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Verticale di Montepulciano d'Abruzzo con otto splendidi vini
Verona. “Lunga vita al Montepulciano d'Abruzzo” è stato il tema dell'originale degustazione verticale “territoriale”, svoltasi venerdì 30 marzo nella sala degustazione del Padiglione Abruzzo al Vinitaly.
Uno spaccato della storia del vino abruzzese per eccellenza, il Montepulciano d'Abruzzo, capace di dimostrare a giornalisti ed operatori la longevità e la grande personalità di questo vino.
Un racconto attraverso otto vini, due per ognuna delle quattro province, delle migliori annate comprese tra il 1975 e il 2000: sotto la guida tecnica del giornalista Massimo Di Cintio e del presidente dell'Enoteca Regionale Rocco Pasetti, sono stati degustati in successione il Montepulciano d'Abruzzo di Emidio Pepe 1975 (Torano Nuovo), il Montepulciano d'Abruzzo Vecchio 1979 di Dino Illuminati (Controguerra), il Montepulciano d'Abruzzo Vecchio 1983 di Italo Pietrantonj (Vittorito) , il Montepulciano d'Abruzzo 1984 Bosco Nestore (Nocciano), il Montepulciano d'Abruzzo 1988 di Valentini (Loreto Aprutino), il Montepulciano d'Abruzzo “Tonì” 1990 di Cataldi Madonna (Ofena), il Montepulciano d'Abruzzo “Villa Gemma” 1995 di Masciarelli (S. Martino sulla Marrucina) ed il Montepulciano d'Abruzzo “Cagiolo” 2000 di Cantina Tollo.
“Con questa degustazione verticale - spiega l'Assessore regionale all'agricoltura Marco Verticelli - abbiamo voluto dimostrare che l'attuale qualità dei vini abruzzesi, celebrata dai numerosi riconoscimenti nazionali ed internazionali, è frutto di un lavoro che parte da lontano e di un vitigno ed un territorio in grado di esprimere grandi vini”.
Impressionante in particolare la fresca potenza del 1979 di Illuminati, perfettamente integro, il perfetto equilibrio gustativo del 1988 di Valentini e il mirabile potenziale che potrà esprimere nei prossimi anni il Villa Gemma 1995.
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