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Da Vinitaly un primo aiuto concreto all'Abruzzo
Attivato anche un conto corrente postale di
solidarietà
Verona, 7 aprile 2009. Il
dramma del terremoto che ha colpito così duramente l'Abruzzo
non poteva lasciare indifferente Vinitaly.
Dopo il minuto di silenzio di ieri tra
gli stand dell’Abruzzo, osservato durante la manifestazione, si è
passato oggi al giorno della solidarietà concreta.
Vinitaly, che si è concluso ieri
a Veronafiere insieme ad Agrifood e Sol, devolve 50mila euro (parte
degli incassi della giornata di lunedì) e chiama a raccolta
gli operatori ed i visitatori delle tre manifestazioni, invitandoli a
sostenere la popolazione abruzzese colpita dal terribile sisma
dell’altra notte.
Veronafiere ha infatti
attivato un conto corrente postale in cui gli esponenti del mondo del
vino e dell’agroalimentare potranno versare un contributo a favore
degli abitanti della Regione, presente con 92 espositori alle
rassegne Vinitaly e Sol (olio).
I versamenti si possono
effettuare sul conto corrente postale numero 95819124,
intestato a Vinitaly per l’Abruzzo Ente Autonomo Fiere di Verona
(Viale del Lavoro 8), Iban IT 32 H 07601 11700 000095819124.
«Ieri»,
afferma Giovanni Mantovani, direttore generale di
Veronafiere, «dopo aver osservato, nell’ambito della
manifestazione, un minuto di silenzio in segno di lutto e di
solidarietà, ci siamo impegnati a promuovere un sostegno
tangibile per la Regione, e oggi dalle parole passiamo ai fatti con
l’attivazione di un conto postale che verrà utilizzato dagli
oltre 4.250 espositori che hanno partecipato a Vinitaly e dalle
migliaia di operatori che sono venuti a visitarla. Il mondo
dell’agroalimentare, ne siamo certi, non farà mancare il
proprio aiuto».
Vinitaly per l’Abruzzo
Ente Autonomo Fiere di Verona (Viale del Lavoro n. 8)
C/C
95819124 IBAN IT 32 H07601 11700
000095819124
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Chiude Vinitaly, il più importante Salone internazionale
dedicato al vino
Prime luci
nel settore vino oltre la crisi
Verona, 6 aprile 2009. Prima
del bilancio della 43ma edizione di Vinitaly la solidarietà di
VeronaFiere e Vinitaly è
per il popolo abruzzese colpito duramente dalla tragedia del
terremoto.
Un minuto di silenzio è stato
osservato, nell’ambito della rassegna, in segno di solidarietà
con la popolazione così duramente provata; al termine del
quale, le aziende espositrici della collettiva regionale presente a
Vinitaly e Sol hanno spento le luci negli stand in segno di lutto e
hanno cessato ogni attività nella giornata odierna.
“Veronafiere e Vinitaly – ha
dichiarato Luigi Castelletti, presidente di Veronafiere -
esprimono la loro più profonda solidarietà ai
produttori abruzzesi presenti e a tutta la Regione Abruzzo per il
drammatico sisma che ha colpito la loro terra. A loro confermiamo la
nostra disponibilità a farci promotori di azioni concrete a
sostegno delle popolazioni così duramente colpite”.
Passando al bilancio del più
importante Salone internazionale dedicato al vino conforta constatare
che all'orizzonte della grande crisi economica in cui siamo
precipitati si intravede qualche bagliore di luce nel settore del
vino.
I dati diffusi da VeronaFiere
confermano questa tendenza.
Un altro record di visitatori esteri a
Vinitaly hanno fatto registrare un altro record. Gli operatori
esteri, infatti, sono stati 45.000 (record assoluto della
manifestazione) contro i 43.000 dello scorso anno.
Confermata la provenienza
da oltre 110 Paesi e alla chiusura dei battenti il totale complessivo
delle presenze ha superato i 150.000 visitatori; gli espositori sono
stati oltre 4.200 provenienti da una trentina di Paesi su una
superficie di 91.000 metri quadrati netti. Riconfermato il numero dei
giornalisti, che sono stati oltre 2.400 da una cinquantina di Paesi.
Facendo un bilancio della
manifestazione, Piero Antinori - presidente della Marchesi
Antinori e dell’Istituto vino italiano di qualità Grandi
Marchi – ha affermato che «c’è stata un’ottima
affluenza e molto interesse da parte degli operatori. Si può
sicuramente affermare che abbiamo respirato un’atmosfera che si è
rivelata migliore del previsto, con la sensazione che Vinitaly 2009
potrebbe rappresentare davvero un mutamento di rotta della situazione
attuale».
«Vinitaly –
secondo Gianni Zonin - si sta sempre più affermando
come punto di incontro mondiale per il vino e sono molto soddisfatto
di questa edizione del salone. Importante anche il ruolo che Vinitaly
World Tour svolge sia per l’internazionalizzazione della rassegna
sia per far incontrare ai vitivinicoltori italiani sempre nuove
nicchie di mercato».
