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Identità Immutate, annuncia due eventi davvero “speciali”: dal 1° al 13 maggio, nel Comune di Bagnone (Ms) la seconda edizione di Cipolle d’Italia e dal 18 al 20 maggio a Sala Baganza, nella Rocca di San Vitale (Pr) la “Coseta d’Or”, Festa della Malvasia

 

di Antonio G. Mellone

 

La premiazione della Coseta d'oro 2006Si chiamava, in linea con le eccellenze del territorio, “Dal marmo bianco di Toscana, gli autoctoni delle selve e del mare” ed era una degustazione guidata, quella del 29 marzo 2007, nello stand della provincia di Massa-Carrara alla 41^ edizione di Vinitaly 2007 di Verona, nel corso della quale gli intervenuti, giornalisti specializzati in enogastronomia, produttori, enologi e semplici curiosi, hanno fatto la conoscenza dei vini massesi Doc e Igt.

 

Ma è stata soprattutto un’occasione d’oro per la presentazione dei primi due eventi del 2007, che si celebreranno sotto l’egida di Identità Immutate®, il progetto non profit che unisce in una rete solidale i piccoli territori italiani fedeli alla tradizione e attenti alla massima qualità della produzione, che è comunque di limitata quantità.

 

Una scelta opertata dalla Provincia di Massa-Carrara, di concerto con la giornalista Rosanna Ercole Mellone, ideatrice del progetto, che nel 2001 si pone come capofila del movimento, associandolo alla mostra-mercato biennale “Spino Fiorito – Le piccole, grandi Italie del bicchiere” al Castello Malaspina di Massa. La manifestazione, che, partendo dal vino si propone di valorizzare anche tutti gli altri prodotti locali, ha conosciuto, anche grazie all’apertura degli spazi dedicati ai produttori aderenti al progetto, un crescente successo di pubblico (oltre 17mila presenze certificate in soli quattro giorni, durante l’ultima edizione!).

 

Così a Vinitaly, alla presenza di personaggi come Enrico Barcella, agronomo e autore RaiUno di “Sabato, Domenica &…”, di noti giornalisti del settore come Claudia Farina, redattore capo del periodico “Il Lago di Garda”, Fiorenza De Vincenzi, colonna del periodico “L’alimentarista”, Maurizio Gily, direttore dell’Enoteca regionale del Monferrato e del periodico Millevigne (organo di Unavini) nonché collaboratore di Slow Food (“Guida i vitigni d’Italia”), Leonardo Romanelli (Gola Gioconda, Unità, Gambero Rosso), Andrea Dal Cero (CapitalVino), e Donato Troiano, direttore del seguitissimo giornale online “INformaCIBO”, che ospita questo articolo, si è dato annuncio ufficiale dei due eventi a marchio Identità Immutate, di imminente celebrazione.

 

Quello che avrà luogo a Sala Baganza (PR), uno dei due Comuni interessati, lo ha anticipato il sindaco Cristina Merusi, presente anche il presidente della Pro- Loco Aldo Stocchi.

 

Il primo evento vedrà, dal 1° al 13 maggio, il Comune di Bagnone, uno stupendo borgo medieval-rinascimentale, dagli scorci “cinematografici”, posto sui dolci rilievi che guardano verso la Val di Magra, appena a ridosso di Pontremoli (MS) protagonista per la seconda volta consecutiva di “Cipolle d’Italia”. Che il profumato bulbo trovi sul suolo italico infinite varianti di colori, odori e gusti, in grado di conferire alla nostra splendida cucina caratteristiche uniche al mondo, è cosa nota (e buona e giusta): quando la cipolla, come nel caso di quella bagnonese, che prende nome “di Treschietto” dal luogo di produzione limitata, è associata nella memoria storica degli autoctoni a eventi misteriosi e a veri e propri “gialli” d’epoca, allora la sua storia, in bilico tra il vero e il fantastico, si intreccia con le vicissitudini dei Malaspina, signori e despoti incontrastati di questi luoghi.

