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DOPO LE BURRASCHE DEI GIORNI SCORSI SEMBRA CHE ORA CI SIA UNA TREGUA TRA IL CONSORZIO DEL PROSCIUTTO DI PARMA E IL GOVERNO

 

Pubblichiamo la nota emessa dal consorzio del Prosciutto di Parma

Il nuovo decreto MIPAF restituisce al Consorzio il diritto di scrivere il nuovo Statuto

Parma, 27 maggio 2003 – Il Consorzio del Prosciutto di Parma accoglie con soddisfazione la decisione del Ministero delle Politiche Agricole e Forestali di rettificare con un nuovo decreto il precedente che istituiva una Commissione di esperti per l’adeguamento dello statuto consortile alla Legge 526/99.

Il 15 maggio scorso il MIPAF ha comunicato al Consorzio del Prosciutto di Parma l’istituzione di una commissione di esperti per la predisposizione del nuovo testo statutario del Consorzio.

Il Consorzio del Prosciutto di Parma si è opposto a tale decisione in quanto rappresentava una palese violazione del diritto del Consorzio di dotarsi di un proprio statuto, impedendo ai produttori di esprimere la propria volontà.

Il MIPAF, da sempre attento e sensibile alle problematiche legate alla realtà del Prosciutto di Parma, ha recepito pienamente le esigenze del Consorzio ed ha provveduto a rettificare il decreto.

La questione statutaria ritorna pertanto negli ambiti che le sono propri, vale a dire nell’Assemblea del Consorzio di Tutela.

La commissione di esperti, nominata dal Ministero a supporto dell’attività dei competenti uffici, valuterà quindi lo statuto presentato dal Consorzio, limitandosi a formulare eventuali osservazioni e rilievi. Il Consorzio avrà pertanto la facoltà di modificare il proprio testo statutario alla luce di tali eventuali osservazioni della Commissione.

“Il primo decreto del MIPAF, quello che istituiva la commissione di esperti con il compito di riscrivere il nuovo statuto, era stato a mio giudizio frettolosamente predisposto con l’intento di porre fine ad una disputa tra produttori che non ha ragion d’essere, essendosi già espressa e risolta in Assemblea” afferma Maurizio Tosini, Presidente del Consorzio del Prosciutto di Parma. “Prendo atto con grande soddisfazione dell’intervento autorevole del Ministro Alemanno – conclude Tosini ; il nuovo Decreto rappresenta un’ulteriore dimostrazione della stima e della fiducia che il Ministro e tutto il suo Dicastero nutrono nei riguardi dell’attività dei produttori di Prosciutto di Parma e del Consorzio di Tutela”.

 

 

SCONTRO DURO SULLO STATUTO DEL CONSORZIO DEL PROSCIUTTO DI PARMA, “difendiamo la produzione di qualità dal diluvio dell’omologazione”

di Donato Troiano

 

il logo attuale del consorzioil primo logo del consorzioProprio non se lo aspettava il Consorzio del Prosciutto di Parma che, proprio nell’anno dei festeggiamenti per il 40esimo anniversario della nascita, arrivasse la tegola del Governo che vuole mettere mano allo statuto attraverso una commissione di esperti creata dal ministero delle Politiche agricole. “E’ un attacco bello e buono alle aziende che vivono di solo prosciutto Dop e un aiuto ai grandi gruppi multiprodotto”. Questo si sente dire parlando con i piccoli e monoproduttori di prosciutto del parmense.

La scelta del Governo viene giudicata grave e delegittimante da parte dei vertici del Consorzio del Prosciutto di Parma e, il presidente Maurizio Tosini, riprendendo quello che aveva già dichiarato a InformaCibo recentemente, afferma che “lo statuto è frutto di un lavoro lungo e faticoso in quanto è necessario conciliare gli interessi di tutte le aziende produttrici che, per vocazione o strategia aziendale, possono avere visioni e filosofie gestionali diverse”. Una dichiarazione di buon senso ma in contrasto con quella del ministero che motiva invece la sua scelta come un atto dovuto per risolvere i contrasti esistenti tra i piccoli e i grandi produttori.

A parere del Consorzio il decreto governativo che istituisce la Commissione risulta in netta contrapposizione con quanto disposto dalla legge 526/99. “Credo –dichiara inoltre Tosini. che il decreto ministeriale sia stato affrettatamente predisposto con l’intento di porre fine ad una disputa tra produttori che non ha ragione d’essere, essendosi già espressa e risoltasi in Assemblea”.

Da ricordare che l’assemblea dei consorziati aveva approvato le modifiche e le integrazioni allo statuto all’unanimità mentre oggi qualcuno cerca di “forzare” le regole, i requisiti di rappresentatività e i criteri di rappresentanza in seno agli organi consortili.

L’obiettivo delle grandi aziende multiprodotto, che fanno capo all’ASSICA pur rappresentando la minoranza, è chiaro: arrivare al controllo totale del Consorzio. Per loro il Prosciutto di Parma è solo un “lustrino”, uno dei tanti prodotti da vendere sul mercato, mentre le piccole imprese che producono solamente il Prosciutto Parma Dop –(le piccole aziende sono 150 su un totale di 198 aziende) sono impegnate a difendere la qualità e il loro legame con il territorio.

Il riconoscimento delle Dop (Denominazione di origine protetta) da parte dell’Unione Europea è stato un primo, importante passo avanti, perché ha segnalato con evidenza all’universo dei consumatori la produzione alimentare di qualità, permettendole di uscire dal limbo dei consumi elitari.

Questa specificità appartiene pienamente all’antica tradizione delle aziende artigianali e familiari della provincia di Parma e il suo valore sociale e culturale rappresenta uno dei punti di forza e di eccellenza per la valorizzazione e la crescita dell’immagine e dell’economia dell’intero territorio parmense.

Il Governo può ancora modificare il decreto e i suoi contenuti, ed è quello che noi auspichiamo.

Alle Grandi Firme che producono “di tutto di più” InformaCibo preferisce le “chicche” dei piccoli produttori per preservare la piccola produzione agroalimentare artigianale di qualità dal diluvio dell’omologazione industriale.

 

 

 

 

 

 

 

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