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TORRACCIA
DEL PIANTAVIGNA
Nasce una nuova azienda vitivinicola dal matrimonio di due grandi realtà imprenditoriali
Ne parlano Giacomo Ponti e Alessandro Francoli
Puntano principalmente sul Nebbiolo, ma anche su Vespolina, due note aziende italiane: la Ponti Spa e la Distillerie Francoli Spa con la nascita di TORRACCIA DEL PIANTAVIGNA che si sono unite per un nuovo importante investimento nel Nord del Piemonte per valorizzare al massimo i vigneti e i vitigni locali.
Ne hanno parlato a Milano, nella location di “Bottaccio Milano”, all'interno di un bellissimo palazzo cinquecentesco opera del Bramante, Giacomo Ponti e Alessandro Francoli, due protagonisti del progetto TORRACCIA DEL PIANTAVIGNA.
La nuova azienda agricola si estende su un'area collinare di circa 50 ettari ripartiti tra Ghemme e Gattinara, zona “storica” per la vitivinicoltura della regione, che sarà quasi interamente destinata alla produzione di Nebbiolo doc oltre ai classici Ghemme docg e Gattinara docg.
L'obiettivo della collaborazione è dunque la creazione di pochi, selezionati prodotti ottenuti da uno dei vitigni autoctoni più potenti e rappresentativi della regione.
Una parte del vigneto sarà dedicata anche all'allevamento della Vespolina, vitigno autoctono dalle interessanti potenzialità espressive.
Il giovane rampollo della famiglia Ponti, Giacomo, ha subito ricordato che “fin dal 1867 la sua famiglia produceva aceto e vino”, infatti -ha aggiunto- “abbiamo trovato nella parrocchia di Sizzano a due chilometri da Ghemme un atto di matrimonio di Giovanni Ponti, mio trisavolo, che documenta la sua professione: produttore di aceto e di vino”.
Ma lo sviluppo dell'Azienda è opera del nonno Guido che, diplomatosi enologo ad Alba nel 1924, nella seconda metà degli anni '60 decise di valorizzare le potenzialità vitivinicole della zona dell'Alto Novarese acquistando un podere che si estende per 25 ettari sulla collina del Comune di Ghemme confinante con il podere dell'Azienda Francoli.
“E' stata questa -racconta Ponti- la prima vigna, seguita da quella di Francoli, ad essere impiantata secondo una tecnica innovativa che manteneva l'uva distante dal terreno permettendo all'uva una maturazione più efficace e quindi una migliore qualità del prodotto. L'obiettivo di mio nonno era proprio quello di valorizzare al massimo i prodotti vitivinicoli dell'Alto Novarese”.
Ma poi l'Azienda è cresciuta, rafforzandosi dal punto di vista industriale, diventando leader in Italia e nel Mondo nella produzione di aceto di vino e negli altri segmenti, aceto speciale, aceto di miele e aceto Balsamico di Modena. Nel corso degli anni la Ponti ha ancora di più diversificato l'offerta al consumatore con le conserve vegetali sott'olio e i sott'aceti per cui, dice Giacomo Ponti “l'Azienda si è trovata sempre attratta dalla bella passione per il vino ma esisteva una sorta di iato tra la distribuzione industriale dell'aceto e dei sott'aceti e la produzione vinicola a carattere artigianale”. E qui Ponti passa a spiegare i motivi che impedivano all'azienda di fare il grande salto nella commercializzazione del vino. “La nostra rete commerciale -ha spiegato Ponti- ha provato ad introdurre i vini della zona dell'Alto Novarese ma si è trovata di fronte a tre handicap: il problema del prezzo, la credibilità del marchio -in Italia Ponti è sinonimo di aceto e vino e aceto non vanno assolutamente d'accordo- e i numeri troppo piccoli per la grande distribuzione”.
Ora con la nascita di questa grande realtà rappresentata da TORRACCIA DEL PIANTAVIGNA l'obiettivo è quello di puntare a diventare adulti anche nel settore del vino con un progetto di grande respiro che metta d'accordo l'economia e la qualità. “Siccome -ha aggiunto infine Ponti- i nostri poderi sono confinanti con quelli di Francoli riusciamo ad avere, economie di scala e una massa critica di uva da trasformare in vino, decisamente più elevata e che ci permetterà di affrontare il grande mercato offrendo al consumatore, e principalmente al settore della ristorazione, un vino di eccellente qualità”.
Al termine il giovane Giacomo, rappresentante della quarta generazione dei Ponti, ci tiene a rimarcare che il suo obiettivo principale, insieme a Francoli, è quello di “valorizzare un territorio e una realtà vitivinicola che tanto ha dato alle nostre due aziende”.
Da parte sua il Presidente Alessandro Francoli, trapiantato in Piemonte dalla Lombardia “ma io mi sento piemontese perché ho fatto un patto con me stesso dicendo “da oggi sono piemontese a tutti gli effetti”, ha parlato, non solo da leader di una grande azienda, ma da grande appassionato di vini e da, come ci tiene ad essere definito, da “uomo del vigneto”.
