L'associazione Vas-Verdi Ambiente e Società: Ogm,

dopo 5 anni l'Efsa presenta un pessimo bilancio

 

Roma, 30 ottobre 2007. “La nascita dell'Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare (Efsa) è stata appoggiata con forza dalla società civile, prima ancora che l'Europa cominciasse a parlare di sicurezza degli alimenti”.  Così dichiara Simona Capogna, dell'Esecutivo Nazionale Verdi Ambiente e Società (VAS).


Verdi Ambiente e Società, in particolare, fin dal 1998, con Guido Pollice (Presidente) e Donato Troiano (Consiglio Nazionale) hanno sostenuto la necessità di un'Authority e la sua localizzazione presso Parma.

Dopo 5 anni di attività, però, il bilancio è assolutamente deludente e, oggi, insieme a tutte le organizzazioni della Coalizione ItaliaEuropa Liberi da Ogm, denunciamo presso la sua sede l'incapacità dell'Agenzia di svolgere un ruolo significativo a tutela della salute dei cittadini e dell'ambiente.
 
Nonostante la giovane età, l'Efsa ci ha dato più volte l'occasione di metterne in discussione la serietà. Due casi sono emblematici: quello del mais Mon 863 della Monsanto, i cui effetti dannosi sono stati rivelati da una "soffiata" alla stampa britannica (e confermati da un centro di ricerca indipendente Criigen) nonostante l'Agenzia ne avesse già decretato la sicurezza, e quello della patata Amflora della Basf, considerata sicura, nonostante contenga marcatori di resistenza agli antibiotici e si possa già ipotizzare un impatto ambientale negativo.

Ad essere stata compromessa è la stessa credibilità dell'Agenzia come ente scientifico indipendente. Perché non si tratta di casi isolati: il suo Comitato Scientifico non ha mai approfondito i dati "rassicuranti" forniti dalle aziende produttrici di Ogm. Tutti i prodotti trasgenici "vagliati" sono stati considerati non rischiosi anche quando esperti esterni, Stati membri, Organizzazioni internazionali hanno espresso forti perplessità in merito, con il supporto di nuove evidenze scientifiche.

La Coalizione chiede, quindi, seri cambiamenti nella gestione delle attività dell'Agenzia, maggiore trasparenza, un'attenta valutazione dei rischi connessi agli Ogm, una reale apertura agli organi tecnici esterni e al pubblico, una maggiore responsabilità.
Poiché i suoi pareri pesano sul processo decisionale delle istituzioni europee e quindi dei governi determinando il futuro del sistema  agroalimentare europeo. Un futuro che per essere sostenibile deve essere "libero da Ogm".

 

 

 

 

 

 

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