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L'aliquota dell' Iva sul cioccolato rimane al 10%
Roma 26 luglio 2006. Ritorna al 10% l'Iva sul cioccolato. Come avevamo annunciato (vedi notizia qui sotto) il decreto legge n. 223 del 4 luglio 2006 che raddoppiava l'Iva, dal 10 al 20%, su caramelle e cioccolato è stato modificato dalle Commissioni parlamentari ed ora si attende, per venerdì 28 luglio, solo la conversione definitiva con il voto della Camera dei deputati, dopo che, con il voto di fiducia, il provvedimento è passato al Senato.
“La nutella ritorna un bene di popolo” ha titolato, nei giorni scorsi, il quotidiano Italia Oggi. Forse il cioccolato non sarà un “bene di popolo” ma certamente la mobilitazione del “popolo del cioccolato” ha contribuito a convincere i parlamentari e il governo a fare marcia indietro perchè il provvedimento andava a colpire la “vasta platea dei consumatori” senza soverchi benefici per il bilancio dello Stato.
Da parte nostra ringraziamo tutti coloro, e sono stati ben 19.871, che hanno partecipato alla “petizione di INformaCIBO” perchè questa volta, come si augurava dalla lontana Manila, Michele Mingozzi, Executive Sous-Chef, anche le nostre firme “sono servite a qualcosa”.
Il Governo fa marcia indietro sul raddoppio dell'Iva sul cioccolato?
Roma 20 luglio 2006.
L'intenzione del governo di portare l'Iva del “cioccolato ed altre preparazioni alimentari contenenti cacao in confezioni non di pregio” come recitano i numeri 62, 64 dell'articolo 37 della tabella A parte III allegata al Dpr del 26 - 10 - 1972 n 633, dall'attuale 10 al 20% sta incontrando seri ostacoli nelle commissioni parlamentari.
Nella prima seduta della commissione Industria, presieduta dal senatore Luigi Pallaro, il decreto sul raddoppio dell'Iva, che tanto ha colpito il “popolo della Nutella”, ha avuto un primo stop.
Perché -si legge nel resoconto parlamentare- la manovra “si tradurrebbe in un forte rincaro a carico della vasta platea dei consumatori”. Il governo per bocca del sottosegretario all'economia Nicola Sartor, ha ribadito la disponibilità del Governo
a “rivedere e migliorare quelle disposizioni che possono avere carattere problematico” come l'Iva sul cioccolato.
Il prossimo 24 luglio a fare gli esami a Tommaso Padoa-Schioppa sarà la Commissione Bilancio presieduta da Enrico Morando e dove, tra gli altri, sono
rappresentati anche gli ex viceministri dell'Economia Mario Baldassarri e Giuseppe Vegas.
Aspettiamo. Ora il Governo è messo alla prova.
Verifichiamo le promesse di disponibilità ad introdurre modifiche al Dpr che tante critiche ha già ricevuto.
Un'IVA poco dolce mobilita il popolo del cioccolato. Circa 15mila “golosi di cioccolato” rispondono all'appello di INformaCIBO
Parma 12 luglio 2006. L'offensiva contro il provvedimento governativo (il decreto legge n. 223 del 4 luglio 2006) che raddoppia l'Iva (dal 10 al 20%) su caramelle e cioccolato sta mobilitando “tutto il popolo della Nutella” e non solo.
Dopo l'allarme lanciato da Eugenio Garducci, presidente di Eurochocolate, dalla Compagnia del Cioccolato, da tantissimi operatori del settore e dopo che INformaCIBO si è fatta promotrice di una raccolta di adesioni da inviare al Governo la battaglia prosegue a tutti i livelli.
La risposta all'iniziativa di INformaCIBO ha del clamoroso, in meno di una settimana hanno inviato messaggi, appelli e semplice firme 14.872 “amanti del cioccolato”.
E' stato un plebiscito, una vera mobilitazione anche grazie ad Elisa Mazza, del portale “Supereva” che ha rilanciato il nostro appello.
Sono arrivati e-mail da tutto il mondo, si sono riuniti nelle pasticcerie per mandarci lettere collettive, numerosi sono stati gli ordini del giorno indirizzati al governo, e a noi per conoscenza, da parte di numerosi Consigli comunali. Chi lo ha mandato via on-line e chi è andato alla posta per spedirci la propria adesione.
Citiamo solo alcune lettere. Domenico Giordano dell' Olearia S. Giorgio scrive “Esprimiamo il nostro rincrescimento per la norma contenuta nelle recente manovra economica governativa con la quale si eleva al 20% l'IVA sul cioccolato. Pur non essendo direttamente interessati......abbiamo tra i nostri clienti bravissimi artigiani del settore dolciario ai quali esprimiamo la nostra solidarietà.
La nostra provincia di Reggio, con un paese in particolare, Taurianova (RC) costituisce una grande tradizione pasticcera e di produzione del torrone artigianale che ,purtroppo, risentirà dell'aumento in questione”. Aderisco all'iniziativa ci ha scritto Angelo Gaggiotti responsabile dell'associazione ambientalista VAS FVG Alto Livenza di Sacile (PN).
Centinaia sono gli chef che hanno aderito, tra gli altri, Massimiliano Ziano Grand Hyatt Hotel Singapore, Riccardo Benvenuti chef del Ristorante "NON SO CHE" di Spello (PG), Enrico Buzzoni dell' ICIFUSA di Brooklyn, Mario Caramella Executive Chef Hyatt Regency Hua Hin e Michele Mingozzi Executive Sous-Chef Peninsula Manila Filippine, che aggiunge “spero che serva a qualcosa”.
