L'alta Valle del Vomano: un ventaglio di colori e di sapori fra storia, cultura ed enogastronomia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

VIAGGI INCONSUETI FRA MEMORIA E TRADIZIONI NELLE TERRE DEL GRAN SASSO: dal fascino dell'Archeologia alle meraviglie dell'arte e della tecnologia contemporanee

 

di Alba Simigliani

 

Gran SassoSi respira un'aria incantata in questa parte d'Abruzzo tra profumi mediterranei e suggestioni dei monti!– tanti percorsi possibili in una mappa di tesori nascosti.

I veri abruzzesi, quelli di razza, si trovano sulle alture, si sente ripetere da queste parti!

Sorprendente e raro è il paesaggio, autentico e schietto, misterioso e fiero il suo popolo.


L' essenza della Natura è in Abruzzo rappresentata dal Gran Sasso. Il maestoso “Gigante che dorme” o come più poeticamente lo definisce D'Annunzio, “la bella addormentata”, domina imponente su tutto il territorio circostante tutelato dal Parco Nazionale Gran Sasso Monti della Laga (www.gransassolagapark.it). Una montagna speciale quella del Gran Sasso che da sempre caratterizza i suoi abitanti. Al centro dell'Italia, era per i Romani Fiscellus Mons”( monte ombelico), con i suoi 22912 m, è la vetta più alta degli Appennini e si estende per circa 50 km abbracciando le province dell'Aquila, e Pescara oltre che di Teramo. L'area protetta più estesa d'Europa è monumento di biodiversità con un patrimonio naturalistico-ambientale unico e prezioso. Un laboratorio a cielo aperto ricco di flora e di fauna selvatica, capace di racchiudere e conservare intatti i sapori delle tradizioni agropastorali e gastronomiche e la gestualità lenta dell'artigiano.


Nella fascia pedomontana, a cavallo tra mare e montagna, è possibile scoprire paesaggi agrari e pastorali, siti archeologici e centri storici che custodiscono tradizioni e tipicità gastronomiche decisamente speciali, anche rispetto alle altre province. Sono gli uliveti ed i vigneti a disegnare buona parte del paesaggio rurale intorno a borghi e paesini medievali, a pievi, abbazie, chiese romaniche, monumenti e musei di notevole valore storico e culturale, ma anche regno di torrenti e di spettacolari cascate.

Natura a tratti selvaggia fra cui spunta qua e là il metafisico fascino di paesini arrampicati sui cocuzzoli a due passi dal cielo.

Fulcro delle terre che vanno dalla più alta vetta dell'Appennino al mare è la città di Teramo. ”l'Atene del Regno” così la chiama Sir John Acton VI nel 1700, rappresenta l'elemento di collegamento tra il mare e la montagna d'Abruzzo.


Nata sulla confluenza del fiume Tordino con il torrente Vezzola, epicentro principale del popolo dei Petruzi (I millennio a.c.) chiamata Petrut, colle circondato da acque, emporio commerciale fondato dai Fenici sulla confluenza dei torrenti Albula (oggi Vezzolla) e Batinus (oggi Todino), venne denominata dai Romani Interamnia Praetutianorum (città tra i fiumi dei Petruzi) e solo nel medioevo prese il nome di Teramo. Contesa tra i Normanni e i duchi di Puglia, nel 1140 entrò a far parte del Regno di Sicilia, diventando la “Porta Regni del Regno di Napoli.

 

Il suo centro storico mostra in tutta evidenza le antichi origini: il Teatro e l'Anfiteatro Romano, l'antico Foro della città è ancor oggi impreziosito dal pregevole Mosaico del Leone del I sec. a.C.

Su tutti domina il Duomo di San Berardo nella bella piazza Martiri. L'imponente facciata romanica è abbellita dal solenne rosone in pietra. All'interno il magnifico altare medievale mostra il Paliotto, preziosa scultura in argento e smalto, opera quattrocentesca di Nicola da Guardiagrele. Di età bizantina è l'antica cattedrale di Sant'Anna in cui si ammira un panoramico pavimento a mosaico.

Strutture trecentesche come il Palazzo Vescovile e la Loggia del Municipio disegnano un centro storico attivo e vivace fin dal medioevo.


Tra i tanti suggestivi borghi della provincia di Teramo, spicca Pietracamela, eletto borgo dell'anno 2007 per la ricchezza e la particolarità dei suoi tesori. Oltre a Castelli, famoso centro dell'arte della ceramica, sono da visitare Atri, con la magnificenza della Cattedrale, Civitella del Tronto con l' imponente Fortezza spagnola e tanti altri centri in cui l'uomo ha saputo inserire opere d'arte originali ma in armonia con la bellezza del paesaggio.

 

Cattedrale di Santa Maria AssuntaDall'antica Interamnia alle città d'arte di Atri, alla scala santa di Campli alla Fortezza di Civitella del Tronto fino al suggestivo borgo di Castelli: patria della ceramica abruzzese.

