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Forme
base dei bicchieri
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Ogni tipo di vino richiede il suo bicchiere adatto. Nei pranzi di gala,
specie quando al servizio del vino sono addetti dei bravi sommeliers,
non è difficile vedere allineati a tavola da quattro a sette bicchieri
di fogge diverse, dal bicchiere dell' acqua a quello per lo spumante,
dal calice per i vini bianchi a quello che si presta per la degustazione
del vino da dessert. In linea di massima i bicchieri indispensabili per
una corretta degustazione del vino sono i seguenti: |
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Calice a forma di tulipano
slanciato per i vini bianchi sapidi. Dello stesso tipo ed eventualmente
di formato leggermente più grande per i vini rossi novelli o giovani,
oppure per i vini rossi classici, mediamente invecchiati. Per i vini
bianchi frizzanti è meglio usare un bicchiere più arrotondato,
allungato e con l'orlo leggermente svasato. Pure un bicchiere svasato ma
più corto è adatto alla mescita dei vini rosati.
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Calice grande e panciuto
serve per i grandi vini rossi, austeri, lungamente invecchiati. Mentre
un calice normale contiene generalmente 174 millilitri di vino, la
"boccia" contiene fino a 290 millilitri. Da notare però che i
bicchieri grandi non vanno mai riempiti più di un terzo, mentre quelli
normali si riempiono non oltre la metà. Svuotato in un contenitore più
grande, il vino invecchiato si ossigena più rapidamente e riesce in
breve tempo a esprimere tutti i suoi pregi di bouquet e di sapore. Se il
vino è difettoso in tutto o in parte, le sue imperfezioni vengono
evidenziate e, in questo caso, è meglio procedere alla sostituzione
della bottiglia.
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I calici di piccolo formato
sono particolarmente indicati per i vini da dessert. Essi devono però
restringersi verso l' alto al fine di conservare meglio l'aroma. Il
formato piccolo è dovuto al fatto che generalmente i vini da dessert
sono di notevole gradazione alcolica e se ne beve meno rispetto agli
altri. I vini da dessert spumantizzati vanno serviti o nella flûte se
si tratta di vini delicati oppure nella coppa se più ampi, generosi e
maggiormente alcolici.
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La flûte
è un altro
bicchiere fondamentale della tavola moderna; essa è detta anche
"bicchiere ad angelo". Ha una forma molto allungata a tulipano
oppure a triangolo rovesciato. Si adatta per gli spumanti secchi e
aristocratici. Questa forma molto slanciata e stretta consente la
persistenza delle bollicine, che salgono dal basso verso l' alto, in un
flusso ininterrotto: dura più a lungo se costretto entro pareti
avvicinate. Gli spumanti di tipo dolce vanno invece serviti nei
bicchieri a forma di coppa, proprio quelli che si adoperavano negli anni
Trenta.
Le bollicine di formato superiore alla media sono indice di non perfetta
spumantizzazione, così come un loro movimento ascensionale
intermittente e irregolare. La coppa, con la sua larga base disperde in
tempo più breve la spuma e anche le bollicine. Una regola importante
della degustazione esige che anche i bicchieri abbiano la stessa
temperatura del vino che in essi verrà servito. I bicchieri da spumante
devono essere logicamente freddi, quelli per i vini rossi a temperatura
ambiente. Anche i bicchieri da vino bianco di regola andrebbero
raffreddati, qualora se ne abbia la possibilità. Va ricordato che i
vini spumanti e quindi anche lo champagne non hanno bisogno di alcun
movimento rotatorio. La loro principale caratteristica è costituita
dalla spuma o mousse che girando il bicchiere diventerebbe eccessiva,
poi non si deve disturbare il perlage delle fitte bollicine di anidride
carbonica che si sviluppano in senso ascensionale e decisamente
verticale. Gli spumanti di grido hanno bollicine fitte e minute, ma non
troppo.
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