Luca Marchesi Master Chef presso "Antonio" vinoteca ristorante in Seoul Sud Korea ci ha scritto “sono a sottoscrivere la mia adesione, per solidarieta' e con la speranza che anche la mia piccola voce faccia parte di un agguerrito coro di pacifica protesta...”.
E poi ci sono arrivati messaggi da tutte le regioni d'Italia, migliaia dalla sola Toscana.
E' di oggi inoltre la decisa presa di posizione dell'AIDI, l'Associazione industrie dolciarie italiane di Confindustria, che chiede la “revoca” del provvedimento e che “sia ripristinata l'aliquota ridotta del 10% per i prodotti a base di cacao e zucchero”.
Ecco alcuni stralci della nota dell'Aidi.
Dopo aver ricordato che il decreto legge recante “Disposizioni urgenti per il rilancio economico e sociale, il contenimento e la razionalizzazione della spesa pubblica, nonché interventi in materia di entrate e di contrasto all'evasione fiscale”, ha esteso indistintamente a tutti i prodotti contenenti cacao ed ai prodotti della confetteria l'aliquota ordinaria del 20%, fino ad oggi applicata esclusivamente ai prodotti in confezione di pregio, considerati “beni destinati a consumi non necessari o di lusso e, quindi, in grado di sopportare una più elevata tassazione” la nota dell'Aidi sottolinea come “questa misura, .... isolata nel contesto del portato del Decreto Legge, andrà a colpire inevitabilmente i consumi di due categorie di prodotti dolciari che vedono l'Italia nelle posizioni più arretrate rispetto al resto dei Paesi UE - siamo infatti solo al 12° posto per il consumo pro capite di cioccolato (4,3 kg contro il 11,1 della Germania, 10,1 dell'Austria e 7,3 della Francia), e addirittura al 13° posto per i prodotti della confetteria”.
“E' certo -scrive l'Aidi- , infatti, che l'incremento dell'aliquota dal 10% al 20% non potrà essere assorbito dall'industria, che già ha compiuto molti sforzi in questi ultimi anni per contenere i prezzi, con l'obiettivo di far crescere i consumi. L'aumento dei prezzi al consumo dei prodotti in questione si ripercuoterà, inoltre, sul paniere dell'indice dei prezzi al consumo, nel quale sono compresi i prodotti del cioccolato e della confetteria.
Oltre alla contrazione dei consumi, la misura presa dal Governo per “esigenze di semplificazione” comporterà conseguentemente un calo dei livelli produttivi delle aziende nazionali, aumentando il gap con i produttori dei principali Paesi concorrenti europei, nei quali il quadro fiscale con riferimento alle tipologie merceologiche in questione presenta aliquote comprese tra il 3 e il 10%: la Germania è al 7%; la Francia ha recentemente previsto misure fiscali specifiche per agevolare l'industria dolciaria riducendo l'IVA sui cioccolatini (“bonbons de chocolat”) e attualmente tassa la maggior parte dei prodotti di cioccolato con l'aliquota ridotta del 5.5%; in Svizzera, che del cioccolato fa il suo prodotto simbolo, l'aliquota è addirittura al 2.4%; la Repubblica Ceca applicherà dal 15 luglio p.v. per i prodotti in questione l'aliquota del 5%.
Se si considera che le confezioni di pregio rappresentano una percentuale irrisoria (circa l'1%) del totale commercializzato, sarebbe stato più in linea con il perseguimento di un “rilancio economico e sociale” enunciato dal Decreto, -conclude l'Aidi- che si fosse scelto di eliminare, invece, l'aliquota del 20% per le confezioni di pregio, evitando così di provocare i negativi riflessi sui consumi e sulla produzione che l'incremento dell'IVA di 10 punti comporterà”.
Da parte nostra mentre diciamo grazie a tutti quelli che hanno aderito al nostro appello informiamo che abbiamo già contattato alcuni gruppi della maggioranza parlamentare
e nei prossimi giorni invieremo a tutti i Gruppi rappresentati al Parlamento
i messaggi e le firme.
INformaCIBO quindi, continuerà a seguire il problema ma, d'ora in poi, invitiamo i nostri lettori a scrivere direttamente al gruppi parlamentari.
Ecco i rappresentanti dei gruppi parlamentari della Camera dei Deputati:
BONELLI_A@camera.it (Verdi)
BRUGGER_S@camera.it (Misto-Minoranze linguistiche)
POMICINO_P@camera.it (Democrazia Cristiana - Partito Socialista)
DONADI_M@camera.it (Italia dei Valori)
FABRIS_M@camera.it (Popolari-Udeur)
FRANCESCHINI_D@camera.it (L'Ulivo)
LARUSSA_I@camera.it (Alleanza Nazionale)
MARONI_R@camera.it (Lega Nord Padania)
MIGLIORE_G@camera.it (Rifondazione Comunista)
SGOBIO_C@camera.it (Comunisti Italiani)
VILLETTI_R@camera.it (La Rosa nel Pugno)
VITO_E@camera.it (Forza Italia)
VOLONTE_L@camera.it (Unione dei Democratici e dei Democratici di Centro)
Presidenza del Consiglio dei ministri Palazzo Chigi Piazza Colonna 370 00186 Roma - Italy tel. +390667791
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