Dai silenzi delle vette alla più gaudente e briosa costa delle spiagge assolate. Ovunque all'insegna della cultura, dell'enogastronomia e della cordiale ospitalità, alla ricerca di tanti luoghi da vivere all'insegna del buon gusto.

 

Di origini antichissime è Atri ed il fascino della sua lunga storia continua in tutta la sua forza evocativa in Piazza Duomo dove la Cattedrale di Santa Maria Assunta è di notevole fattura e su cui svetta il bel campanile di Antonio da Lodi. All'interno l'abside quadrata ed il meraviglioso ciclo di affreschi dell'artista abruzzese quattrocentesco Andrea De Litio rendono questa città una delle mete obbligate.

Oltre alla bellezza dei monumenti anche il paesaggio delle colline atriane affascina per la spettacolare presenza dei calanchi, sculture che la natura nella millenaria erosione delle terre argillose forma.


Le emozioni del passato rivivono con grande intensità nella maestosa Fortezza borbonica di Civitella del Tronto. Vero e proprio capolavoro di ingegneria militare, la più grande d'Europa con i suoi 25.000 metri quadrati di superficie del 1500, ha rappresentato l'ultimo baluardo del Regno di Napoli. Il Forte seduce con le sue panoramiche piazze d'armi, i bastioni e i larghi camminamenti, così come meritano senz'altro una visita i tanti monumenti e le case fortezze che impreziosiscono il centro storico di questo borgo. Così pure è immancabile una piacevole sosta allo storico Ristorante Zunica, anche solo per assaggiare le “ceppe”, squisita pasta fatta a mano con l'utilizzo di un ferro, o gli altri gustosi e raffinati piatti della casa (www.hotelzunica.it).


Anche Campli custodisce un vero scrigno di tesori nel cuore delle colline teramane. Abitata già in epoca preromana, come testimonia la necropoli della vicina Campovalano, Campli conosce il suo massimo splendore nel Medioevo. Il centro storico offre pregevoli esempi di archittettura civile medievale e rinascimentale. Luogo di incontro di pittori ed artisti provenienti dalle scuole di maestri come Giotto e Raffaello, custodisce capolavori che impreziosiscono i principali monumenti del centro storico: dalla Cattedrale di Santa Maria in Platea, alla Chiesa di san Francesco, alla singolare e suggestiva Scala Santa.

Nella bella piazza Farnese ogni hanno, soprattutto in estate, si danno appuntamento le porchette più buone della regione per una allegra sagra dedicata proprio a questa specialità.


Tappa obbligata del turismo culturale è il pittoresco borgo montano di Castelli.

Splendidamente posizionato su uno sperone ai piedi del Monte Camicia, sopra i torrenti Rio e Leomagna, qui nel medioevo i monaci benedettini diedero vita alla fiorente e raffinata produzione attività di produzione ceramista, sfruttando la particolare conformazione argillosa del territorio.

Così Castelli è divenuta patria di famosi maestri che che servirono i re di Napoli, le case principesche di Roma e non solo, esposte in alcuni tra i più importanti musei del mondo dal British Museum di Londra all'Hermitage di San Pietroburgo. A quest'epoca d'oro risale il meraviglioso soffitto maiolicato della Chiesa campestre di San Donato, definita da Carlo levi la Cappella Sistina della maiolica italiana con i suoi 780 mattoni votivi.


Meritano una visita le numerose botteghe artigiane e soprattutto la bottega di Antonio Di Simone. Questa dei De Simone è l'unica che ha resistito all'usura del tempo e conserva nel suo impianto secolare gli arredi, gli utensili, i forni le attrezzature di un tempo ed è l'unica riconosciuta dal Ministero dei Beni Culturali e Ambientali di interesse culturale particolarmente importante. ( Per informazioni: Tel. 0861 979003)

 

Fondamentale è conoscere anche lo storico Istituto d'Arte Grue. Aperto nel 1906 è una delle scuole più antiche e più moderne d'Abruzzo che ha conservato tutto il pregio e il prestigio di una scuola esemplare impegnata brillantemente a preservare ed innovare la tradizione ceramica castellana. Esso ha un posto di rilievo nel panorama dell'arte italiana e fra i segni tangibili dell'eccellenza va senz'altro ricordato il complesso del Presepe Monumentale, composto da 65 statue realizzate tra il 1965 ed il 75, che ancora oggi testimonia la straordinaria carica innovativa e l'eccellenza di attività didattiche in cui emergono passione e competenze in un lavoro corale fra il direttore Serafino Mattucci, i docenti Gianfranco Tucchia e Roberto bentini e gli studenti. Una scuola senz'altro particolare impegnata costantemente nella sollecitazione culturale per stimolare intelligenza e creatività. Una vera risorsa per questo territorio, una eccellenza nella scuola italiana, oggi diretta con vivace ed appassionata cura dalla prof.ssa Carla Marotta. ( www.arteceramica.it – tel. 0861 979221 – 979143)


Tra i borghi più belli d'Italia e fra i più rappresentativi di questa terra c'è anche Pietacamela . Quasi tutta scavata nella roccia, conserva abitazioni in pietra, e fra viuzze e scalette, deliziose chiesette medievali e portali in pietra, qua e là si aprono panorami che sulle vette più alte dell'Appennino e scrosci d'acqua cristallina. Poco più su si trova Prati di Tivo, importante stazione sciistica e attrezzato centro di vacanze anche estive in cui domina la neve e il gusto raggiunge le vette più alte!

