|
|
ATTIVATO
UN TAVOLO INTERPROFESSIONALE PER IL SUINO BIO
I principali
attori della filiera del suino bio nazionale (Italcarni, Coop Italia,
Progeo, le associazioni dei produttori Cia e Confagricoltura,
FIAO) sulle
difficoltà determinate agli accordi di filiera dall'entrata in
vigore del Reg. CE n. 2277/03.
Lo
scorso 5 febbraio, annuncia “Notizie Fiao”, presso la sede
dell'associazione produttori biologici e biodinamici dell'Emilia
Romagna Pro.B.E.R.
si sono riuniti i principali attori della filiera del suino bio
nazionale, fra cui Italcarni, Coop Italia, Progeo, le
associazioni dei produttori agricoli (Cia e Confagricoltura) e FIAO
per affrontare le gravi difficoltà determinate agli accordi di
filiera già sottoscritti dall'entrata in vigore del Reg. CE n.
2277/03.
Le dimensioni degli accordi stipulati, infatti,
rendono necessario ancora per almeno 18 mesi l'inserimento in
allevamento di suinetti convenzionali, in attesa che l'intero ciclo
di produzione dei maiali possa essere fatto con metodo biologico
nelle dimensioni richieste. La possibilità di
approvvigionamento di animali da altri Paesi europei è di
fatto incompatibile con i marchi della GDO italiana e crea
rilevanti problemi di costo, in quanto non consente di valorizzare le
cosce e altre parti del suino nel circuito delle produzioni tipiche
certificate. E' stato quindi deciso di sollecitare la Regione
Emilia Romagna affinchè intervenga presso il Ministero delle
politiche agricole e forestali per chiedere all'Unione Europea di
esaminare la concessione di una nuova deroga limitata ai territori
delle produzioni tipiche certificate, nei quali al momento non esiste
disponibilità di suinetti nati da scrofe allevate secondo il
metodo biologico.
L'Assessore
Tampieri ha già dato la sua disponibilità ad
intervenire presso il Ministro Alemanno, vista la rilevanza della
questione non solo per il suino bio ma per l'intera produzione
suinicola nazionale, che potrebbe perdere con l'occasione di
importanza nell'ambito delle politiche di marchio della GDO italiana.
|
|
|