Intervento dei Nas: rifiuti pericolosi usati come ingredienti alimentari. Uova scadute, 61 indagati. I nomi delle aziende

 

Foto tratta dal quotidiano QN7 dicembre 2005. Le frodi alimentari mettono sempre più a rischio la salute dei cittadini, prima il latte per i bambini, poi la carne, poi ancora i falsi vini Doc e ultimamente le uova e i loro derivati.

 

Certamente non bisogna abbandonarsi ai facili allarmismi ma neanche far finta di niente: c'è bisogno di una strategia di controlli, ancora più rigorosi di fronte ai comportamenti criminosi e fraudolenti a danno della salute dei consumatori. Ma anche per rispetto delle aziende, e sono la maggioranza, che si comportano correttamente.

 

Ha fatto bene l'azienda Barilla a precisare immediatamente, con un comunicato e una pubblicità a pagamento sui maggiori quotidiani, la bontà e la sicurezza dei suoi prodotti. E a sottolineare, con forza e da subito, la totale garanzia in termini di sicurezza alimentare di tutti i prodotti realizzati e commercializzati con i propri marchi (Barilla, Mulino Bianco, Pavesi)”.

 

Tutto ciò a tutela dei consumatori ma anche della serietà aziendale.

 

Perché l'ultimo fatto di cronaca, la commercializzazione di quell'impasto industriale, noto come “ovoprodotto”, usato per preparare pasta e dolci, va considerato particolarmente grave e odioso. Arrivare a usare dei veri e propri rifiuti pericolosi, di origine animale ma oramai in avviata fase di decomposizione, per l'alimentazione è davvero un gesto gravissimo e meritevole di pene severissime. Ma anche di maggiori controlli nell'intero comparto agroalimentare.

 

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Il testo del Comunicato-stampa emesso dall'Azienda BARILLA

 

Riassumiamo i fatti e l'accusa: veniva utilizzato per l'alimentazione un prodotto destinato all'incenerimento

 

 

 

 

 

 

 

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