Attribuiti i premi banditi dallo Spumante Ferrari

La Stampa conquista il “Titolo dell'Anno”, mentre la “Copertina dell'Anno” va all'Espresso

 

 

di Mariella Belloni con foto di Giulio Ziletti

 

Milano 12 ottobre 2007. Svelati ieri sera i vincitori del Premio Ferrari “Il Titolo dell'Anno” e del Premio Ferrari “La Copertina dell'Anno” a Milano, fra le rispettive Nomination, a conclusione di una serata che ha visto la partecipazione di grandi firme del giornalismo italiano.

 

“La guerra è finita ammazzatevi in pace”. Questo titolo, apparso sul quotidiano La Stampa del 13 giugno 2006, ha conquistato il premio “Titolo dell'Anno” bandito dalla Ferrari, la prima casa italiana di spumante metodo classico.

All' Espresso, invece, è andato il premio “La copertina dell'Anno” grazie alla faccia di Roberto Saviano sotto la quale campeggiava la scritta “Dove eravate?”, nel numero 46 del 23 novembre 2006.

 

Alle rispettive redazioni di `Stampa' ed `Espresso' sono andate 1.000 bottiglie di Spumante Ferrari.

 

Gli organizzatori del riconoscimento hanno voluto premiare così non un singolo giornalista, ma l'intera redazione che ha lavorato alla pagina stampata, compresi quei professionisti meno famosi, misconosciuti da altri concorsi. In questa prima edizione del Premio Ferrari si premia sostanzialmente un lavoro di squadra.

 

E così sono nati i due premi che consistono in 1.000 bottiglie di Brut targato Ferrari destinati ai quotidiani e ai periodici italiani che, a giudizio dei lettori e di una giuria composta da nomi di spicco del giornalismo italiano hanno meglio onorato quella raffinatissima e ostica arte che è la titolazione o la composizione di una copertina.

Ma c'è un'altra motivazione: finora i premi puntavano ad esaltare il lavoro del singolo giornalista. “Invece noi vogliamo premiare il lavoro di squadra all'interno della redazione” - sottolinea Gino Lunelli, presidente delle Cantine Ferrari. Il buon titolo o la copettina memorabile nascono infatti da un lavoro corale, rappresentano “il marketing della notizia, aggiunge Lunelli, esprimono la fantasia e la creatività, le prime doti che rendono attraente un giornale”.

 

I giornali finalisti per i premi Ferrari Il Titolo e La Copertina dell'Anno: Corriere della Sera, La Stampa, Manifesto, il Resto del Carlino, Libero.

In finale, sulla base dei voti dati dai giurati, sono finiti questi cinque titoli: “Non Vale” del Corriere della Sera, “La guerra è finita, ammazzatevi in pace” della Stampa, “Scade nel 2050” del Manifesto, “Vade retro satira” del Resto del Carlino, “Welby non c'è più.Amen” di Libero.

A contendersi, invece, l'altro premio Ferrari, le cui Nomination sono: “La Copertina dell'Anno”: L'Espresso, Panorama, il Venerdì di Repubblica, il mensile Focus e il bimestrale East.

 

Della giuria, di altissimo livello, data l'importanza dei premi da attribuire, hanno fatto parte: Isabella Bossi Fedrigotti, Antonio Calabrò, Riccardo Chiaberge, Antonio Dipollina, Mattia Feltri, Stefano Lorenzetto, Camilla Lunelli, Gino Lunelli, Pierluigi Magnaschi, Clemente Mimun, Giorgio Mulè, Arnaldo Pomodoro, Claudio Sabelli Fioretti, Lamberto Sposini, Gian Antonio Stella, Oliviero Toscani.

 

“E' stata una bella discussione in giuria”, afferma il Presidente Gino Lunelli.

 

Ha sfiorato la vittoria anche il titolo de il Manifesto, “Scade nel 2050”, sul rapporto annuale del Wwf, ma non è salito sul podio, ha sottolineato il moderatore del dibattito, Lamberto Sposini, “visto che il titolo colpisce solo se visto assieme all'immagine della Terra che ha come sfondo”:

 

 

La consegna simbolica dei due premi è stata fatta nel Salone d'Onore della Triennale, da Gino Lunelli, presidente di casa Ferrari e del premio a conclusione di una serata che ha visto la partecipazione di molti protagonisti del giornalismo italiano.

 

Sono i titoli che invogliano a leggere gli articoli, danno una sintesi delle informazioni, ma sanno essere accattivanti e senza giochi di parole fini a se stessi. Al giornalista il compito di saperli inserire, poi in copertine o pagine che siano come i cartelli autostradali: attirano l'attenzione con una grafica d'impatto e, in 12 secondi, trasmettono la notizia.

 

“Del resto, la copertina e il titolo di una testata è un po' come il concetto dello spumante”. Con il botto è cominciata la storia di Ferrari, la storia di un territorio e di questo meraviglioso prodotto che crea emozioni, ha detto Gino Lunelli, così la copertina e il titolo sono “gli elementi che fanno vendere i giornali”.

