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Giampietro
Comolli, economista ed esperto di spumanti,
commenta la rassegna
veronese
Vinitaly
2010 all'insegna del successo
Chiari i
segnali di ripresa
Verona 19 aprile 2010.
Prima il Vinitaly, poi il Salone del Mobile (che chiude oggi a
Milano) e presto Cibus (a Parma dal 10 al 13 maggio) l'Italia è al
centro dell'attenzione mondiale con la sua forte immagine
internazionale.
Segnali di risveglio o
no?.
Per capire la situazione, almeno per
quanto riguarda il settore vino, ritorniamo a parlare di questa 44.ma
edizione di Vinitaly con Giampietro Comolli,
economista, esperto di spumanti e di distretti produttivi.
“Vinitaly 2010 si è chiusa
all'insegna del successo per il record di visitatori, espositori e
buyer” -sottolinea subito Comolli- e questo dimostra segnali di
risveglio”.
"Sicuramente un plauso va rivolto al Presidente di
Verona Fiere. Ettore Riello, e al Direttore generale, Giovanni
Mantovani, per l’importanza e lo spessore degli
eventi organizzati. Di importanza estrema -tiene a precisare Comolli- è stata
la visita del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
non solo per il regalo che ha portato in dote a Vinitaly: la firma
posta al decreto legislativo sulla tutela delle denominazioni di
origine che riforma la legge 164 del 1992, ma anche perchè, con la
sua presenza, ha contribuito ad attrarre l’attenzione di tutti i
media, dei consumatori appassionati e di quelli curiosi, non
nascondendo anche la sua fine cultura enologica. Napolitano -dice
Comolli- ha sottolineato quanto il settore vitivinicolo sia
fondamentale, strategico e importante per l’immagine italiana,
l’occupazione, l’economia, l’imprenditorialità, la
professionalità degli addetti e la forza delle imprese che portano
nel mondo un made in Italy di pregio, come valore aggiunto e
rappresentativo”.
I dati del mondo del vino sono da tempo
i cavalli di battaglia del “comollismo” e per questo, con
l'aplomb di sempre, l'attuale direttore di Altamarca li elargisce
anche in questa occasione: “Il consumo e il valore degli spumanti
italiani all'estero sono cresciuti”, dice Comolli e aggiunge, nel
2009 abbiamo sfiorato 193 milioni le bottiglie spedite sui mercati
internazionali, per una crescita del 10,36% rispetto a 173 milioni
del 2008. In crescita anche il giro d'affari (+2%), pari a 1,880
miliardi di euro di valore al consumo. A far crescere l'export di
bollicine all'estero –osserva Comolli, fondatore nel 1993 di Ones,
Centro studi e Osservatorio Mercati&Consumi quando ha iniziato a
lanciare la franciacorta e il Franciacorta (e basta, come precisa
subito) – non è solo il prezzo all'origine contenuto che viene
oggi incontro alle esigenze del consumatore, ma anche un più attento
rapporto identità/valore che supera il vecchio concetto
qualità/prezzo, favorendo l’intera filiera di prodotto che in
certi casi è troppo lunga".
Quali i messaggi del
Vinitaly sugli aspetti del bere consapevole?
“Credo proprio che il
Vinitaly del 2010 abbia sancito un nuovo modo di godere del piacere
del vino. Ho visto tanti pulmini (privati) il sabato e la domenica
che hanno accompagnato i giovani in fiera. Ritengo stia nascendo una
maggiore considerazione verso il consumo consapevole: mi piace
ricordare ora un mio slogan degli anni passati “consuma con gusto e
con misura” e, in questo senso, concordo con le parole pronunciate
dal neogovernatore della Regione Veneto Luca Zaia quando ha
affermato all'inaugurzione del Vinitaly, tra gli applausi, «i
problemi della sicurezza stradale non si possono scaricare sui
produttori, senza dimenticare che una altissima percentuale degli
incidenti stradali avviene per motivi non riconducibili allo stato di
ebbrezza» e con la sottolineatura dell’amico nutrizionista Giorgio
Calabrese, neo presidente Onav, quando chiarisce che “il vero alcol
da tenere sottocontrollo fra i giovani sono gli intrugli con
superalcolici”.
I visitatori sono
stati davvero numerosi quest'anno?
“Giovedì e venerdì, i
primi due giorni, da almeno 3-4 anni che non constatavo una presenza
così selezionata e attenta di addetti ai lavori: non grandi nomi di
importatori, ma nuove strutture alla ricerca di qualità, di prezzi
abbordabili, di nomi di vini “dop” italiani e molti mi hanno
confidato di aver “scelto” Vinitaly al posto di Prowein e di
altre rassegne europee e mondiali. Sicuramente anche l’anno
l’assenza di Vinexpo ha contribuito a far giungere diversi
stranieri: ho constatato anche molti cugini francesi fra gli stand di
Prosecco docg. Lunedì ultimo giorno senza grandi exploit di
pubblico, ma con tanti addetti ai lavori e ristoratori pronti al
rilancio, pronti a creare le nuove liste dei vini, pronti a credere
che il 2010 possa segnare la fine della crisi dei consumi fuori casa.
Anzi, azzardando, sono convinto che presto rivedremo i grandi vini
rossi italiani tagliare nuovi traguardi importanti, purchè con una
nuove propensione e una nuova ottica di mercato e di nuovi paesi
consumatori. Un dato importante viene anche dalla Cittadella della
Gastronomia, presa letteralmente d’assalto per un assaggio fra un
calice e l’altro. In particolare ha fatto il “pienone” tutti i
giorni lo stand dell’Altamarca-Provincia di Treviso con una
media di 210 coperti al giorno, come “ sempre pieno” è
risultato anche il padiglione di Casa Cavicchioli”.
Cosa ci aspetta il
futuro per i vini spumanti e frizzanti?
“Vorrei sottolineare,
oltre i dati già ricordati, prendendo a prestito le parole
pronunciate da Gianpiero Possamai, mio presidente di
Altamarca, la patria del Prosecco Superiore spumante Docg
Conegliano Valdobbiadene, Asolo Docg e Treviso Prosecco Doc, come
non ci siano più dubbi sui forti segnali di ripresa per i vini
spumanti, questo perchè oggi molti sono alla ricerca di un vino
semplice, moderno, con bassa gradazione, tendenzialmente bianco e
facile da abbinare a tutti i piatti. Una ripresa che arriverà
legando ancora più strettamente il vino al suo territorio e puntando
all'export”.
E a questo punto Comolli
ritorna alle statistiche, “il mondo non è abituato a bere
frizzante -dice- tanto che su 32 miliardi di bottiglie di vino
vendute solo 3,2 miliardi (il 10%) sono bottiglie di spumante e
frizzante. I dati e il successo anche di un altro mito dei vini
italiani, il Lambrusco, sia Doc che Igt, sono la prova. In questi
ultimi anni, si può dire senza tema di smentite, che il mercato
mondiale abbia sposato in pieno le bollicine, questo per tre motivi,
il vino “effervescente” è un vino moderno, giovane e allegro,
gli spumanti sono abbinabili con tutte le cucine del mondo e, infine,
sono vini con gradazione alcolica più contenuta”.
Verona
Vinitaly
2010 dal 8 al 12 aprile
www.vinitaly.it
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