|
|
|

|
|
La cronaca del “nostro” Vincenzo Reda
giurato/degustatore alla 9° Selezione Nazionale Vini da Pesce
Sirolo (Ancona) 15 - 17 maggio 2008. “Secondo te, il terzo com'era? Io gli ho dato 81, mi sembrava abbastanza corretto, senza grandi pregi né grandi difetti. Il quarto, invece, l'ho sentito con troppa solforosa...A me è piaciuto il sesto, un ottimo chardonnay: gli ho dato 86, sai, per non esagerare....”.
Questi i discorsi tra una sessione e l'altra nelle degustazioni di valutazione, rigorosamente anonime, della 9° Selezione Nazionale Vini da Pesce, organizzata dall'Ente Fiere della Regione Marche, con l'ASPeA, la Camera di Commercio di Ancona, la Regione Marche, la Provincia di Ancona e in collaborazione con Assoenologi e ICE.
Per certo, un concorso serio e di livello molto alto: 5 commissioni, composte ognuna da 5 enologi e 2 giornalisti - 7 stranieri, provenienti da Russia, Svezia, Olanda, Romania, Slovacchia e Ungheria e 3 italiani, me compreso - hanno esaminato in 5 sessioni, ciascuna di mezza giornata, 543 vini di 284 aziende rappresentanti le 20 Regioni italiane.
Un lavoro meticoloso e faticoso in cui ognuna delle commissioni ha esaminato circa 110 vini: alla fine, sotto il rigido ma discreto controllo dell'avv. Gabriele Maresca, sono state compilate 3.801 schede, con 53.746 giudizi parziali e oltre 4.000 bicchieri utilizzati in degustazione. Un lavoraccio diretto con grande autorevolezza da Giacomo Moretti, che sostituiva Giuseppe Martelli, assente per motivi personali.
In verità, accolti dal magnifico Hotel Monteconero, un convento benedettino riadattato in albergo nel comune di Sirolo, in cima al promontorio e circondati da vergini ettari di leccete e macchia mediterranea del Parco, non si può sostenere, senza rischiare l'incolumità fisica, di aver trascorso un finesettimana di faticoso lavoro a degustare e valutare vini.
Certo, all'inizio di ogni sessione pareva di entrare in conclave: le mescite ritualizzate dei campioni, la gestualità della valutazione e dell'assaggio, l'assoluto silenzio.....
I risultati hanno premiato molti vini del sud tra i bianchi e i rosati secchi Docg, Doc e Itg; tra quelli affinati in barrique, i vini del centro e del nord hanno ripreso un po' di fiato; per le bollicine, al contrario, nulla da fare per il sud. Cito, per brevità, il Taburno Doc Falangina “Adria” 2007 di Torrecuso (BN), giudicato dalla mia commissione, che ha vinto la medaglia d'oro per i bianchi secchi Docg e Doc; il Basilicata IGT Bianco “Fonte di Luna” 2006, Venosa (PZ) - la terra del mio grande Orazio - vincitore fra i bianchi secchi IGT; infine, doveroso citare il Vino Spumante ExtraBrut 2003 di Garofoli, Loreto.
Tutto sommato, occorre riconoscere l'alta percentuale - 358 vini, il 66% su 543 presentati - di giudizi con punteggi di almeno 80 centesimi che corrisponde, nella scheda internazionale di valutazione, alla definizione “Ottimo”.
Per onestà personale, non posso non evidenziare, pur tra la generale ottima qualità, l'assenza di un vino davvero entusiasmante; presumo questo voglia il mercato: vini di ottima qualità, senza difetti evidenti, tutti con olfatto persistente e armonico, di buon corpo (il 2007 è stata un'annata di zuccheri elevati) e gusto equilibrato.
Detto quel che c'era da dire sul versante tecnico della faccenda, non posso non scrivere qualcosa in più sulle atmosfere e le persone.
La location, come si dice oggi, del Monte Conero è a dir poco formidabile: uno di quei posti in cui subito dici, qui ci debbo tornare con chi mi è caro.
La qualità dei ristoranti scelti nelle 4 giornate di lavoro è da considerarsi, senza tema di smentita, alta, con citazione per il ristorante “ Da Silvio” , per la magnifica cena, rigorosamente tradizionale, offerta ai giornalisti dalla famiglia Garofoli e per i vini offerti da AssiVip durante la serata conclusiva, che ha visto, tra l'altro, il gradito intervento di Michele Cucuzza della Rai.
Interessante la visita a Matelica del Centro Italiano di Analisi Sensoriale, sotto la guida della simpaticissima, italoargentina, Lucia Bailetti: un vulcano di passione e di competenza.
Non posso non ricordare tra i colleghi giornalisti lo “svedese-napoletano” Anders Levander, svedese innamorato perdutamente delle Marche e dell'Italia; Antonello De Cesare, romano; Dmitry Lisenkov, russo, giovanissimo e perfettamente a proprio agio con la nostra lingua.
Così come non posso non citare i numerosi, simpatici, molto competenti enologi provenienti da tutta la Penisola: inutile sottolineare il fatto che ho molto legato con i siciliani, qualche marchigiano - uno dei quali mi ha fatto conoscere il protoenologo Francesco Scacchi da Fabriano - e un paio di veneti.
Naturalmente, dimenticare Paola Donà, che per conto dell'Erf gestisce tutto l'apparato organizzativo e i rapporti con le case produttrici e partecipanti alla Selezione, costituirebbe un fatto grave da parte mia: Paola, oltretutto, è una bella storia di veneta trapiantata nelle Marche...
Mi piace anche di sottolineare la leggera, e po' stravolta, simpatia di Paolo Gasparro dell'ICE, che ci ha seguiti, con particolare attenzione ai colleghi stranieri, durante le due giornate di educational.
Concludo citando, senza andare oltre (è conosciuto e apprezzato da tutti), Alberto Mazzoni, la vera anima di questa manifestazione, unica nel suo genere in Italia - non bisogna dimenticare che esiste, seppur con alcune interruzioni, dal 1958, anno in cui fu ideata per far da cornice alla Fiera della Pesca di Ancona.
E dunque, arrivederci alla prossima, ci auguriamo memorabile, 10° edizione.
Per ulteriori informazioni: ERF di Ancona
(tel. 071/5897215, fax 071/5897213, info@vinidapesce.it).
Sito web www.vinidapesce.it
|
|
|