratterizzata dal fiume omonimo, risulta definito dallo stesso corso d'acqua che forma un bacino molto fertile che si esaurisce nel Tirreno. La piana del Sele è scomponibile in tre macro-zone:
- quella che fa riferimento a Paestum, comprensiva del sito archeologico di Hera Argiva;
- quella della fascia costiera, che evidenzia ecosistemi dal particolare valore ( pinete antropiche, macchia e vegetazione psammofila) ed aspetti naturalistico-ambientali e storici rilevanti;
- quella tracciata dall'alveo del Sele, diversificata a livello di morfologia territoriale con un elevato contenuto paesaggistico e ambientale, caratterizzato da boschi idrofili e canneti e da una fauna acquatica di significativa importanza.
La rilevanza ambientale dell'area è ulteriormente affermata dalla presenza di un sito di interesse comunitario, quale la fascia costiera a destra e a sinistra del fiume Sele. E si presenta economicamente abbastanza omogenea. L'agricoltura è saldamente presente con colture intensive sostenute da una tecnologia irrigua e colture di rilievo. Il comparto ortofrutticolo si presenta particolarmente sviluppato e la zootecnia è un vanto della zona con oltre 300 aziende deputate alla produzione della mozzarella di bufala campana Dop, che rappresenta il tratto distintivo inconfondibile di questo territorio.
La mozzarella di bufala campana è conosciuta, apprezzata e richiesta in tutto il mondo e rappresenta di per sé non solo un elemento di notevole attrazione del territorio, ma anche un fattore di notorietà dell'inscindibile binomio prodotto-territorio. Ed è per questo che “è necessario vigilare affinché siano messi al bando ed isolati coloro che contraffanno il prodotto anche all'interno dello stesso Consorzio- afferma il Presidente Gennaro D'Alessio del Caseificio Rivabianca. Una Cooperativa, quella di Rivabianca,” nata dall'iniziativa di alcuni seri agricoltori della Piana di Paestum, con una pluriennale tradizione di allevamento di bufale, che garantisce un prodotto di qualità, naturale e di grande gusto. - continua D'Alessio - all'avanguardia nella tecnologia, fedele alla tradizione nella lavorazione.” In riferimento agli scandali che non risparmiano neanche questo settore, il Presidente sottolinea che “ c'è un territorio sano, ci sono aziende serie, persone che lavorano con dignità, che non possono essere compromesse dagli scandali provocati da produttori senza scrupoli. Il Consorzio di tutela con forza deve controllare ed emarginare i responsabili, poichè è da autolesionisti un comportamento che getta discredito sul prodotto di punta di questo territorio.- E conclude in modo accorato - “lavorare qui, è più difficile che altrove; occorre essere eroici per essere produttori al Sud. Si è svantaggiati anche dalla lentezza della burocrazia, per essere piccoli produttori poco aggregati e frammentati, frenati e penalizzati anche dalla forza economica dei grandi produttori. Inoltre il Consorzio comprende un territorio vasto che va dal Lazio, alla Puglia e alla Campania, difficile da controllare.”
Per saperne di più: www.rivabianca.it
Un altro prodotto agricolo da ricordare e che si pregia del riconoscimento comunitario è il Carciofo IGP di Paestum. Da segnalare, inoltre, sono senz'altro le dolci e ramate cipolle e i fagioli di Controne, i fichi bianchi del Cilento, i pomodori gialli, e l'Azienda Agricola “Maida” di Francesco Vastola che nelle sue varie ed eleganti confetture racchiude il meglio del gusto del Cilento.
Tel: 0828 722975 / email: info@maidaitaly.com
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