Speciale Vinitaly 2008

 

 

 

 

 

 

Tra Crisopoli e la Terra della Luna:  la Strada del Prosciutto e dei Vini dei Colli

 

Le precedenti edizioni di Vinitaly viste da INformaCIBO

 

Vinitaly Cibus China organizzata da Ice, Veronafiere e Fiere di Parma

 

 

 

 

 

 

Chiude il Vinitaly dei veleni

La 43^ edizione di Vinitaly è in programma dal 2 al 6 aprile 2009

 

Verona, 7 aprile 2008 - Si chiude con oltre 150 mila visitatori l'edizione 2008 di Vinitaly con un successo significativo di presenza estere (+15% rispetto al 2007) ma questa edizione sarà ricordata principalmente per le notizie scandalistiche.

 

Quest'anno la fiera del vino più importante nel mondo e che richiama nella città scaligera aziende blasonate e novellini, grandi gruppi e piccole aziende familiari, commercianti di vino qualunque e produttori di etichette eccellenti, furbacchioni e vignaioli doc ha dovuto fare i conti con i soliti “allarmi all'italiana” facendo di tutta l'erba un fascio, mettendo insieme uno scandalo vero, cioè il sistema, ideato da alcune aziende, di creare un prodotto che con il vino non ha nulla a che fare (una grande frode di vino per un quantitativo di 700.000 ettoletri), con l'inchiesta sul Brunello, ovvero la scorretta e imperfetta applicazione del disciplinare di produzione che apparenta il Sangiovese con Merlot e Cabernet .

(Per approfondire il dibattito, leggere i blog di Kelablu e Vinoalvino).

 

Da parte sua la Fiera di Verona ha deciso di querelare l'Espresso contro l'uso improprio del marchio a fini di titolazione giornalistica (Velenitaly) e anche Enzo Vizzari, giornalista del Gruppo, ha preso le distanze scandalizzandosi per la copertina del settimanale. 

Per l'Unione Italiana Vini, il sistema del vino italiano è sano e “il clamore suscitato da pochi disonesti -afferma una nota dell'UIV- non può e non deve ribaltare l'immagine di un settore sano né compromettere un sistema serio e affidabile che rappresenta la punta di diamante del comparto agroalimentare italiano”.

Domani si riunisce lo stato maggiore della Confagricoltura mentre mercoledì sarà la volta del Consorzio del Brunello. Staremo a vedere gli sviluppo dei due casi.

 

Annunciamo intanto che INformaCIBO dal prossimo numero scriverà invece sulle produzioni di aziende serie che hanno portato al Vinitaly i loro migliori vini.

Parleremo dei vini di Fernando Pighin & Figli, Paladin di Annone Veneto (www.paladin.it), Villa Matilde (www.villamatilde.it), Avanzi (www.avanzi.net), Le Cantine Donatella Cinelli Colombini (www.cinellicolombini.it), Conte Vistarino (www.contevistarino.it), Allegrini (www.allegrini.it), Terra Moretti - Contadi Castaldi (www.contadicastaldi.it), Donelli (www.donellivini.it), Farnese (www.farnesevini.it), Le Fracce; Conti Zecca (www.contizecca.it), Barone Pizzini (www.baronepizzini.it), Cantine Menhir Salento (www.cantinemenhir.com) e l' Azienda Agricola Teobaldo Cappellano (barolochinato@tiscali.it). Un servizo particolare sui Vini Rosati e sull'ottimo Olio abruzzese “Grazia” (www.oliograzia.com).

 

Oltre al vino anche per la grappa bilancio positivo. 5.000 gli assaggi effettuati quest’anno al banco di assaggio «Grappa & C. Stratus Tasting», organizzato dal Centro Studi Assaggiatori in collaborazione Veronafiere.
L'ultima notizia è che il prossimo Vinitaly si terrà dal 2 al 6 aprile 2009.

   

 

Calici amari all'apertura della 42 edizione del Vinitaly

Inchiesta della magistratura su bottiglie di falso Brunello 2003

 

De Castro minimizza: “La magistratura sta lavorando e c'è un problema di rispetto del disciplinare e non di sofisticazione

 

di Donato Troiano

 

Il Ministro Paolo De Castro e il Presidente di Fiera Verona Luigi CastellettiVerona, 3 aprile 2008. Una parola d'ordine, una cifra e una truffa sono state al centro della prima giornata della 42ma edizione del Vinitaly.