 

Peccato però, “che i giornalisti siano troppo letterali, manchino di coraggio e non abbiano una mentalità creativa tale da colpire l'immaginazione del lettore”, ha commentato Oliviero Toscani, uno dei giurati intervenuti.

Se il giornalismo italiano è poco creativo, non fa di meglio quello straniero, perché “è difficile informare, sintetizzando le notizie e al contempo comunicando in modo chiaro”, ha controattaccato Antonio Calabrò, già direttore di Apcom e ora a capo degli affari istituzionali e relazioni esterne Pirelli.

“E resta fermo il fatto che i giornali non sono pubblicità”.

Il giornale è venduto come un prodotto commerciale ma non lo è, secondo Stefano Lorenzetto, editorialista de Il Giornale, “anche se è vero che con un titolo più creativo, per esempio, si può salvare un articolo. Per come sono fatti oggi, i quotidiani della Penisola potrebbero uscire anche ogni due-tre giorni”.

La giusta soluzione potrebbe essere allora, ha aggiunto Pierluigi Magnaschi, vicepresidente di Class Editori, “avere un'impostazione grafica che un po' manca ai giornalisti italiani, un approccio visuale che porta immediatamente il lettore a porsi delle domande. Spetta ai professionisti dell'informazione dare le risposte, spiegare i perché”. Fanno così, continua Magnaschi, i britannici Guardian, Times o il francese Libération. Come? “La realtà è in costante movimento ed è quella che guardano i giovani. Per essere efficaci, bisogna scegliere un argomento e imporlo al pubblico”,sviscerando appunto il tema a 360°, sia nei contenuti, sia graficamente - ha concluso il vicepresidente di Class Editori.

 

La Ferrari Fratelli Lunelli di Trento, con oltre 4,8 milioni di bottiglie vendute nel 2006, è la casa di spumante metodo classico leader in Italia e tra le prime dieci al mondo.

 

Prima casa italiana per vendite e prestigio, consacrato da un albo d'oro che non ha eguali, la Ferrari è al vertice anche per le varietà della linea che si esprime con ben nove etichette, ognuna interprete della straordinaria fantasia che è insita nello spumante metodo classico: Giulio Ferrari Riserva del Fondatore, un cru che matura per oltre nove anni, che tra i vini italiani è il più titolato e il più premiato, Ferrari Perlè e Ferrari Perlè Rosè, anch'essi millesimati, e poi Ferrari Rosè, Ferrari Maximum Brut, Ferrari Demi-Sec, Ferrari Maximum Demi-Sec, Ferrari Maximum Rosè e Ferrari Brut. Il Giulio Ferrari e i millesimati Ferrari Perlè e Ferrari Perlè Rosè sono espressione esclusiva delle uve dei vigneti di proprietà, che si estendono per oltre 120 ettari in alta collina e sono significativi della maggior proprietà viticola singola del Trentino.

Prima in Italia con un aquota del 27% del mercato del metodo classico, la Ferrari esporta le sue creazioni in tutto il mondo. Germania, Giappone e Stati Uniti d'America e i mercati migliori in un export che incide sul fatturato per il 10%.

Matteo Lunelli, vicepresidente di Ferrari F.lli Lunelli e a.d. di Lunelli, holding del gruppo conosciuto per gli spumanti, ma di cui fanno parte anche i marchi Segnana (grappa), Surgiva (acqua minerale) e i vini Lunelli, intende raggiungere l'obiettivo di far crescere l'export del 20-25% ogni anno, il marchio punta sulla sua presenza agli eventi internazionali più importanti.

Il Ferrari Perlè Trento Doc ha conquistato i “Tre Bicchieri” che rappresentano il maggior riconoscimento di una delle più autorevoli e diffuse guide, Vini d'Italia 2008 di Gambero Rosso e Slow Food Editore. E' la prima volta che il Perlè conquista quest'alloro ed è anche la prima volta, nella storia dei “Tre Bicchieri”, che un'etichetta che è entrata nelle abitudini degli italiani come simbolo dei brindisi eccellenti, arriva a tanto.

Blanc de blanc creato con uve che vengono soltanto dai vigneti Chardonnay di proprietà, il Perlè ha ottenuto l'alloro più prestigioso con la vendemmia 2002.

 

“Questo”, commentano Marcello e Matteo Lunelli-, è un riconoscimento che ci riempie d'orgoglio: è la conferma che siamo riusciti a raggiungere l'eccellenza con tutte le etichette della casa”.

 

In Vini d'Italia 2008 il leggendario Giulio Ferrari non c'è. E non c'è, molto semplicemente, perché la vendemmia 1998 non fu giudicata all'altezza delle bollicine italiane più titolate di sempre.

 

 

Questa che si è conclusa con le vittorie di Stampa ed Espresso è stata la prima edizione dei due premi Ferrari. La seconda è in atto. Ogni lettore può segnalare titoli e copertine tramite il sito www.titoloecopertinadellanno.com inviando una mail a titoloecopertinadellanno@ferrarispumante.it o scrivendo a “Il Titolo e la Copertina dell'Anno” - Ferrari F.lli Lunelli, via Ponte di Ravina 15, 38040 Trento.

 

 

 

 

 

 

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