Presentato Vinitaly Tour 2006. A Shangai il battesimo dell'intesa tra Fiera di Parma (Cibus) e Verona Fiere (Vinitaly)

 

di Elisabetta Tosi

 

Da sx: Vincenza Prati, Giovanni Boncagni, Giovanni Mantovani, l'interprete, Franco Boni e Giorgio Serra Verona 6 aprile 2006. “Faremo in modo di avvicinare sempre di più la data di svolgimento di Cibus con quella di Vinitaly. Credo molto nella sinergia costruita tra le due fiere e questo è senza dubbio un ulteriore modo per irrobustire il nostro accordo, creando maggiori opportunità a favore degli operatori del settore che provengono dagli angoli più remoti del mondo”.

 

Così Franco Boni presidente della Fiera di Parma, ha commentato la presentazione di Vinitaly Tour 2006: proprio una tappa del “business tour” della massima vetrina dei vini italiani nel mondo, quella di Shangai, rappresenterà per l'ente da lui presieduto il battesimo dell'intesa siglata con Veronafiere.

 

Per la prima volta infatti le due manifestazioni si presenteranno insieme in quello che è considerata una delle piazze più interessanti per l'agroalimentare italiano.

 

“Penso che le fiere debbano essere un servizio capace di creare un ponte tra buyers, operatori del settore e aziende di produzione - ha aggiunto Boni - facendo entrare in contatto diretto con i nuovi mercati. Il nostro coinvolgimento nel prossimo Vinitaly China (Shangai, 23-25 novembre 2006), che è l'edizione n. 8, propone un innovativo e potente mix di eccellenze enologiche e gastronomiche, che assieme possono certamente convincere la clientela di un mercato particolarmente promettente, ma ancora piuttosto difficile, come quello cinese”.

 

Chiusi i battenti dell'edizione del quarantennale, Vinitaly riprenderà i suoi viaggi, un giro del mondo che ogni volta coinvolge un numero sempre maggiore di aziende.

 

Dal 25 al 27 maggio volerà in Russia, aggiungendo alla tappa moscovita quella di San Pietroburgo, dal 24 al 27 ottobre sarà la volta degli Stati Uniti (Chicago, Los Angeles, Las Vegas), poi il 21 novembre toccherà al Giappone, dove si torna dopo qualche anno di assenza, per concludere, come detto, in Cina.

 

Il programma completo di «Vinitaly Tour 2006» è stato presentato nel corso della grande kermesse vinicola veronese, all'interno del focus dei Paesi che saranno coinvolti in questo “business tour” e oltre Franco Boni, alla conferenza hanno partecipato Giorgio Serra per BuonItalia, Vincenzo Prati del Ministero degli Esteri che ha presentato l'anno dell'Italia in Cina, e Giovanni Boncagni dell'ICE.

 

“Vinitaly non è più solo una grande manifestazione e un luogo fisico dove s'incontrano domanda e offerta, è un sistema di partnership globale con le stesse aziende - ha spiegato il direttore generale di Veronafiere Giovanni Mantovani - Mercati diversi richiedono anche una presenza di prodotti diversi. L'accordo con la Fiera di Parma è la dimostrazione di un sistema che si rafforza, dove vengono messe insieme reciproche competenze e conoscenze e si cominciano a condividere politiche di marketing e di comunicazione.

Oggi Vinitaly China è diventato l'evento di settore più importante del paese - ha concluso Mantovani - E poiché le richieste di presenza su questo mercato da parte dei produttori italiani sono sempre più forti, stiamo studiando la possibilità di organizzare un Vinitaly China Tour, come già facciamo in America”.

 

Il tutto con il sostegno di enti come l'Istituto nazionale per il commercio estero e Buonitalia, la società promossa nel 2003 dal Mipaf per la valorizzazione e internazionalizzazione del patrimonio agroalimentare italiano: “Vinitaly è un appuntamento indiscusso a livello mondiale per tutti gli operatori del settore - è stato il commento di Giorgio Serra - Il know how maturato in questi 40 anni è la base ideale per operazioni come il Vinitaly Tour, e Buonitalia affianca volentieri questo genere di iniziative”.

Pur ricordando che che l'Italia è tornata ai vertici dell'export di vino in America Giovanni Boncagni dell'Ice ha ammonito che “non dobbiamo cullarci sugli allori, perché quella statunitense, come tutti i mercati raffinati, è una piazza difficile”.

 

Una convinzione condivisa anche da Paul Wagner, consulente di Veronafiere per il Vinitaly US Tour: “Per il settore del vino quello statunitense è e resta il mercato più grande del mondo, ed in forte crescita.

 

Però il consumatore di oggi appartiene alla “generazione del Millennio”, ed è diverso da quello di appena qualche anno fa - ha spiegato l'esperto americano - E' incuriosito dal vino ma vuole per prima cosa goderselo, non sapere da dove viene o con quali uve è fatto. Il piacere viene prima della conoscenza del territorio o della tradizione, perciò bisognerà ripensare il marketing e la comunicazione del vino italiano”.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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