Tutto su Radici del Sud 2011

   

I Vini di Radici

 

 

 

  

 

 

 

 

 

 

 Le “Radici” enologiche di Renzini


La Cantina-Museo Albea ad Alberobello, il cui patron è Mastro Dante, miete riconoscimenti, come fossero grappoli d’uva: uno tira l’altro, con grande soddisfazione del norcino doc, ormai consacrato anche esperto vitivinicolo e convinto fautore dell”enogastronomia turistica” a promozione del territorio



Nel “medagliere” della Cantina-Museo Albea di Alberobello, a Bari, si contano numerosi attestati riguardanti la qualità della sua produzione. Soltanto negli ultimi anni le etichette dell’Azienda vitivinicola pugliese, voluta fortemente da Dante Renzini a complemento della sua attività di norcineria in Umbria, sono comparse sulle più prestigiose pubblicazioni del settore, tra cui la Guida del Gambero Rosso, I Vini di Veronelli, l’Annuario di Luca Maroni, Il Sole 24 Ore, Vini d’Italia Slow Food e l’Espresso. Ma un vero e proprio exploit della Cantina, diretta dal Wine Maker internazionale Riccardo Cotarella e dal direttore tecnico Claudio Sisto, si è avuto in questi giorni: lo scorso 8 giugno, al Resort Borgo Ignazia a Savelletri di Fasano (Brindisi), il “Petrarosa 2010” (Rosato di Primitivo Puglia Igt), a marchio Albea, è stato giudicato il miglior Rosato del Sud da una commissione internazionale, presieduta dalla famosa giornalista inglese Jancis Robinson, wine writer, autrice di libri in tema e  columnist del Financial  Times e The World of Fine Wine.
 
A premiare il “nettare di Bacco” di Renzini, è stata la manifestazione “Radici del Sud 2011”, nata su iniziativa di importanti personalità del mondo dell’enologia, quali Nicola Campanile, Luciano Pignataro e Franco Ziliani, allo scopo di far scoprire e valorizzare le tradizioni ed i segreti dei territori del Sud, da sempre vocati alla produzione di vini di qualità che oggi più che mai sono in grado di competere non solo con quelli di altre regioni italiane, ma anche di ogni altra parte del mondo.
 
Alla rassegna enologica, definita dagli stessi organizzatori
, in primis l’Associazione ProPapilla, non un concorso bensì una “serena valutazione tecnica e di piacevolezza”, hanno partecipato circa 240 Cantine, provenienti da Puglia, Campania, Basilicata e Calabria. La giuria competente, formata da esperti mondiali del calibro di Jeremy Parzen, Richard David Berry e Pierre Casamayor, dopo un’accurata degustazione, ha espresso il proprio parere su aspetti organolettici, tecnici, di pronta beva e anche di divulgazione giornalistica dei vini presentati.
 
In merito al convegno di “Radici del Sud 2011”, dedicato al marketing dei
vini da vitigni autoctoni, ritenuti fortemente identitari, Dante Renzini si è così espresso: «il vino è elemento essenziale alla pari del cibo per esprimere la bellezza dei nostri territori in un concetto che si riassume in un’unica parola: ENOGASTRONOMIATURISTICA
. Se non avessi creduto in questo plus, non mi sarei interessato al mondo dell’enologia, rilevando, anni fa, una delle più antiche e accreditate cantine del barese. Albea, nata nei primi del ‘900, rappresenta un importante esempio di come si possano conciliare realtà produttive di concezione moderna a strutture classiche, che restano sempre e comunque le più adatte ad ospitare e produrre vini nobili, come quelli prodotti nel circondario di Alberobello. La costruzione è infatti interamente in pietra, con le cisterne, destinate a contenere il vino, interrate nella roccia, così come un tempo lo erano i serbatoi per l’approvvigionamento idrico dei trulli. La Cantina è anche sede di un interessante Museo del Vino, con reperti della vita e delle tradizioni contadine della Puglia e la storia della Viticoltura e dell’Enologia in Valle D’Itria».


 
E le performance di Albea danno continuamente ragione al suo “mentore”. Tra i tanti riconoscimenti portati a casa, come quello recente a Sense
ofWINE a Roma e il prossimo annullo filatelico su cartolina postale in onore del Museo del Vino, c’è da segnalare anche l’attestato consegnato ad Albea dall’A.I.S Puglia, il 27 maggio scorso, al Teatro Saltimbanco di Santeramo in Colle (Bari). Nell’ambito dei 150 anni del BelPaese, l’evento, dal significativo titolo “Il Risorgimento dei Vini Italiani” e comprensivo di un concerto celebrativo, ha voluto rendere gratitudine e stima ai “Vini che accompagnarono l’Unità d’Italia”… proprio come quelli del cavalier Dante Renzini che, di sicuro, affonderà sempre di più le sue radici nel terreno dell’enologia, dopo aver già piantato salde fondamenta nel campo della salumeria.

 

 

SCHEDA


PETRAROSA ROSATO DI PRIMITIVO

PUGLIA

Indicazione Geografica Tipica


L’uva e il vigneto: introdotto dai medici benedettini nel territorio collinare di Gioia del Colle (BA) nel secolo XVII, il PRIMITIVO, il cui nome deriva dalla precocità del vitigno, è oggi tra i più apprezzati vini pugliesi. Foglia pentagonale a grandezza media, grappolo conico, cilindrico, alato e acino sferoide medio. I vigneti sono coltivati ad alberello basso, con produzione per ceppo non superiore ai 2 - 2.5 Kg per pianta.


La vinificazione: la pratica del salasso consiste nello spillare a basse temperature il mosto dopo una breve macerazione di 12 ore; il succo viene separato e aggiunto di lieviti specifici per la vinificazione dei rosati per una fermentazione di 12 giorni a 16°C.


Il vino: di colore rosato cerasuolo intenso, con sfumature di corallo, all’esame olfattivo è un vino pieno e avvolgente con aromi di amarena, ciliegia e cocco; al gusto è armonico di buona persistenza aromatica, ottimo l’equilibrio tra le note acide e sapide, evidente la rotondità e la pienezza al palato.

Ottimo servito a 12 °C con formaggi, salumi stagionati e carni rosse.


DATI TECNICI

Annata: 2010

Uvaggio: Primitivo di Gioia 100%

Zone di produzione: Acquaviva delle fonti, Gioia del Colle

Altitudine vigneti: 350 m s.l.m.

Tipologia terreni: calcareo e argilloso, ricco di scheletro

Sistema di allevamento: spalliera

Densità dei ceppi: 3200 per Ha

Produzione per ettaro: 85 q.li

Resa uva in vino: 70%

Epoca della vendemmia: prima decade di settembre

Fermentazione alcolica: in acciaio inox alla temp. di 16 °C per 12 gg.

Ferment. Malolattica: non svolta

Vinificazione: salasso al 20% a basse temperature

Affinamento: in bottiglia 2 mesi


Dati analitici

Alcol svolto: 12.5%

Acidità totale: 6.10 g/L

pH: 3.7

estratto secco: 26 g/L


 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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