«Con la situazione
attuale – afferma Antonio Virando, export manager di Tasca
d’Almerita – era naturale aspettarsi un Vinitaly sotto tono
invece si è confermata una fiera di business. Ho visto molti
operatori esteri interessati a continuare ad investire per essere
così pronti a ripartire nel momento della ripresa economica.
Per quanto ci riguarda è stato il miglior Vinitaly di sempre”.
Ottimo il consuntivo per
Michele Bernetti dell’Umani Ronchi, con «affluenza
molto buona di operatori esteri, in particolare da Sud America,
Australia, Canada, Taiwan, Hong Kong, Seul e Giappone».
La rassegna è
stata positiva anche per Castello Banfi con Enrico
Viglierchio che ha evidenziato «l’ottima affluenza di
operatori sia nazionali che esteri, questi ultimi in particolare
provenienti da Europa e Asia. In calo, come era abbastanza
prevedibile, gli Usa, anche se i nostri principali partner non sono
mancati all’appuntamento».
Contatti importanti,
qualificati e seri in particolare con Paesi Scandinavi, Cina e
addirittura Aruba per Anna Abbona della Marchesi di Barolo.
«Abbiamo registrato non solo entusiasmo, ma anche nessuna
richiesta di abbassare prezzi e praticare sconti: segno di un mercato
sano».
«Meglio dell’anno
scorso», così ha definito questa edizione di Vinitaly
Jacopo Biondi Santi che ha dichiarato di aver chiuso più
contratti del 2008, grazie ai tantissimi operatori esteri presenti.
«In
un momento di crisi economica – ha detto Pia Donata
Berlucchi della Fratelli Berlucchi –
vedere una tale affluenza e importanza della presenza italiana ed
estera, formata da importatori, rivenditori, comunque gente del
settore enologico, era davvero fuori da ogni previsione. Ancora più
sorprendente il colloquio con queste persone, improntato a progetti,
innovazioni, speranze ed ottimismo verso un futuro immediato.
Un’iniezione di imprenditorialità che stimola l’intelletto
e fa vedere in positivo».
Per Sandro Boscaini,
presidente di Masi - «Vinitaly è andato bene soprattutto
perché era evidente l’entusiasmo e la voglia di superare la
crisi, che va monitorata ma di cui, oggi, conosciamo il perimetro.
Per questo la situazione non è drammatica e non dobbiamo
spaventarci. Certo abbiamo rilevato un calo di presenze di operatori
provenienti dall’area della crisi (Usa, Inghilterra, Germania e
Giappone), ma il nostro settore ne esce bene. Gli ultimi tre anni –
fa un’analisi Boscaini - sono stati imperiali per il business del
vino per cui un ridimensionamento era nell’aria, ma l’entusiasmo
di questo Vinitaly è un segnale che se ne può uscire e
anche bene. In questi ultimi anni abbiamo vissuto sull’orlo del
lusso di largo consumo. Ora i consumatori cominciano a dire ‘vorrei
ma non posso’, mentre il vino resiste: un lusso di fronte al quale
si può dire ‘vorrei e posso’».
«Vinitaly non ha il
potere di cancellare la crisi generale – ha detto Fausto
Peratoner, amministratore delegato della cantina La Vis -,
nonostante questo c’è un forte segnale positivo per il
futuro del vino: dagli Usa al Nord Europa, ai Paesi dell’Est,
all’asia; i buyer di questi Paesi li abbiamo incontrati in fiera».
Prosegue l’analisi
Emilio Pedron di Giv, per il quale la crisi che tocca il vino
è più da imputare a un bisogno di riordino interno del
settore piuttosto che alla situazione internazionale.
Per Antonio Motteran,
direttore generale di Carpenè Malvolti - «abbiamo
avuto incontri con i nostri importatori e distributori ed è
emersa una situazione generale incoraggiante, perché
nonostante una manifestata cautela i programmi commerciali di lavoro
del 2009 risultano sostenibili e sostanzialmente in linea con il
2008. In questo momento è molto più importante
occuparsi dei clienti e monitorare quotidianamente le attività
in essere, piuttosto che preoccuparsi di una generale situazione
negativa di mercato, che non deve assolutamente impedire la ricerca
di nuove idee, nuove strategie e nuove opportunità di
crescita».
«Sono proprio i
momenti difficili che mettono alla prova le nostre convinzioni e i
nostri valori – ha detto Vittorio Moretti, patron di
Bellavista, Contadi Castaldi e Petra (Gruppo Moretti) – e dobbiamo
avere l’audacia di andare avanti credendo nel progresso e nella
crescita del settore vitivinicolo».
«La perfetta
macchina organizzativa di Vinitaly – ha detto Gianluca Bisol,
direttore generale dell’azienda Bisol - è riuscita a
stupirci un’altra volta: mai avremmo pensato quest’anno di
incontrare un pubblico professionale così numeroso, con grande
interesse dall’estero sia da parte dei mercati storici, quali Usa,
Europa e Sud America, ma soprattutto da Cina, Russia e Corea del
Sud».
www.vinitaly.it
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