Alessandro Francoli dal 1996 ha puntato tutte le sue forze sul Nord Piemonte vitivinicolo “da quando cioè mi sono accorto -dice- che le aree di Novara, Vercelli e Biella stavano perdendo il treno per i soliti campanilismi e le gelosie” e cosciente del fatto che “era un'area che aveva grosse potenzialità dal punto di vista qualitativo, però non poteva esprimere delle quantità significative sul piano commerciale” Francoli, proprio in quegli anni, ha cominciato ad accarezzare l'idea di riunire i produttori del Nord Piemonte attraverso la costituzione di un Istituto, “perché allora -sottolinea- non erano ancora di moda i Consorzi”.
Così è nato l'Istituto per le Terre del Nebbiolo del Nord Piemonte”.
“Esso ha lavorato bene -continua Francoli-, abbiamo cominciato a rompere il ghiaccio: la zona ha preso una connotazione precisa, ne hanno parlato i giornalisti, abbiamo fatto sapere che nella zona ci sono due Docg eccellenti, Gattinara e Ghemme, abbiamo portato infine il vino in giro per l'Italia e all'estero”. E a questo punto esce fuori il Francoli che unisce la sua passione per il vino a quella di manager “siamo riusciti a lavorare bene anche verso l'estero ma io sono convinto che se vogliamo davvero vincere dal punto di vista commerciale ed essere forti e presenti sul mercato lo dobbiamo essere prima di tutto nel nostro territorio di origine e di riferimento”. E ha aggiunto: “se non siamo forti nel Nord Piemonte vitivinicolo, come espressione geografica, siamo dei signori nessuno”.
Questa la precisa convinzione di un grande produttore di vino e di un grande appassionato di vitigni che “parla con il cuore”.
Dopo la creazione dell'Istituto delle Terre del Nebbiolo Nord Piemonte, che ha dato alla zona grandi soddisfazioni, è arrivata anche la creazione del Consorzio con l'imprimatur ministeriale.
A questo ciclo positivo che ha dato ragione a chi, come Francoli, ha sempre creduto alle potenzialità di questo territorio si aggiunge la nuova avventura TORRACCIA DEL PIANTAVIGNA che colma la carenza dal punto di vista produttivo. “Considerata la frammentazione che da sempre caratterizza le proprietà viticole sul nostro territorio, questa fusione è strategicamente molto importante” -ha detto ancora il Presidente Alessandro Francoli- perché consentirà di produrre vini doc (accanto alle docg Gemme e Gattinara che rimangono le nostre gemme) in una zona particolarmente vocata, sfruttando un'estensione del vigneto a corpo unico che fino ad oggi nessuna azienda del territorio ha mai potuto vantare. Ciò permetterà di esercitare con efficacia controlli e interventi su tutta la filiera produttiva, dalla vigna fino all'imobottigliamento, puntanto su livelli assoluti di qualità offerti al consumatore a prezzi di buon senso”.
L'obiettivo dichiarato è dunque quello di collocare presto la nuova realtà nel circolo virtuoso delle aziende di cui si parla e di cui, soprattutto, si apprezzano i vini. Il vino più importante su cui punta TORRACCIA DEL PIANTAVIGNA è il Nebbiolo.
Gli elementi per ottenere risultati positivi, ci sono tutti: una solida ed affermata struttura economica alle spalle, entusiasmo, uno staff tecnico di prim'ordine guidato da Beppe Caviola, autorevole enologo che vanta prestigiose collaborazioni a livello nazionale - coadiuvato dall'altrettanto noto agronomo Federico Curtaz - e l'ambizione di riaccendere sull'intera zona la curiosità e l'attenzione di tutti coloro per i quali il vino di qualità è forte motivo di attrazione.
Per due aziende leader nei rispettivi settori di produzione, forte è anche l'impegno per la salvaguardia di una delle identità colturali regionali in sintonia con il manifesto interesse, da parte dei consumatori, per le varietà tipiche di un territorio: puntare su Nebbiolo e Vespolina - e insistere sulla specializzazione della qualità in quest'area di Piemonte - significa interpretare al meglio questa tendenza.
L'incremento produttivo dell'azienda determinerà un restyling, per altro già avviato, dell'esistente cantina con l'adozione di nuovi impianti di pigiatura e vinificazione, di un magazzino termocondizionato per l'affinamento dell'imbottigliato e di una nuova area per l'invecchiamento.
La produzione di TORRACCIA DEL PIANTAVIGNA sarà commercializzata a partire da aprile 2004 e collocata sul mercato italiano nel circuito dei migliori ristoranti ed enoteche, con una particolare attenzione al territorio del Nord Piemonte, senza dimenticare i mercati esteri.
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