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Autunno in Irpinia
Lungo la Via dell'Acquedotto Romano, passeggiando tra castagneti, sulle tracce del tartufo nero
La provincia di Avellino possiede un patrimonio di grande pregio da salvaguardare e valorizzare. Nasconde risorse e potenzialità che negli ultimi tempi si vanno affermando grazie anche alla intraprendente iniziativa di molti produttori, di amministratori convinti ed impegnati, come il Sindaco Gaetano De Feo, l'Assessore al Turismo Marco Ingino e il Presidente della Pro Loco Tommaso Rocco del Comune di Serino, come il Presidente della Comunità Montana Serinese-Solofrana Michele Langastro, e di giovani promotori di questo interessante territorio, come Giovanni De Feo e quelli di Madrigalia, la società di servizio di Carla e Federica Botta e Riccardo Cannavale, ed alla collaborazione anche della Banca di Credito Cooperativo.
Dell'Irpinia abbiamo già parlato, mettendo in evidenza aspetti e peculiarità che la distinguono dalla Campania dei luoghi comuni. Altra area degna di nota è sicuramente il territorio del Monte Terminio. L'intera zona del serinese è nota per i suoi paesaggi naturali, per i ricchi castagneti, per l'abbondanza e la bontà delle acque sorgive. Visitata e frequentata sia nei mesi invernali, per la suggestione delle vette imbiancate, che nei mesi estivi per una fresca e tranquilla vacanza, è in autunno, forse, che esprime il meglio di sé, acquista un fascino speciale e presenta i frutti migliori; castagne, tartufo e naturalmente vino ed altri prodotti tipici che caratterizzano queste località.
Sul presente sempre più consapevole delle proprie potenzialità e proiettato verso un meritato riscatto, aleggia un passato che stenta a cambiare, ma anche testimonianze di una civiltà antica a cominciare dall'acquedotto augusteo di Serino. Senza dubbio l'opera più importante costruita dai Romani in Campania.
Il sussurro della preziosa acqua accompagna ancora oggi la vita di questi lussureggianti luoghi. Le sorgenti e l'acquedotto dall'antichità sono una indispensabile risorsa per gran parte del Sud d'Italia. Linfa vitale anche di molti prodotti della agricoltura e della zootecnia irpina, attenti ad un razionale sfruttamento delle risorse disponibili e al mantenimento dell'equilibrio dell'attuale ecosistema, l'acqua oggi viene regolata e distribuita da un moderno e funzionale acquedotto.
Il Comune che meglio sintetizza il fortunato e felice incontro tra storia, bellezze naturali e produzioni gastronomiche eccellenti è Serino, che pone la castagna e le specialità culinarie ad essa legate , come il proprio fiore all'occhiello. Ai piedi del monte Terminio, è uno dei comuni più estesi della provincia di Avellino, situato in una ampia conca boscosa, tra castagneti della Valle del Sabato, in una zona così ricca di acque da provvedere alla fornitura per l'acquedotto di Napoli, lungo un percorso di ben 80 Km. Il Comune di Serino raccoglie un vasto territorio composto da molte frazioni ed ospita siti di valore artistico, architettonico, storico e culturale di invidiabile prestigio, come sottolineano lo Storico Ottaviano De Biase e la premurosa guida Dott. Giovanni De Feo.
Da visitare: i resti del Castello feudale in località Canale alla Civita di Ogliara, sulle rive del fiume Sabato, il Castello di Orano, avamposto fortificato di età romana, l'Oratorio Pelosi, cappella gentilizia del finire del 1400, uno dei pochi esempi di arte barocca in Irpinia. Affascinanti anche gli affreschi che ornano gli interni del Monastero delle Clarisse alla Chiesa del Santissimo Corpo di Cristo, un tempo vetrina dei più rinomati artisti rinascimentali irpinie. Bellezze che si offrono allo sguardo del visitatore, inserite in un paesaggio ampio e riposante che in autunno assume suggestioni cromatiche di grande effetto estetico.
(foto di Nicola Zinni)
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