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Se Kengo Kuma disegna il sapore, il design del vino a Tokyo è Bava.
Bava promuove Architetti in Cucina al Ristorante Armani di Tokyo
Giovedì 29 Maggio all'Armani Ginza Tower di Tokyo Roberto Bava ha presentato il primo degli appuntamenti “Architetti in Cucina”, una rassegna di eventi enogastronomici per la promozione del prodotto Italia in occasione dell'anno del Design e del Convegno mondiale degli architetti a Torino.
Il progetto unisce il segno di un grande architetto alla sapienza di un grande chef nell'interpretazione di piatti italiani accompagnati dai vini Bava.
Il primo appuntamento ha visto Kengo Kuma, architetto fra i più noti dello star-system giapponese, lavorare a fianco di Enrico Derflingher, uno degli chef italiani più conosciuti al mondo.
Un esercizio di stile che diventa “estetica” del gusto ma soprattutto valorizzazione dei sapori e dei profumi delle terre piemontesi: “Quando ci siamo interrogati su come valorizzare il nostro territorio e i prodotti dell'astigiano in occasione del Congresso Mondiale di Architettura di fine Giugno 2008, abbiamo pensato all'abbinamento fra Alta Cucina, Vini e Architettura. Ci sembrava interessante far lavorare due professionisti fianco a fianco non solo per dare vita a `opere uniche' ma per dimostrare che ..la forma modifica il gusto” spiega Roberto Bava “L'idea ha riscontrato il consenso del gruppo di lavoro insediato presso il Comune di Asti per l'anno del Design e dell'Ordine degli Architetti di Torino che ha inserito il progetto nel calendario dell' “Off Congress”
Un tema con precisi riferimenti nella storia della gastronomia, primo tra tutti Antonin Careme, (1784-1833) -lo “chef dei re, il re degli chef” - con le pieces montèes della sua cucina architettonica monumentale.
All'interno del nuovo Ristorante Armani (disegnato dall'architetto italiano Massimiliano Fuksas) la serata sarà aperta al pubblico su prenotazione e ai partecipanti verrà offerto un menu artistico numerato con la ricetta del nuovo piatto creato da Derflingher su progetto grafico di Kengo Kuma: i Tajarin “Kengo Kuma Style”.
Giovedì 29 erano presenti alla cena -fra i molti media giapponesi accreditati- Mario Bova, Ambasciatore Italiano in Giappone e Umberto Donati Direttore dell'Istituto Italiano di Cultura a Tokyo.
Il menu prevedeva numerosi richiami a ingredienti della cucina piemontese nonché vini della patria del Barbera, provenienti dalle vigne Bava.
Dal fegato grasso caldo con insalata di asparagi verdi e tartufo nero piemontese estivo (servito con Oro di Altalanga Millesimo 1999 di Giulio Cocchi) all'orata giapponese croccante all'olio di nocciola e timballo di verdure (con Stradivario, Barbera d'Asti Superiore DOC 1999); dal filetto di vitello da latte gratinato con caprino e galletti (con lo straordinario Contrabbasso, Barolo di Castiglione Falletto) al semifreddo al Cioccolato e Gianduiotti torinesi col classico Barolo Chinato di Cocchi.
Da notare che il progetto andra' avanti con altri Architetti e Chef in giro per il mondo entro il 2008 e il calendario dei prossimi eventi e' aperto ed in fase di elaborazione.
www.bava.it
BAVA - L'AZIENDA
Bava nasce come Casa Vinicola nel 1911 a Cocconato d'Asti e cresce nel tempo con proprietà viticole tra Monferrato e Langhe. Roberto Bava, con i fratelli Giulio e Paolo, alla quarta generazione nella conduzione delle cantine e dei vigneti, ha impresso un ulteriore sviluppo imprenditoriale all'azienda di famiglia, cresciuta nello stile tutto piemontese dei piccoli passi.
Alla qualità che da sempre caratterizza le etichette Bava si aggiungono oggi creatività e ricerca scientifica, due aspetti della produzione enologica oggi fondamentali, specie per chi -come Bava- lavora sui mercati internazionali facendosi portavoce del gusto italiano e della identita' piemontese.
KENGO KUMA
Kengo Kuma è un architetto contro-corrente. I suoi progetti sfidano il delirio architettonico esploso in Giappone a cavallo tra gli anni 80 e primi anni 90, i "bubble years" del boom economico che hanno prodotto edifici solidi, maestosi, in cui le parole d'ordine sono monumentalità , autorità, linee definite, ferme, pesantezza.
Kuma cerca altro: edifici dai confini sfocati, che affondino nel paesaggio, si mimetizzino. «Il mio obiettivo ultimo è cancellare l'architettura» disse una volta.
Legno, bambù, metalli, pietra, in moduli esili e ripetuti, creano superfici discontinue, rarefatte, permeabili, che riescono a sconfiggere la monoliticità anche delle sue "creature" più imponenti.
Tra le ultime opere ricordiamo One Omotesando (2003), sede di note griffe di moda a Tokyo che dialoga armonicamente con il viale alberato su cui si affaccia, e il Nagasaki Prefectural Art Museum, il cui gioco di luce e trasparenze si riflette nel canale d'acqua che attraversa il museo »
ENRICO DERFLINGHER
Ha aperto da due anni a Tokyo Officina di Enrico dopo aver lavorato per alcune delle cucine più prestigiose del mondo.
Nato a Lecco nel.... terra di confine e di sapori italiani ha studiato a Bellagio (Como) e poi girando il mondo, da vero globe-trotter della cucina.
Ha fatto esperienza nei migliori ristoranti del mondo, da Cipriani al Badrutt Palace di St. Moritz , solo per citarne due, ed è stato anche tre anni ai fornelli della Casa Bianca, ai tempi di Bush padre. Quando è andato invece a dirigere le cucine della casa reale inglese (compito - spiega - che implica molti spostamenti, dalle residenze di campagna allo yacht Britannia) si è “trovato ad essere - racconta - il primo cuoco italiano dopo una tradizione culinaria tutta francese. Ma non è stato difficile accontentare i reali inglesi, soprattutto Carlo e Diana, amanti dei piatti semplici e genuini”. Lady D in particolare “fu conquistata dai tagliolini fatti in casa, con mazzancolle e zafferano”. In Italia Enrico ha conquistato la stella Michelin alla Terrazza dell'Eden di Roma che ha guidato per nove anni.
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