 

Sotto i portici del borgo antico, alle falde dello stupendo castello, arroccato su uno “scoglio” che domina la vallata e il corso del torrente Bagnone, così come avveniva un tempo, ci saranno, nei giorni a loro dedicati (12 e 13 maggio) anche i produttori di Identità Immutate con le loro “chicche”, testimoni di culture affini e nello stesso tempo diverse, che costituiscono, a ben guardare il vero miracolo gastronomico italiano: la varietà nella bontà. Questa sì “immutata” da sempre. Altre curiosità verranno, durante la cena di gala da chef come Fabio Campoli, che gli spettatori mattinieri di RaiUno hanno modo di apprezzare, al fianco di Sonia Grey ogni sabato e domenica. Campoli userà la cipolla di Treschietto per “inventare” un menu-première e sarà affiancato nell’impresa da un altro celebre collega di fornello, Daniele Priori, che fa scintille al nuovo e già rinomato ristorante del M.O.M.A. di Roma. Cipolla anche per il dolce? Ci penserà un genio al femminile della gelateria e della pasticceria toscana: Angela Corrieri. Farsi contagiare dal suo entusiasmo e gustare le sue creazioni (sono così belle che ci vuol coraggio a disfarle) sono cose che valgono un pellegrinaggio a Marina di Pisa, dove l’autore di questo articolo ha avuto la gioia di conoscerla.


Chi non conosce Sala Baganza, la culla della Malvasia dei Colli di Parma, è pregato di colmare al più presto la grave lacuna. Vino generosissimo, brioso, versatile, ottenuto, insieme a quello delle Lipari, da bacca aromatica (sono le uniche due Malvasie che vantano queste caratteristiche), il territorio salese ne va giustamente fiero, al punto da celebrare periodicamente il biondo nettare con un appuntamento di grande suggestione: “Coseta d’Or”, che porta anche la firma di Aldo Stocchi, infaticabile presidente della Pro Loco salese. Dal 18 al 20 maggio, il centro storico del paese sarà sede della “festa” della Malvasia e di una serie di intriganti incontri culturali, musica di gran livello compresa, degna cornice dell’evento principale. La misteriosa “coseta”, che, in una versione molto più preziosa, costituisce il premio per il miglior produttore e per il giornalista che meglio ha rappresentato il territorio, non è altro che la coppetta di legno con cui un tempo si saggiava il grado di maturazione del vino posto a dimora nelle botti: oggetto umile, ma di grande significato storico, umano, sentimentale.

Un “amarcord” che l’amministrazione comunale di Sala Baganza, ha deciso di concelebrare con Identità Immutate. Nella scorsa edizione è stata la Malvasia delle Lipari considerata storicamente la “madre di tutte le Malvasie” (ne parla già Diodoro Siculo) a stringere in un abbraccio simbolico la parente di Sala Baganza, lontana geograficamente, ma vicina per motivi “di sangue” (vale a dire: di bacca).

 

Quest’anno saranno le Malvasie friulane ad essere accolte nella Rocca dei Sanvitale (1258), splendidamente restaurata: “Tre nobildonne dalla Signora della Rocca”, come recita il titolo della kermesse.

Per l’occasione Sala Baganza sarà sotto l’occhio delle telecamere di “Eat Parade”, la rubrica enogastronomiva del TG2. Adagiata tra rilievi preappenninici dolcissimi e adatti alla coltivazione delle viti, a un tiro di schioppo dei Boschi di Carrega, riserva floro-faunistica di pregio prediletta da Maria Luigia di Borbone-Austria, patria, come del resto tutto il territorio parmanse, delle eccellenze enogastronomiche della Food Valley (parmigiano-reggiano, prosciutto e salumi, paste ripiene, funghi, noci e loro derivati ecc.), onusta di storia patria, gloria dei signori e dei potenti di tutte le epoche, Sala Baganza sta profondendo notevoli energie per la riqualificazione del paese e del territorio.

 

A cominciare dal massiccio restauro della Roca Sanvitale, che si sta riappropriando del suo ruolo di fascinosa location di eventi culturali, mostre d’arte, incontri con la cucina della grande tradizione, mostre fotografiche, concerti e…”Coseta d’Or”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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