|
Cibus torna a Mosca con Vinitaly
Il ministro per le politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia apre un tavolo bilaterale per migliorare le procedure doganali per l'import di Vino
Luca Zaia ha incontrato importatori e giornalisti russi: «Ci vorrebbe un Vinitaly World Tour al giorno»
Mosca, 11 giugno 2008 - Diplomazia e promozione hanno aperto lo scorso 9 giugno l'edizione 2008 di Vinitaly Cibus Russia, l'evento organizzato da Veronafiere in partnership con Cibus e Ice.
Ancora una grande occasione per Vinitaly e per la Fiera di Parma, che ha in Cibus il suo fiore all'occhiello, per dimostrare ls loro leadership nel settore fieristico dell'agroalimentare.
Parma sta ancora aspettando la risposta di Federalimentare per la proroga del contratto tra Fiere di Parma e la Federazione alimentare per la manifestazione di Cibus che scade nel 2012.
La richiesta avanzata al presidente Auricchio, dal Sindaco di Parma, Pietro Vignali, e anche dal presidente di Fiere di Parma, Franco Boni è che l'alleanza con Federalimentare continui e si rafforzi sino al 2020, ma non tutto è chiaro all'orizzonte.
Intanto l'assemblea dei soci di Fiere di Parma ha proprio ieri approvato il bilancio 2007 della società, definito “non positivo”, “con una perdita di 571mila euro, in parte dovuta alla persistente stagnazione dei mercati di riferimento, ma in parte anche a “scelte gestionali degli organi delegati che hanno generato costi ed impegni non previsti”.
Impasse invece per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione per le mancate modifiche statutarie.
«Speravo - ha commentato al riguardo il presidente Boni- che le recenti aperture di Federalimentare, nelle persone del presidente Auricchio e dei presidenti di tre delle filiere più importanti, a favore di un prolungamento sino al 2020 del contratto che ci lega in Cibus, servissero ad accelerare la decisione sulle revisioni statutarie, tra l'altro già sollecitate nell'Assemblea del 12 ottobre del 2007».
«Dobbiamo a breve ottenere il parere -ha aggiunto Boni- anche delle altre filiere aderenti a Federalimentare, assumendo precisi impegni per completare gli investimenti nel quartiere. Attendiamo quindi con ansia le decisioni dei nostri azionisti, preoccupati di non perdere il momento favorevole, dopo il successo ottenuto con Cibus 2006, Cibus Roma 2007, e soprattutto con lo straordinario risultato di Cibus 2008. Sarebbe un vero peccato non cogliere l'occasione, rischiando di vanificare il lavoro di recupero portato avanti in questi anni».
Quindi è un periodo di gran lavoro per le scelte future di Fiere di Parma, (dove si ritorna a parlare di un ritorno alla presidenza di Marco Rosi, patron di Parmacotto e già presidente dell'Ente fieristico ducale dal 1992 al 1998 e in buoni rapporti con i vertici di FieraMilano e Fondazione) e degli assetti fieristici di tutto il settore dell'agro-alimentare a cominciare dalla milanese TuttoFood.
Ma tornando a Vinitaly Cibus Russia c'è da dire che l'inaugurazione ha permesso al ministro per le politiche agricole alimentari e forestali Luca Zaia di incontrare il suo collega russo Alexei Gordeev e di aprire un tavolo bilaterale per affrontare le problematiche relative all'import di vini in Russia. Il prossimo confronto su classificazione dei prodotti e nuova normativa doganale verrà fatto in Italia.
“La Russia - ha detto Zaia - è un mercato che per l'agroalimentare italiano vale 350 milioni di export, con il vino che ricopre il ruolo più importante”.
L'Italia è infatti il quinto fornitore di vini del mercato russo, ma primo assoluto di bollicine, surclassando i francesi e il loro champagne. Anche la grappa si fa largo, assieme a tutto l'agroalimentare italiano di qualità e la partecipazione del ministro rafforza, con la sua azione diplomatica, il tradizionale lavoro di promozione che Vinitaly svolge ormai da cinque anni nel Paese.
All'incontro è seguita la conferenza stampa sulle “Prospettive dell'agroalimentare italiano sul mercato russo”, al quale erano presenti, oltre a numerosi giornalisti e operatori russi, Roberto Pelo, direttore dell'Ufficio Ice di Mosca, Daniele Rossi e Luigi Scordamaglia, rispettivamente presidente e consigliere delegato di Federalimentare, Giuseppe Ambrosio, direttore Dipartimento delle politiche di sviluppo economico e rurale del Mipaaf, e Andrea Sartori, presidente dell'Unione Italiana Vini.
«Veronafiere - ha sottolineato Giovanni Mantovani, direttore generale - è una piattaforma per realizzare tutte le iniziative utili alla crescita del made in Italy nel mondo, a servizio delle istituzioni e delle aziende e della politica economica del Governo».
Qualificata la presenza enologica alla quinta edizione di Vinitaly Cibus Russia, con oltre cento cantine e collettive regionali in rappresentanza del wine & food italiano.
«Questo anche grazie alla partecipazione di alcune delle aziende del Consorzio Italia del Gusto che raggruppa i principali marchi del made in Italy alimentare, da Aia, Auricchio, Barilla, Bauli, Filippo Berio, Illy, a Parmareggio, Parmacotto, Rana, Sapori, San Benedetto» - come ha sottolineato Beppe De Simone, direttore commerciale di Fiere di Parma.
La produzione enogastronomica italiana è presente in Russia nella fascia alta di mercato. In particolare per il vino, l'Italia esporta con un prezzo medio al litro superiore a 2,40 euro contro 0,87 del prodotto francese L'incremento in valore, inoltre, è maggiore rispetto a quello in quantità, con un andamento molto migliore rispetto a quello degli altri competitor.
In Russia i vini di fascia super premium (con un prezzo al dettaglio al di sopra dei 500 rubli, cioè superiore a 13,5 euro) e i premium (sopra i 200 rubli, cioè circa 5,4 euro) rappresentano solo il 5-6% del mercato enologico, mentre il segmento in maggiore espansione è quello di fascia bassa, con il 60% del volume e un prezzo al dettaglio al di sotto dei 100 rubli (meno di 2,70 euro). Il mercato d'elezione del vino italiano resta quindi saldamente legato alla ristorazione d'alta gamma, ma promettenti opportunità si aprono per la conquista del consumo casalingo, aumentando la presenza nella vendita al dettaglio.
Importante il ruolo dei wine bar, che aprono sempre più numerosi a Mosca, ma anche a San Pietroburgo, mentre le altre città e soprattutto le aree rurali sono ancora poco toccate da questi nuovi modelli di consumo e di aggregazione. Spesso si tratta di locali particolarmente curati, dove regna il lusso sfrenato per assecondare lo stile dei più ricchi. La maggior parte, invece, aiuta a far crescere il gusto e la conoscenza dei vino, in un ambiente conviviale.
Vinitaly Cibus Russia si è conclusa oggi, 11 giugno, a San Pietroburgo.
www.vinitaly.com
|