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Il vino di lusso un ombrello contro la crisi?
Il Masseto della tenuta dell'Ornellaia in
Borsa è un affare
E' riuscito a spuntare incrementi
di prezzo del cinquecento per cento
di
Donato Troiano (Le
foto sono di Giulio
Ziletti)
Milano 11 novembre 2008. Vino che vale oro. E mai come in questo caso non si tratta solo di un modo di dire.
Stiamo parlando del Masseto, il Petrus italiano, come lo aveva definito Winespectator in omaggio alla sua straordinaria qualità e alla sua composizione visto che, come il grande vino di Pomerol, anche il Massetto è ottenuto solo da uve Merlot.
Per gli appassionati italiani e non solo, da anni è un mito per l'eccezionale livello raggiunto.
Ma è da anni anche un ottimo investimento.
Come i più importanti e rinomati chateau francesi è un vero e proprio paracadute contro la crisi finanziaria che in questi mesi ha mandato in rovina milioni di risparmiatori e migliaia di miliardi investiti in azioni e obbligazioni in tutti e cinque i continenti.
I fortunati o i previdenti che avessero invece scelto di investire i propri denari in qualche bottiglia di Masseto avrebbero ottenuto rendimenti molto alti.
In alcune quotazioni ottenute nelle aste internazionali il Masseto è riuscito a spuntare incrementi di prezzo di oltre il quattrocento per cento.
Lo
scorso anno a Merano una bottiglia di
Masseto 2001 è stata aggiudicata per
6.948 euro, con un incremento di circa
il 500 per cento rispetto al prezzo
di commercializzazione del 2004.
"C'è
stato un vero risveglio della domanda
internazionale, che nei momenti di
crisi si concentra su prodotti
limitati, ma di altissima qualità",
ha sostenuto Giovanni Geddes,
amministratore delegato della Tenuta
dell'Ornellaia.
E non è dunque un caso che questo Supertuscan prodotto nella zona di
Bolgheri dall'annata 2006 (sul
mercato da novembre 2009), vedrà il 20% delle proprie assegnazioni mondiali
gestite da operatori della rinomata Place de Bordeaux,
la principale borsa del vino di altissima qualità.
E non è nemmeno un caso che
per presentare questo evento Masseto ha scelto il salotto buono della grande
finanza italiana sbarcando con una degustazione di straordinarie annate in
via Filodrammatici,
all'interno di Mediobanca, la principale banca d'affatri italiana.
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