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Vinitaly: cinque giorni di clima positivo, con i visitatori in crescita rispetto alla passata edizione e gli espositori e produttori ottimisti per il futuro del settore
Ma per rendere stabile la ripresa, più export e maggiore “sistema” con tutto l'agroalimentare made in Italy
di Donato Troiano
Verona 10 aprile 2006. Vinitaly, alla scadenza del suo quarantesimo compleanno, gode di ottima salute. Cinque giorni di clima positivo, con i visitatori in crescita del 5% rispetto alla passata edizione e gli espositori e produttori ottimisti per il futuro del settore.
I segnali di fiducia ci sono ma se vogliamo rendere stabile la “ripresina”, che anche questo Vinitaly ha registrato, occorre fare maggiormente “sistema” ed esportare ancora di più.
Di fronte ad un ulteriore calo dei consumi nazionali (-2% l'anno scorso) cresce l'esportazione +48 (Russia), +5% (Cina), +23% (India), +11,5% (Stati Uniti).
Ma stiamo attenti, in questo settore non bastano iniziative di singoli produttori o di singole regioni, la concorrenza è tale che serve uno sforzo comune di tutto il sistema del made in Italy.
Come affermato da molti espositori, infatti, la ripresa dei mercati tradizionali è un segnale importante, ma il futuro è l'acquisizione di nuovi spazi in quei Paesi che solo ora si affacciano al consumo di vino. Si tratta per ora di mercati di nicchia, visti i quantitativi limitati dell'import, ma con un numero di potenziali acquirenti enorme, come Cina e India.
E va proprio in questa direzione l'accordo tra Verona Fiere (Vinitaly) e Fiere di Parma (Cibus) per far crescere l'immagine unitaria del made in Italy agroalimentare nel mondo (vedere articolo a fianco) , e i vari Tour in programma ne sono una dimostrazione concreta. Si parte con il Vinitaly Russia (25-27 a Mosca e San Pietroburgo). Poi il Vinitaly US Tour il 24 ottobre a Chicago, il 26 a Los Angeles ed il 27 a Las Vegas. Il Vinitaly Japan, 21 novembre che coinvolgerà Tokyo. E per concludere la Cina, con il Vinitaly China che si svolgerà a Shanghai dal 23 al 25 novembre.
Da segnalare come la soddisfazione per questa edizione del Vinitaly era ricorrente tra gli espositori e i rappresentanti istituzionali.
Quello di quest'anno è stato, per Angelo Gaja, “il miglior Vinitaly degli ultimi 30 anni, con ottimi contatti e un'organizzazione molto buona”.
Soddisfatto anche l'assessore regionale all'Agricoltura dell'Abruzzo Marco Verticelli, che ha partecipato alle numerose iniziative promosse dai produttori : “In questa edizione l'Abruzzo -ha detto Verticelli- si presenta a Verona unitariamente con tutte le quattro amministrazioni provinciali (Aquila, Pescara, Teramo e Chieti), con spazi quasi raddoppiati, con un aumento delle aziende partecipanti e con una comunicazione che punta a valorizzare le produzioni vinicole ed olearie sotto lo slogan “In Abruzzo c'è molto di più”.
“Un bilancio sicuramente positivo” commenta l'Assessore all'Agricoltura della Regione Piemonte, Mino Taricco, che ha vissuto intensamente i primi tre giorni della manifestazione, incontrando i rappresentanti istituzionali e partecipando alle manifestazioni promosse dalla Regione Piemonte.
“Ho rilevato un rinnovato clima di fiducia e di ottimismo nei confronti del mondo del vino -ha commentato Taricco. “I consumatori e gli operatori continuano ad apprezzare i vini piemontesi e questo ci stimola a rafforzare il nostro impegno per esaltare la qualità della nostra vitivinicoltura e per organizzare sempre meglio la presenza del Piemonte in questi importanti momenti di incontro con gli operatori del settore e con il grande pubblico. In tal senso, la partecipazione al Vinitaly, forte della collaborazione Regione, Unioncamere, con l'innesto dell'IMA e delle Enoteche Regionali, costituisce un buon esempio nell'obiettivo di fare sistema, per operare al meglio con i massimi risultati”.
“Per questo Vinitaly abbiamo assistito a una ulteriore crescita della manifestazione sia in qualità dell'organizzazione che in quantità per quanto riguarda le presenze”, ha detto Gianni Zonin, lodando lo sforzo sostenuto da Veronafiere per portare Vinitaly ad “essere la prima manifestazione di settore al mondo”.
“Vinitaly è ormai diventato il nostro ufficio nel mondo”, sostiene Michele Bernetti, che con il padre Massimo guida la cantina Umani Ronchi. “La mostra si sta professionalizzando sempre più e abbiamo avuto un incremento del 10-15% dei contatti, soprattutto con gli operatori stranieri. Nei primi giorni abbiamo potuto incontrare tutti i nostri importatori, anche i più lontani come quelli dall'Australia, dall'Indonesia o dall'Islanda. Allo stesso tempo nei primi tre giorni abbiamo registrato una forte presenza anche di italiani, cosa che, soprattutto per enoteche e ristoranti, era solitamente concentrata nell'ultimo giorno di fiera”.
Positivo riscontro anche da Tiziana Frescobaldi: “I primi giorni c'è stato un forte afflusso di operatori di qualità, che hanno permesso di avere incontri importanti e interessanti con persone provenienti sia da Paesi classici come Nord Europa, Canada, Gran Bretagna e Stati Uniti, sia soprattutto da Paesi emergenti come Malesia, India e Giappone, Russia. Anche l'Italia sta dando comunque segnali molto positivi”.
Apprezzato dagli espositori pure il rapporto con il pubblico, “un aspetto - sostiene Bernetti - che rende il momento fieristico più dinamico e vivace rispetto ad altri importanti appuntamenti internazionali riservati esclusivamente agli operatori del settore”.
INformaCIBO, nelle prossime settimane, ritornerà su questa edizione di Vinitaly con vari servizi sulle Cantine di Soave, cantine Lungarotti, cantine Rallo e cantine Torri, i vini delle Aziende: Astoria, DaMilano, Contesa di Rocco Pasetti, Farnese, Firriato, Valle Martello, Giordano, Carpenè Malvolti, Asti Spumante, Emidio Pepe. Il Consorzio del Soave, Il Consorzio Vino Chianti, Il Consorzio Valcalepio, il Consorzio Tutela Vini d'Abruzzo e Colline Teramane, il Consorzio Oltrepò Pavese, i vini dell'Abruzzo, del Molise, della Puglia, del Friuli e della Corsica. I tanti vini premiati, i convegni e i dibattiti e altro ancora.
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