 

La parola d'ordine: “anche nel vino bisogna fare squadra come per l'Expo 2015”, la cifra “l'export del vino ha raggiunto nel 2007 la quota complessiva di 3 miliardi e mezzo di euro e un milione di euro viene solo dagli Stati Uniti”, la truffa scoperte oltre 70 milioni di litri di vino, a cui sono stati aggiunti concimi, sostanze cancerogene, fertilizzanti, acqua, zucchero e acido muriatico e solo un quinto di questa micidiale sostanza sarebbe vero mosto d'uva”. La notizia col titolo Benvenuti a Velenitaly, uscirà domani sul settimanale “L'Espresso”.

 

E dulcis in fundo “scoperte centinaia di bottiglie di falso Brunello 2003”. Quattro le aziende sotto inchiesta: Castello Banfi, Antinori, Frescobaldi e Argiano.

 

Questa mattina, il pm Nino Calabrese ha disposto inoltre il sequestro dell'intera annata 2003 del Brunello di Castello Banfi, 600mila bottiglie, con avviso di garanzia per l'amministratore delegato dell'azienda (di proprietà della famiglia americana Mariani).

 

Calici amari dunque per questa edizione del Vinitaly inaugurata oggi, tra gli altri, dal Ministro delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali, Paolo De Castro, il presidente della Fiera di Verona Luigi Castelletti, Viviana Beccalossi, vicepresidente della Lombardia, il sindaco di Verona Flavio Tosi.

All'inizio era presente anche il governatore della regione Veneta Giancarlo Galan.

 

Per domani è preannunciata la presenza del presidente del Senato, Franco Marini, del ministro del Commercio estero, Emma Bonino e del ministro delle Politiche per la Famiglia, Rosi Bindi mentre sabato arriverà il ministro del Lavoro, Cesare Damiano.

 

Occorre puntare sulla qualità e sull'eccellenza ma se si vogliono raggiungere i successi è importante fare gioco di squadra -è stato il primo commento di De Castro- soprattutto ora che Milano è stata scelta come sede per l'Esposizione internazionale del 2015”.

 

E cosa commenta il ministro sulle imprese irregolari sotto inchiesta?. Il ministro cerca di minimizzare il problema.

“Le irregolarità riscontrate in alcune imprese vitivinicole pugliesi rappresentano soltanto qualche mosca bianca in un mare magnum di imprese che si battono creando opportunità di reddito e produzioni di qualità" dice il ministro Paolo De Castro. “E' un'indagine - ha aggiunto De Castro - partita da Verona e ancora in corso, che durerà per qualche mese e condotta dal Corpo Forestale dello Stato e dall'Icq. L'unica cosa che mi sento di fare è un plauso per i continui controlli che garantiscono la qualità delle nostre produzioni”.


Le quantità interessate, secondo il ministro, sarebbero molto ridotte, “poco più della produzione di due-tre cantine”.

 

Poi il ministro ha rivolto ai giornalisti un avvertimento sul problema, mediaticamente più rilevante, del Brunello: “Non facciamo confusione e cerchiamo di dare informazioni corrette. La magistratura sta lavorando e c'è un problema di rispetto del disciplinare e non di sofisticazione. Il disciplinare va rispettato e chi sbaglia deve pagare, ma stiamo parlando anche di danni di immagine che stiamo facendo ad un settore ed a un distretto produttivo straordinario che vanno al di là di problemi e ammende amministrative”.

 

Ed ora passiamo alle buone notizie. A Mumbay i medici consigliano il vino al posto del whisky, mentre sempre più spesso i ricchi a Mosca lo preferiscono vodka. In Cina, nel 2011, si stapperanno un miliardo di bottiglie e gli statunitensi diventeranno entro 2 anni i maggiori consumatori di vino, superando i totem enologici Francia e Italia, in netto calo sui consumi.

 

Dal rapporto Nomisma presentato al Vinitaly emerge un profilo nuovo del vino nel mondo, oggi sempre più `bevanda globale' anche al di fuori dei confini dei Paesi produttori. `Wine marketing', questo il titolo della ricerca, fornisce la nuova mappatura dei consumi, della produzione e del mercato mondiale del vino, confrontando i dati dell'ultimo decennio e fornendo un'analisi sul posizionamento competitivo del vino italiano nei 9 principali mercati di riferimento.

