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Il Piemonte al Vinitaly
di Tommaso Lo Russo
A sentire le opinioni di operatori e visitatori al Vinitaly di Verona, tutti erano estremamente soddisfatti e sembrava che la crisi (forse sarebbe meglio chiamarle al plurale) erano finite e dimenticate.
A sentire il presidente della Camera di Commercio di Cuneo Ferruccio Dardanello, il vino va bene e la presentazione dell'albo vigneti del cuneese e delle nuove doc e doccg fanno ben sperare.
Chi si è fermato alla cena organizzata dalla Camera di Commercio presso l'albergo Cavalieri a Bra, in previsione del Vinitaly, ha pure potuto apprezzare quanto ottimi siano i vini piemontesi, soprattutto se gustati nel loro ambiente e riconoscere che l'orgoglio del suo presidente Dardanello non fosse mal riposto.
L'assessore dell'agricoltura regionale, presente al convegno, Mino Taricco, preannunciando il Vinitaly ha dichiarato: “La Regione Piemonte e Unioncamere Piemonte, in collaborazione con IMA Piemonte, partecipano al 41° Vinitaly,
anche quest'anno con numeri di assoluto riguardo. Continuando ha aggiunto: “Questa è un'annata importante: tra pochi giorni sarà approvato a livello nazionale il Decreto sul piano dei controlli, legato alla tutela delle denominazioni d'origine, ed è in fase di definizione la riorganizzazione dei Distretti. Inoltre, in sede comunitaria, si discute un'importante riforma del mercato del vino: di questi e altri temi che hanno grande impatto sul settore". I dati oggi presentati restituiscono un quadro generale estremamente positivo.
Il Piemonte a Vinitaly era presente in forze con oltre 500 espositori, ma c'erano piemontesi anche in un altro padiglione, con la Produttori Moscato d'Asti Associati e una ventina di altre aziende e con una vasta area espositiva del Consorzio Tutela dell'Asti.
Nell'area istituzionale le Enoteche regionali hanno proposto, per tutta la durata del Vinitaly, degustazioni, abbinamenti e incontri sui grandi vini piemontesi.
Nella Cittadella della Gastronomia, il Ristorante Piemonte ha offerto il meglio delle specialità gastronomiche regionali, preparate con prodotti agroalimentari di qualità, accompagnati dai vini Doc e Docg piemontesi.
La gran medaglia di Cangrande, assegnata ai benemeriti della vitivinicoltura, quest'anno è toccata per il Piemonte, a Mario Barbero, fondatore e storico presidente della cooperativa Cantina Vignaioli di Treiso, presidente della cooperativa Distillerie del Barbaresco, già vice presidente della Vignaioli Piemontesi.
Dopo tutto questo entusiasmo sono arrivate le note dolenti, tanto che lo stesso assessore all'agricoltura regione del Piemonte si è visto costretto a rispondere, per iscritto.
Le lamentele riguardavano, in estrema sintesi, il presunto ritardo nel riconoscimento delle docg Barbera d'Asti e Barbera del Monferrato.
L'impegno di Taricco è di arrivare in tempo per la prossima vendemmia e ha richiamato nuovamente l'importanza sulle nuove norme sui controlli che spaventano un po' alcuni produttori, ma che diventano fondamentali se tutto diventa doc e docg.
A me viene spontanea la domanda: sono necessarie tante docg e doc e ed è da festeggiare l'aumento della produzione del Barolo?
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