 

Poco distante vale la pena visitare Fano Adriano con la Chiesa trecentesca di San Pietro. Scendendo verso Teramo è bello sostare a Montorio al Vomano per vedere la cinquecentesca Colleggiata di San Rocco o la Chiesa degli Zoccolanti o gli interessanti Palazzi rinascimentali.

 

ùA poca distanza, percorrendo l'antichissima Valle Siciliana ( l'insolito nome deriva dal fatto che i Siculi avrebbero dominato su questa valle per circa trecento anni dal 16° al 13° sec. a. C., come attesta Plinio il Vecchio nel cap.14 della sua Naturalis Historia”) Tossicia è un piccolo borgo collinare ricco di luoghi e monumenti da visitare. Il centro storico è dominato dalla solennità del Palazzo Marchesale, ricco di collezioni d'arte di libri e strumenti musicali, oggi sede del Comune che ospita Il Museo che custodisce diverse testimonianze della cultura delle genti del Gran Sasso.

 

La vicina Azzinano è divenuta famosa per i murales naif dipinti sui muri delle case prendendo ispirazione dalla presenza in questo paese della pittrice-contadina Annunziata Scipione, “ scoperta” e fatta conoscere ed apprezzare anche fuori regione da Cesare Zavattini. Le sue tele esplodono di luce e brillano i colori nelle sue composizioni naturalmente armoniche. I suo quadri colorano la memoria dei riti di stagione, di frutti, di gesti, di vento, di animali e pagliai di vita ingenua e semplice, di vita vissuta collettivamente con fatica, umiltà e verità. Il talento di Annunziata rappresenta il mondo contadino, un mondo che conosce bene, perché è la sua vita. Pittura della memoria che emoziona, oltre al valore della narrazione della memoria, le sue tele hanno il valore artistico della bellezza compositiva e cromatica ed il realismo delle scene oltrepassa i limiti del racconto e di riti atavici e si fa forza espressiva immediata e si perde nell'infinito, nell'universale.

 

Oggi grazie anche a Giuseppe Amadei e a Luciano Marinelli, le opere di Annunziata Scipione sono molto conosciute ed il “paese dipinto” di Azzinano è annoverato fra nel Club Nazionale dei Paesi Dipinti e ogni anno richiama numerosi artisti e molti visitatori.

Spostandosi verso l' Isola del Gran Sasso, altro borgo medioevale di notevole interesse, l'Abbazia di San Giovanni ad Insulam ed i numerosi eremi sparsi nella zona sono molto evocativi e carichi di suggestione. Sempre nello stesso comune si trova il Santuario di San Gabriele, uno dei luoghi di culto più visitati al mondo.

L'itinerario può continuare lungo le colline teramane fra i colori caldi ed i sapori accoglienti delle belle vallate teramane lussureggianti di vigneti ed uliveti.

 

Lungo la Val Vibrata, Torano Nuovo è patria del gusto e delle sagre enogastronomiche più conosciute d'Abruzzo, ma è bello fermarsi anche a Sant'Omero per visitare l'importante chiesa di Santa Maria a Vico fra le più antiche della regione. A Corropoli e a Controguerra la tappa è obbligata per ristorarsi e fare provvista dell'ottimo Montepulciano DOC, ma anche per testimonianze artistico-religiose come la grande Badia benedettina di Santa Maria ad Majulanum.

 

Spostandosi sul versante opposto della provincia nelle vallate dei fiumi Fino e Vomano si attraversano i territori di Castellalto ed è d'obbligo una sosta al borgo medievale di Castelbasso, famosa per i programmi estivi di cultura, musica ed enogastronomia, sempre di alto livello. A Canzano, poi, bisogna lasciarsi sorprendere dalla delicatezza e gustosa ricetta del “tacchino alla canzanese, e di un dolce squisito “lo storione”, di cui abbiamo già fatto menzione. Da qui sono raggiungibili altri deliziosi borghi, ma se non si ha molto tempo, si consiglia di non tralasciare il percorso stoico-religioso delle abbazie romaniche: Santa Maria di Popezzano, vicino Morro d'Oro, San Clemente al Vomano, la suggestiva Chiesa di Santa Maria di Ronzano nei pressi di Castel Castagna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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