 

La sintesi è di un settore in fortissima evoluzione, dove se da una parte sono ampi i margini di crescita, dall'altra è altrettanto cruciale il fattore competitivo, oggi più che mai insidiato dall'Emisfero Sud dei produttori, ovvero i wine maker del `Nuovo mondo'. In questo contesto l'Italia mantiene le posizioni con la propria quota sul mercato mondiale che è rimasta invariata: il 18 per cento dell'export mondiale 10 anni fa, il 18 per cento oggi. Meglio della Francia, che passa dal 42 per cento al 35 e favorisce soprattutto l'Australia (9per cento) assieme alla new wave produttiva (Cile, Usa, Sud Africa, Nuova Zelanda), la cui quota passa dall'11 al 22 per cento.
Ciò che cambia per l'Italia, e di molto, è invece il valore dell'export, la cui crescita è stata esponenziale grazie alla produzione di qualità e all'affermazione del proprio brand: negli ultimi 12 anni l'export è praticamente raddoppiato e il valore del 2007 si è attestato sui 3,4 miliardi di euro. E, come per altri settori di mercato, sarà proprio sull'asse della qualità e dell'immagine che l'Italia si gioca la propria partita, non certo sul fattore prezzo. Tutto ciò - rileva il rapporto - nonostante l'Italia sia priva di un piano strategico nazionale, che invece è presente in tutto lo scacchiere competitivo mondiale. Forse - sottolinea Nomisma nel piano presentato al Vinitaly - anche a causa di una struttura produttiva e commerciale estremamente frazionata e perciò difficile da inquadrare in una strategia settoriale.


E a proposito di geografia dei vitigni nel mondo, se Spagna, ma soprattutto Francia e Italia denotano ormai da tempo una certa stazionarietà nelle superfici (in Italia meno 15 per cento negli ultimi 10 anni) il dinamismo maggiore arriva ancora una volta da un Emisfero Sud non soggetto a contingentamenti di sorta. Un vero e proprio caso, in questo senso, è quello della Cina, il cui vigneto è cresciuto, nel giro di dieci anni, del 200% arrivando ad una dimensione analoga a quella di Usa ed Australia messi assieme, cioè alla superficie del quarto e quinto Paese produttore di vino al mondo. Ed ecco che anche sul vino si va riproponendo il `pericolo Cina'.

Quindi accanto alle mele marce molte sono le aziende serie e che esportano con successo del buon vino made in Italy. Nei prossimi giorni proprio di queste aziende INformaCIBO continuerà a scrivere.


Intanto in questa prima giornata del vinitaly è stata annunciato il
Congresso mondiale dell'Organizzazione Internazionale della Vite e del Vino, che si terrà a Verona dal 15 al 20 giugno prossimo, con il tema, quanto mai attuale, della comunicazione al consumatore.

 

Sempre tra gli argomenti al centro dell'attenzione della prima giornata, “Wine in Moderation”, la conferenza stampa di presentazione, da parte di Lamberto Vallarino Gancia, del progetto europeo cui saranno chiamati a confrontarsi, nel 2008, i consumatori italiani, inglesi, francesi, tedeschi, spagnoli e portoghesi. “Bere vino con moderazione, un'arte di vita” è lo slogan, che rappresenta il tema centrale del progetto, promosso dal Comitato europeo delle imprese vitivinicole (Ceev), dal Comitato degli agricoltori e delle cooperative europee (Copa e Cogeca) e dalla Confederazione europea dei viticoltori indipendenti (Cevi). È la prima volta che il settore vitivinicolo europeo nella sua globalità adotta una simile iniziativa, tesa a promuovere concretamente il concetto di consumo responsabile a tutti i livelli.

 

www.vinitaly.com

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

7 milioni di elettroliti di vino confezionato quello che consumiamo nei supermercati

  

 Un festoso brindisi con i vini Paladin, Villa Matilde, Farnese Vini, Cantina Tollo, Bosco Nestore, Donelli Vini, Contadi Castaldi; Teobaldo Cappellano

 

 Sullo smartphone un “sommelier personale”

per scoprire tutti i segreti del vino

 

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